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Autonomia differenziata, Cassese: “Può essere un momento di crescita, ma solo con uniformi livelli delle prestazioni”

ATRIPALDA – La città di Atripalda esprime gratitudine e riconoscenza al professore Sabino Cassese, a cui il Comune oggi conferisce la cittadinanza onoraria. Una cerimonia pubblica molto partecipata, questo pomeriggio, nella sala comunale della città del Sabato.

Presenti anche gli ex sindaci di Atripalda, i sindaci di diversi altri Comuni irpini, e le massime autorità provinciali civili, istituzionali e militari, tra le quali il prefetto Paola Spena, il questore Pasquale Picone, i comandanti provinciali dei carabinieri, della guardia di finanza, del 232° reggimento Trasmissioni Avellino, oltre al Provveditore agli studi di Avellino Fiorella Pagliuca e al consigliere regionale Livio Petitto. In rappresentanza del comando dei vigili del fuoco di Avellino ha partecipato alla cerimonia il vicario del comandante l’ingegnere Renato di Meo.

Il presidente del consiglio comunale e i capigruppo consiliari hanno spiegato e testimoniato le ragioni del conferimento.

Il sindaco Paolo Spagnuolo ha salutato gli ex sindaci della città di Atripalda presenti (e seduti uno accanto all’altro): Andrea De Vinco, Gerardo Capaldo, Aldo Laurenzano, Alberta De Simone e Raffaele La Sala. Spagnuolo ha salutato i cittadini “di cui si avverte però la scarsa partecipazione nei normali consigli comunali; e questo è un messaggio che la comunità lancia a noi amministratori e che dovremo essere in grado di interpretare”. E poi rivolto a Cassese: “Quella della cittadinanza onoraria è stata una scelta condivisa. Cassese è un figlio della nostra terra, per nascita, per nome (‘Sabino’), per il rapporto forte tra la sua famiglia e la città. A suo padre Leopoldo sono già intitolate la biblioteca comunale e una strada. Sabino Cassese ci ha regalato emozione e orgoglio anche per essere stato tra i papabili per la carica di presidente della Repubblica”.

Il sindaco Spagnuolo ne ha sottolineato anche la figura di giurista e ha spiegato che il conferimento di questa “cittadinanza onoraria sigilla il suo rapporto con la città e mi auguro possa essere l’angolo della Terra che lo renderà felice (Orazio cit.)”.

A questo punto è stato messo ai voti del Consiglio il conferimento della cittadinanza onoraria e si è registrata l’unanimità.

La parola è passata dunque all’ospite d’onore. Sabino Cassese ha parlato della storia della città di Atripalda, scorrendo i tempi del Risorgimento, i fatti del 1867, Urbano Rattazzi, la guerra… di come da paese è diventata città, maturando una ricchezza politica, civile e commerciale. Ha invitato i giovani a studiare, a ragionare, a cercare di capire le radici dei problemi, senza schierarsi subito tra guelfi e ghibellini. “La vera ricchezza è la conoscenza”.

Sull’autonomia Cassese ha detto che le disparità tra Nord e Sud non sono state mai risolte. C’è sempre stata una parte dell’Italia più spinta in avanti e una che rimaneva un po’ più indietro. Il tema dell’autonomia va trattato con attenzione, perché è un processo lungo, non facile. L’autonomia può essere intesa come un momento di crescita, se però viene garantita l’uniformità dei livelli essenziali delle prestazioni. Solo in questo caso ci si riesce. Lo Stato deve metterci i soldi, sia coprendo la spesa storica che quella prevista. Attualmente ci sono già cinque regioni che si muovono praticamente in un regime di autonomia differenziata, ora tocca a tutte le altre. “Ma insisto molto sulla premessa fondamentale: se non si garantiscono uguali livelli per tutti, allora non si potrà mai parlare di autonomia”.

Il nome dei Cassese è nella storia di Atripalda
Sabino Cassese è atripaldese di nascita, classe 1935. Figlio dello storico e archivista Leopoldo e fratello del giurista Antonio. Lunga e prestigiosa la sua carriera: professore alla School of Government della LUISS e alla Cattolica Global School of Law di Lisbona. Professore in diverse università italiane, e poi di New York e Parigi. E’ stato ministro della Funzione pubblica nel governo Ciampi, dal 1993 al 1994, e giudice della Corte Costituzionale. Editorialista del Corriere della Sera. Autore di libri. Nel 2013 e 2022 il suo nome è comparso nella rosa dei possibili candidati alla presidenza della Repubblica. E’ giudice emerito della Corte costituzionale e professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa. E’ presidente del comitato per l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni sull’attuazione dell’autonomia differenziata.

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