La protesta si trasforma in una barricata civile e istituzionale.
Cresce e si compatta l’opposizione al progetto eolico industriale, un’opera che intende imporre sui territori di Andretta, Bisaccia, Guardia Lombardi, Rocca San Felice e Lacedonia l’installazione di 15 aerogeneratori di dimensioni ciclopiche.
I numeri dell’aggressione: oltre la “Green Energy”
Quello presentato non è un piano di transizione ecologica equilibrato, ma un’operazione industriale di proporzioni devastanti per l’ecosistema irpino:
Potenza d’impatto: 93 MW complessivi, con turbine da 6,2 MW ciascuna (tra le più grandi e impattanti sul mercato).
Infrastrutture invasive: Oltre 30 km di cavidotti ed elettrodotti previsti, affiancati da una nuova rete stradale che sventrerà irreversibilmente il paesaggio rurale.
Saturazione Record: I comuni di Bisaccia e Lacedonia detengono già il primato nazionale per densità di impianti. Il territorio è saturo, stretto tra il macro-eolico e il proliferare selvaggio del mini-eolico, spesso autorizzato tramite Procedure Autorizzative Semplificate (PAS) nel silenzio-assenso delle istituzioni locali.


