“E’ chiaro che ci sono ancora in Campania incrostazioni che mettono alla prova l’omogeneità della coalizione ma è un dato importante quello di essere riusciti ad unire, nella città di Avellino, le forze del centrosinistra. L’obiettivo resta quello di sconfiggere le destre, quelle più chiaramente identificabili e quelle più camuffate”. A sottolinearlo Peppe De Cristofaro, capogruppo al Senato di Alleanza Verdi e Sinistra, nel corso del confronto presso il comitato elettorale di “Avellino Città Pubblica”, in campo a sostegno di Nello Pizza. De Cristofaro spiega come “Il centrosinistra è chiamato a far vivere i temi che lo hanno sempre caratterizzato, le grandi vicende della giustizia sociale e ambientale. Porteremo avanti le nostre battaglie e sono convinto che otterremo un buon risultato”. Sottolinea come “la guida della Regione da parte del Centrosinistra potrebbe rappresentare un vantaggio, a patto di saper interpretare questo vento positivo di cambiamento. Io sono convinto che si sia rotta la luna di miele del governo nazionale con l’elettorato. Il referendum ha rappresentato uno spartiacque e sono emerse tutte le contraddizioni di chi oggi guida l’Italia. Poichè se è vero che il voto referendario era legato a una questione specifica, al timore di una magistratura assoggettata al potere politico, è stato, al tempo stesso, espressione di un dissenso nei confronti del governo”. Chiarisce come “La Destra è arrivata al governo dopo essersi proposta come una forza sociale, pronta a rispondere ad emergenze sociali, di famiglie e cittadini. Ma ha dimostrato di essere tutt’altro. Ecco perchè la fiducia nel governo ha subito un’incrinatura, di qui la necessità di partire da questa voglia di cambiamento per comprendere le richieste di un elettorato che rivendica un’alternativa reale alle politiche di destra, immagina una diversa ipotesi di sviluppo e delle battaglie legate a ideali e diritti con cui identificarsi. Dobbiamo provare a costruire una connessione nuova con la popolazione. Non so quante persone andranno a votare ad Avellino, gli ultimi dati relativi alle elezioni amministrative non sono incoraggianti mentre la partecipazione al referendum è stata alta. E’ il segno che c’è un pezzo della comunità che si riesce a coinvolgere, se si portano avanti battaglie dalla forte valenza simbolica. Ecco perchè dobbiamo essere in sintonia con quell’onda”.
E’ Giancarlo Giordano a ribadire come “O le elezioni rappresentano un’occasione di verità o non sono nulla. Abbiamo superato tensioni e differenze grazie a una volontà politica forte, aprendoci al confronto con realtà associative solide. Basta scorrere i nomi della lista per comprendere quella che è la nostra scaletta di priorità per la città. Non abbiamo cercato i portatori di voto, abbiamo scelto di guardare al bisogni quotidiani. La sfida a cui siamo chiamati è quella di ricostruire l’orizzonte per una comunità dolente, non attraverso promesse, ma provando a ridisegnare il futuro della città e dunque la qualità della vita, partendo dal prendersi cura. Del resto, l’ampiezza e la profondità della proposta è evidente già a partire dal nome. Siamo convinti che Avellino, come capoluogo, debba vincere l’egocentrismo di questi anni, come fa un capoluogo a definirsi tale se non si fa carico degli altri? Altrimenti a vincere è l’affarismo”. Ringrazia pubblicamente il candidato sindaco delle scorse elezioni Antonio Gengaro per il suo coraggio e la sua coerenza, per essersi “battuto in Consiglio Comunale perchè non passasse l’inciucio, sottolineando l’impossibilità di sostenere l’amministrazione Nargi. Oggi siamo arrivati a questo risultato perchè ci sono stati questi gesti come questo. E la città ha bisogno di coraggio e coerenza per cambiare”.
E’ quindi il candidato sindaco Nello Pizza a chiarire che “le difficoltà che pure ci sono state nel convincere Avs a sostenere la coalizione sono il frutto degli ultimi due anni, molto tribolati a causa di esperienze amministrative certamente complicate. Ma esisteva già un’intesa sugli obiettivi da realizzare per Avellino Abbiamo completato il programma che avevamo elaborato due anni fa, integrandolo con le nuove esigenze della città. L’idea da cui siamo partiti è quella di costruire una città partecipata. Al di là dei proclami, quello che proponiamo è un modello nuovo di amministrazione, basato su trasparenza e rispetto della legalità ma soprattutto capace di rispondere ai bisogni della città. Se ci saranno comandanti, saranno i cittadini. E’ importante che la comunità torni a svolgere un ruolo attivo. Troppe sono negli anni le opere rimaste vuote perchè non rispondevano ai bisogni della città mentre dobbiamo partire dalle esigenze della comunità. Altrimenti non ha senso parlare di città partecipata”. Ribadisce come “non mi interessa vincere, quanto dare un’amministrazione alla città e penso di potere essere offrire il mio contributo. Se non sarò eletto sarà perchè un’altra proposta sarà stata giudicata più credibile”. Agli avversari che gli ricordano come avrà vita dura nel dividere gli assessorati tra le forze della coalizione replica che “E’ chiaro che siamo una coalizione e dobbiamo ascoltare le forze che ne faranno parte, le formazioni che ci hanno offerto un sostegno devono avere la garanzia che troveranno in noi un interlocutore”. Ribadisce la scelta di affiancare a “persone che hanno una maggiore credibilità e sanno raccogliere consensi altre che hanno meno consensi ma hanno proposte più lungimiranti”.
A prendere la parola alcuni dei candidati di “Avellino Città Pubblica”. Antonio Bellizzi ricorda la possibilità di costruire una città diversa, partendo dal patrimonio che possiede, dalla necessità di rimettere al centro l’ascolto nei quartieri, i disagi quotidiani che vive la comunità per rendere Avellino un città vivibile, che offra ai giovani la possibilità di scegliere di restare”. E spiega come “il nostro programma, come riscontrato da test antiplagio, è stato l’unico ad essere realizzato da una mente umana e non da un’intelligenza artificiale”. E ricorda come “per noi la politica non può essere questione di poltrone, nè si possono nascondere i problemi sotto il tappeto con musica, eventi e feste”. Carolina Vesce pone l’accento sul percorso solido e strutturato che caratterizza la proposta politica del centrosinistra “Avellino è sempre stata una città curiosa, aperta all’altro, non possiamo accettare nessuna chiusura identitaria. Vogliamo essere l’esercito di sognatori che prova a cambiare la città, stando dalla parte dei deboli, mantenendo alta l’attenzione contro le mafie”. Vittoria Troisi ribadisce come la forza della proposta di Avs sia stata quella di “unire la politica dei partiti e la politica dell’impegno quotidiano, l’alto e il basso, immaginando uno spazio pubblico come luogo in cui le diversità possano convivere, provando a cambiare la geografia attraverso proposte dal basso, con percorsi istituzionali che consentano ai cittadini di progettare e decidere, per costruire una democrazia reale. Abbiamo bisogno di spazi in cui ritrovarci e stare insieme. di riaprire gli spazi pubblici, dai centri sociali alle Biblioteche, fino all’Eliseo, perchè la città ritrovi la sua identità cinematografica e si apra alle energie dei giovani, di rimettere al centro la vita delle persone. Mentre Gabriella Spagnuolo immagina una città che non dimentichi gli anziani, con servizi per alleviare la loro solitudine e rispondere alle loro esigenze, consultori familiari e una centralità autentica della cultura.





