E’ stato un omaggio al ruolo delle donne nel teatro quello che ha consegnato Maria Grazia Cataldi nel volume “Creature da palcoscenico. Le donne nel teatro. Da personaggi a protagoniste”, Editoriale Scientifica. Ieri la presentazione al Circolo della stampa alla presenza di Fiorentino Vecchiarelli, presidente Accademia dei Dogliosi e la professoressa Ilde Rampino. A moderare l’incontro Gianluca Amatucci. E’ Maria Grazia Cataldi a sottolineare come “L’idea parte da lontano. Nel 2009 (ero allora Presidente del C.d.A. del Teatro Gesualdo di Avellino), in occasione della Giornata della Donna fui invitata a un Incontro pubblico, “La Donna nelle Arti”, presso la Biblioteca di Montevergine per trattare il tema “Donne e teatro”. Era un argomento nuovo per me, che, da funzionario dei Beni Culturali ero stata impegnata per anni in ricerche su aspetti della storia locale e sul patrimonio monumentale antico del territorio irpino; ma anche interessante e stimolante, considerato che avevo già da tempo aggiunto alla passione per la ricerca storica e bibliografica una particolare attenzione per le figure femminili del passato e alle tematiche di genere. Cosicché, quell’intervento, necessariamente limitato, più che altro una panoramica sull’argomento, svelandomi un mondo dello spettacolo straordinariamente ricco di figure femminili, distintesi nei diversi generi teatrali e sempre più protagoniste sulle scene, finì col suscitare in me la curiosità e il desiderio di ampliarne e approfondirne lo studio. Sfogliando pagine di libri, leggendo schede biografiche nelle Enciclopedie, spulciando libretti d’opera, facendo collegamenti tra un personaggio e l’altro, mi sono ritrovata davanti un numero davvero consistente di artiste, molte delle quali semisconosciute o comunque mai considerate a pieno, sia sotto l’aspetto professionale che come testimoni della loro epoca. Non solo attrici, ma anche ballerine e cantanti, sono venute così alla luce e hanno, in qualche modo, trovato spazio (nel testo, nelle note, nelle appendici ad alcuni capitoli, nei Cenni biografici in fondo al volume) in un discorso che ho voluto di ampio respiro culturale. Il saggio che ne è venuto fuori è, in fondo, un ripercorrere la storia del teatro, ma anche della società e della cultura, attraverso la presenza femminile, sempre più determinante sulle scene nel tempo. Inevitabile, per dare maggiore risalto all’argomento, partire dalla drammaturgia greca, modello archetipo del teatro occidentale, nella quale domina la figura femminile pur nel divieto assoluto alle donne di recitare; divieto estremamente penalizzante, che, col contributo della Chiesa, sarà affermato anche nella nostra società fino al Cinquecento”.
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