Martedì, 3 Novembre 2026
23.28 (Roma)

Ultimi articoli

Bassolino: la sfida è combattere l’astensionismo. La politica non perda il legame con la vita

“La democrazia non può che essere fondata sul popolo. E’ proprio la mancanza del rapporto tra politica e vita la principale causa dell’astensionismo”. E’ Antonio Bassolino a sottolinearlo nel corso del confronto al de la Ville sui “Ricordi” di Luigi Anzalone, nel segno del filosofo Giuliano Minichiello e della lezione di Enrico Berlinguer. A discutere del volume con l’autore in un incontro, presieduto dal direttore Gianni Festa, insieme a Bassolino, il funzionario del Senato Agostino Minichiello, la scrittrice Emanuela Sica, il preside e filosofo Giovanni Sasso, il medico Lorenzo Colucci “Non dobbiamo chiuderci nel passato – spiega Bassolino – poichè non c’è futuro senza memoria, la politica di oggi lo dimentica troppo velocemente. E’ quello che è accaduto anche dopo le ultime elezioni, si gira pagina senza lo spazio di una riflessione. In passato bastava che il partito perdesse pochi punti per avviare una discussione”. Ribadisce come “la politica non può prescindere dal rapporto col popolo e con il quotidiano. Ecco perchè il mio augurio è che il campo del centrosinistra, invece, di lottare per sottrarre i voti gli uni agli altri, cerchi di recuperare consensi nelle file di chi ha scelto l’astensione”. Ricorda il legame forte con Berlinguer “Quando è morto Enrico è finito il Pci, poichè era capace di tenere insieme un mondo fatto di contraddizioni. Per lui era fondamentale il rapporto umano, capitava che discutessimo quando si parlava del rapporto con l’Unione Sovietica, io continuavo a ripetere che dovevamo prendere le distanze dall’Urss, lui mi zittì ricordandomi che il mondo era diviso in due blocchi e noi non potevamo che stare da una parte. Poco dopo mi prese sotto braccio e mi offrì un caffè”. “Berlinguer non superò mai un certo limite all’interno del partito poichè non voleva dividere il voto delle masse popolari. Si poteva discutere ma era un universo in cui esisteva la dialettica”. Bassolino snocciola aneddoti, dal confronto con l’ideologo dell’Unione Sovietica, a proposito di un’intervista di Berlinguer nel quale diceva di sentirsi più tranquillo sotto la Nato alla solidarietà all’Irpinia nei difficili giorni del sisma del 1980 “Quella notte mi precipitai in Irpinia, dove ero stato segretario del partito, insieme ai giornalisti Vito Faenza e Rocco Di Blasi, trovammo chiusa l’autostrada e passammo per Contursi, da Calabritto a Caposele, da Lioni a Sant’Angelo, tra case diroccate e macerie. Chiamai Enrico e gli dissi che la situazione era molto più terribile di quanto dicessero i telegiornali. Berlinguer non ci pensò più volte e telefonò a Pertini per riferirgli come stavano le cose. Poco dopo arrivò il titolo del Mattino ‘Fate presto’ e Pertini venne in visita in Irpinia. Anche Berlinguer arrivò nei paesi d’Irpinia feriti a morte, ricordo lo sguardo delle donne accanto ai bracieri quando lo vedevano passare, si rivolgevano a lui come fosse Cristo”. Sottolinea come “Una delle grandi qualità di Enrico era la sua attitudine nei confronti dei temi della politica internazionale, uno sguardo che dipendeva dal suo essere sardo. Per lui al di là del mare c’erano l’Italia e il resto del mondo. Anche quando andavamo nella sezione più piccola, venivamno educati a partire dai fatti internazionali per poi arrivare al locale. La sua idea di compromesso storico era in fondo una riproposizione del discorso di Togliatti con cui aveva rifondato il Pci come forza democratica”. Spiega di essere stato un uomo delle istituzioni poichè era stato un uomo di partito “Non esitai un attimo a rinunciare alla mia carica di consigliere regionale per entrare nel comitato centrale del partito”.  E ricorda il legame forte con Avellino “Tornare ad Avellino suscita in me tanti ricordi. Questo  libro è dedicato a  persone che hanno fatto parte della mia vita, da Minichiello, una delle teste più fini che abbia mai conosciuto a Federico Biondi e Italo Freda con i quali erano tantissime le discussioni nella sezione Gramsci”. E’ il direttore Festa a sottolineare come il volume di Anzalone sia un omaggio a personaggi autentici, da Federico Biondi, anima candida che ha sempre difeso il territorio a Giuliano Minichiello, sentinella del Mezzogiorno “Un itinerario tra memoria e futuro per contrastare lo strisciante fascismo del presente”. Agostino Minichiello pone l’accento sulla capacità di Anzalone di illustrare il “pensiero poliedrico e a volte ermetico di mio padre, a partire dalla sua idea di modernità, in cui l’uomo ha finalmente liberato sè stesso “Di qui la necessità di una politica democratica che rifugga la guerra ed educhi le nuove generazioni a costruire il futuro”. Sasso ricorda come Minichiello abbia inciso sulla formazione di tanti giovani, studioso autentico. “Il suo è un magistero esemplare in cui centrali sono educazione e comunicazione, in cui conoscenza, essere e agire coincidono. In una società come quella moderna Minichiello ci ricorda che è possibile recuperare l’umanità seguendo la via stretta della moralità e giustizia. Ha sempre cercato l’armonia nelle strade da lui intraprese, con il territorio e con il suo tempo malgrado la città non lo abbia apprezzato. Nel ruolo di assessore non è riuscito ad attuare quell’azione riformatrice che si proponeva di realizzare”. Emanuela Sica sceglie di partire dal concetto di memoria e cita uno degli episodi narrati nel volume, la telefonata dell’11 settembre 1973 con cui Bassolino informava Anzalone del golpe cileno, chiedendogli di correre in sezione “Sono tanti gli episodi che si collegano ad elementi luttuosi e ben raccontano le peculiarità dei personaggi, come Berlinguer in cui la moralità diventa stile di vita”. Colucci si sofferma sui concetti centrali nella filosofia di Minichiello, dalla coscienza individuale che dà il via all’età moderna ai pericoli legati alla tecnica che determina una mercificazione dell’uomo “In una società segnata da pandemie e catastrofi è importante recuperare il senso dell’umano”. Anzalone spiega come “Quella di Minichiello sia una delle filosofie più potenti legate alla tecnoscienza e alla fenomenologia esistenziale. E’ stato per me il simbolo di un’amicizia vera, in cui ciascuno sa di poter contare sempre sull’altro”. Confessa come il volume sia “il diario di bordo di un naufragio. Dc e comunisti si sono uniti ma sono riusciti a produrre solo il ritorno di un governo fascista. Da parte mia, comunista ero e comunista sono”. Ricorda la forza dei personaggi narrati, “quello che rivive nel volume è un passato gravido di futuro, alla ricerca della stella della redenzione”

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Cronaca

Mercoledì 4 novembre si svolgerà la tradizionale cerimonia commemorativa della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. L’evento avrà inizio…

“Gettare un ponte levatoio tra il ‘dentro’ e il ‘fuori’”. È questo il senso profondo dell’impegno di Samuele Ciambriello, garante…

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino, in linea con le direttive del Prefetto, Dott.ssa Franca Fico, negli ultimi giorni…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Ottant’anni di conquiste, di battaglie civili e di cambiamenti che hanno trasformato il ruolo delle donne nella società italiana. È questo il filo conduttore del Convegno nazionale «1946-2026: 80 anni di cittadinanza. Il lungo cammino delle donne, dal primo voto alle sfide del futuro», in programma sabato 7 novembre, alle...

VENEZIA – Dalla Valle del Sele alla laguna veneziana, per raccontare attraverso la cucina l’identità e le eccellenze della Campania. Sarà l’Excecutive chef Francesco Del Sorbo, Executive Chef dell’Hotel Terme Rosapepe di Contursi Terme (Salerno), tra i protagonisti del FIET – Festival of Italian Enogastronomy and Tourism, in programma dal...

di Virgilio Iandiorio Nell’ introduzione all’inventario dei beni della Chiesa Collegiata di San Marco Evangelista di Manocalzati, , redatto nella seconda metà del Settecento, il canonico archivista scrive a proposito della fondazione della parrocchia: “Si nota che anticamente vi era solamente il Rettore Curato [presbitero di una chiesa minore rurale...

Un sentito ringraziamento alle Misericordie Irpine e all’ASL di Avellino per il lavoro svolto nella gestione e nell’organizzazione dei presidi sanitari e per l’attenzione riservata alla fruibilità dei servizi da parte dei cittadini. A seguito di un’ampia attività di verifica, Giovanni Esposito del Mid-Movimento Italiano Diversamente Abili esprime apprezzamento per...

Ultimi articoli

Attualità

Un sentito ringraziamento alle Misericordie Irpine e all’ASL di Avellino per il lavoro svolto nella gestione e nell’organizzazione dei presidi…

Alimenti scaduti e gravi irregolarità igienico-sanitarie. Questo è quello che è emerso nell’ambito delle attività di controllo, eseguite dal personale…

Il caso Acs non è affatto chiuso: tra esposti alla Guardia di Finanza e tecniche di ostruzionismo in consiglio comunale,…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy