Cresce la preoccupazione per il futuro dei dipendenti di ACS – Città Servizi di Avellino. Le organizzazioni sindacali Filcams CGIL, Fisascat CISL, UILTuCS, UGL e CISAL hanno proclamato ufficialmente lo stato di agitazione, avviando contestualmente la procedura di raffreddamento prevista dalla normativa vigente.
La decisione arriva all’indomani della riunione tenutasi il 15 aprile, alla presenza del coordinatore del commissario straordinario, dott. Iannuzzi, intervenuto su delega della commissaria straordinaria dott.ssa Perrotta, e del commissario liquidatore dott. Ivan Gennarelli.
Secondo quanto comunicato dalle sigle sindacali, dall’incontro sono emerse forti preoccupazioni sul destino occupazionale dei lavoratori della partecipata comunale, in un quadro definito ancora incerto e privo di garanzie concrete.
“Nonostante le dichiarazioni di buoni propositi da parte dell’Ente – si legge nella nota – il percorso per la salvaguardia dei posti di lavoro appare ancora fumoso, incerto e tortuoso”.
Al centro della protesta vi è soprattutto la scadenza del 30 giugno, considerata ormai imminente. Per i sindacati non è più possibile rinviare ulteriormente le decisioni, né demandarle al futuro assetto amministrativo del Comune.
Il messaggio lanciato dalle organizzazioni sindacali è netto e senza margini di interpretazione:
“Il tempo è scaduto. Non c’è più tempo per tentennamenti e incertezze. I dipendenti di ACS meritano risposte ad horas”.
Le sigle chiedono una soluzione definitiva che possa scongiurare provvedimenti drastici e assicurare la continuità occupazionale per tutti i dipendenti della società.
Nel corso del tavolo, il dott. Iannuzzi si è impegnato a farsi portavoce delle istanze sindacali, garantendo un riscontro entro cinque giorni, come riferito alle parti presenti alla trattativa.
Resta ora alta l’attesa per una risposta ufficiale da parte della struttura commissariale e degli organi competenti, mentre tra i lavoratori cresce la tensione per un futuro ancora tutto da definire.



