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Al Teatro 99 Posti va in scena “Il bradipo e la carpa” tra sport, amicizia e responsabilità morale

Domenica 15 marzo alle ore 18:30, il Teatro 99 Posti ospita lo spettacolo “Il Bradipo e la Carpa”, adattamento teatrale del volume “Due eroi in panchina” di Roberto Quartarone, con adattamento e regia di Antonio Carnevale e produzione Compagnia Carnevale.

Lo spettacolo racconta la straordinaria storia vera degli allenatori ungheresi István Tóth e Géza Kertész, figure fondamentali nella storia del calcio europeo e protagonisti di un gesto di coraggio civile durante la Seconda Guerra Mondiale. Oltre a rivoluzionare il gioco del calcio con le loro innovative teorie – soprattutto in Italia – i due allenatori fondarono il “Gruppo Melodia”, una rete clandestina composta da oppositori politici, ex calciatori e artisti impegnata nel salvare dissidenti ed ebrei sotto l’occupazione nazista.

Il loro impegno rappresentò la vittoria più grande: salvare vite umane. Un gesto pagato con la vita. Tóth e Kertész furono infatti fucilati il 6 febbraio 1945, pochi giorni prima della liberazione di Budapest.

Ne “Il Bradipo e la Carpa” i due amici si raccontano con ironia e sarcasmo, ripercorrendo gli episodi più luminosi della loro esistenza: il calcio, le città italiane che hanno amato – Catania e Trieste in particolare – e le vicende sportive che li hanno resi protagonisti. Ma nel loro dialogo affiorano anche la tragedia e il delirio degli anni che sconvolsero l’Europa.

Alternando registri comici e tragici, lo spettacolo accompagna il pubblico in una narrazione intensa e umana, dove sport, amicizia e responsabilità morale si intrecciano in un racconto capace di divertire, commuovere e far riflettere.

Il cuore dello spettacolo risiede nella scelta morale dei protagonisti: non rimanere indifferenti di fronte alla barbarie, nonostante una posizione privilegiata che avrebbe potuto permettere loro di restare in silenzio.

La messa in scena, volutamente sobria ed essenziale, si ispira a una tradizione teatrale che richiama autori come Brecht, Fassbinder e Weiss. Lo spazio scenico è ridotto all’essenziale: i corpi degli attori, ombre e fasci di luce, pochi oggetti simbolici – un pallone da calcio, una chitarra che accompagna alcuni versi di Saba, una fotografia custodita nella giacca di Géza – diventano il motore del racconto e della memoria.

Adattamento e Regia: Antonio Carnevale

Amministrazione e Distribuzione: Maria Claudia Trovato

Costumi: Alessandra Faienza

Disegno Luci: Giovanni Corsini

Produzione: Compagnia Carnevale

Interpreti Géza Kertész – Riccardo Stincone / István Tóth – Antonio Carnevale

Premi e riconoscimenti

Vincitore Premio Marcello Primiceri 2020

Finalista Teatro… Voce della società giovanile ENDAS – Emilia Romagna 2019

Migliore Drammaturgia – Settimia Spizzichino e gli Anni Rubati 2018

Migliore Interpretazione – ConCorto 2018

Finalista Palio Ermo Colle 2018

Finalista Minimo Teatro Festival 2018

 

 

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Floriana Guerriero

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