Sono tre le maggiori vertenze del lavoro, in questa provincia: la punta del vertice delle crisi irrisolte è costituito dalla ex ArcelorMittal di Luogosano, la Menarini in valle Ufita e l’Asidep di Pianodardine.
Di questo ha discusso stamattina l’assemblea generale della Fiom di Avellino. Il comparto metalmeccanico e produttivo, da queste parti, è in forte affanno ed il segretario provinciale del sindacato, Giuseppe Morsa, con i delegati di fabbrica, ha disegnato un percorso “di mobilitazione” che sia in grado di “sollecitare le istituzioni e i soggetti coinvolti” ad essere più incisivi e sostenere “concretamente la soluzione delle vertenze in corso”. Anche perché, ha continuato Morsa, “non si intravede una prospettiva di sviluppo industriale per l’Irpinia. E, perciò, bisogna costruirla”. Intanto “Arcelor Mittal è una questione ferma a palazzo Santa Lucia, alla Regione, mentre il problema del sito di valle Ufita è legato alla mancanza di commesse – aggiunge ancora Morsa -“. E la Fiom è convinta che la mobilitazione degli operai è, forse, l’unica strada da percorrere. Le istituzioni devono fare di più. In questi periodo, infatti, sono distratti da una politica che non è certamente quella dello sviluppo industriale. Quindi l’assemblea ha, poi, approvato una delibera che avvia il percorso di accorpamento funzionale tra le Fiom di Avellino e Benevento. “Una scelta che punta a rafforzare l’azione sindacale e la rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori”. Il segretario provinciale Fiom ha quindi sottolineato come, di questi tempi, ci troviamo davanti “ad una sfida che dobbiamo affrontare: quella della difesa del lavoro, della tutela dell’occupazione e del rilancio del futuro produttivo di questo territorio”. Sicuramente difficile ma ” se lo affrontiamo insieme lo possiamo superare – ha concluso Giuseppe Morsa”.


