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Benevento abbraccia il 2026, tante emozioni per il Gran Concerto di Capodanno

C’è un momento, a Benevento, in cui il tempo sembra rallentare e il nuovo anno prende forma attraverso le note. È accaduto ancora una volta al Teatro Comunale “Vittorio Emmanuele”, dove la XXXIII edizione del Gran Concerto di Capodanno ha trasformato la musica in un augurio collettivo, un abbraccio sonoro capace di unire emozioni, memoria e speranza.
L’evento, promosso da Musicainsieme – ente accreditato presso il Ministero della Cultura (MIC) – in collaborazione con la Fondazione Benevento Città Spettacolo e con il patrocinio del Comune di Benevento, ha confermato la sua natura di appuntamento imperdibile per la città.
Il teatro, colmo in ogni ordine di posti, ha accolto un pubblico partecipe e silenzioso, pronto ad affidarsi al linguaggio universale della grande musica.
A guidare gli spettatori in questo viaggio è stata la voce dell’avvocato Mario Collarile che, nelle vesti di presentatore, ha condotto il pubblico con estrema eleganza, introducendo ogni brano e svelandone l’anima con la sua consueta verve e profondità.
Sul palco, l’Orchestra Internazionale della Campania, guidata dal maestro–concertatore Veaceslav Quadrini Ceaicovschi, ha dato vita a un racconto musicale coinvolgente, reso ancor più prezioso dalle splendide coreografie del Centro Studi Danza Classica della maestra Saveria Cotroneo. La grazia dei movimenti dei danzatori ha saputo intrecciarsi perfettamente con il respiro orchestrale, regalando momenti di rara bellezza visiva.
L’inizio, affidato a Giuseppe Verdi, ha subito imposto un tono solenne e profondo. La Sinfonia del Nabucco e il Preludio della Traviata hanno evocato ideali, passioni, destini: musica che non si limita a essere ascoltata, ma che chiede di essere sentita.
L’Intermezzo da Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni ha poi sospeso il tempo, regalando alla sala un momento di intensa commozione, fatto di silenzi carichi e sguardi rapiti.
Con il procedere del concerto, la musica ha cambiato colore, aprendosi alla leggerezza e al sorriso. Il Valzer dei Pattinatori di Émile Waldteufel ha fatto danzare l’immaginazione, mentre il Valzer dei Fiori di Čajkovskij ha riportato tutti a quella dimensione sospesa tra sogno e meraviglia che appartiene all’infanzia e alle feste.
L’elegante ironia del Valzer n. 2 di Shostakovic ha introdotto il pubblico nel cuore più luminoso della serata, preparando il terreno alla festa finale firmata Strauss. Qui la musica si è fatta gioia pura, ritmo condiviso, gioco scenico: dal solenne Valzer Imperiale all’intramontabile Sul bel Danubio blu, fino alle polke che hanno acceso il teatro di energia e complicità.
Negli ultimi minuti, quando la Marcia di Radetzky ha coinvolto il pubblico, non c’era più distinzione tra palco e platea: tutti parte dello stesso rito, dello stesso augurio.
Ideato e curato da Giuseppe De Marco con l’ ausilio del maestro Leonardo Quadrini, il Gran Concerto di Capodanno non è solo un evento musicale, ma un gesto d’amore verso la città, un appuntamento che ogni anno rinnova il legame tra Benevento e la sua identità culturale. A suggellare questo legame, l’omaggio al pubblico con la pubblicazione dedicata ai Musici Sanniti, memoria viva di una storia che continua a suonare nel presente.
Così Benevento ha salutato il 2026: non con il rumore, ma con l’armonia; non con la fretta, ma con l’ascolto. Perché quando la musica diventa casa, il futuro fa meno paura e il nuovo anno inizia già con una promessa mantenuta.

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