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Cogliano racconta la rivoluzione del 1799: fu una vera guerra civile

Una vera guerra civile. Racconta così Annibale Cogliano la rivoluzione del 1799 nel Principato Ultra. Una ricostruzione attenta che lo storico irpino  consegna nel volume “Insorgenze e Terrore Repubblicano nel Principato Ultra”, Terebinto edizioni, presentato questo pomeriggio alla libreria Mondadori, in collaborazione con l’Accademia dei Dogliosi. A confrontarsi con l’autore gli studiosi Fiorentino Vecchiarelli e Fiorentino Alaia. A moderare l’incontro il giornalista Gianluca Amatucci. E’ Vecchiarelli a porre l’accento sulla scelta di Cogliano di proporre un punto di vista inedito nella narrazione del 1799, concentrandosi sulle vicende che caratterizzarono aree apparentemente lontane dal centro come quelle legate all’Irpina.. Una ricostruzione resa certamente più difficile dalla distruzione delle carte relative ai processi del ’99 voluta da Ferdinando IV “Cogliano ci dimostra come la rivoluzione del ’99, se pure non fu una ribellione del popolo, vide protagoniste classi molteplici, dalla borghesia ai feudatari fino agli esponenti dello stesso clero”. E’ Fiorentino Alaia a soffermarsi sulla capacità di Cogliano di leggere i documenti sempre in maniera critica e mai ideologica “Centrali nella sua ricostruzione sono i documenti della Regia Udienza di Montefusco, quella che era la capitale del Principato Ultra che riportano i processi legati al ’99 ma anche questioni legate agli atti demaniali e a eventuali usurpazioni fino agli atti notariali con molte testimonianze e dichiarazioni rese spontaneamente. Sono persone che, nella speranza di avere benefici o nel timore di incorrere in condanne,  dichiarano di aver piantato l’albero della libertà o di non aver mai partecipato alla rivoluzione. La stessa borghesia appare divisa tra una fascia più specificamente industriale e quella terriera proprio come la chiesa o gli stessi feudatari. Basti pensare agli Imperiale o a Carafa che abbracceranno presto la causa repubblicana”. E’ quindi Cogliano a sottolineare come il Principato Ultra si faccia specchio delle dinamiche che caratterizzano il Regno “Non possiamo dimenticare che nell’ultimo trentennio del ‘900 il Regno di Napoli è sconvolto dalla crescita vertiginosa della popolazione. Un Regno ancora fortemente condizionato dai rapporti feudali, dalla lotta per la terra. Non c’è comunità che non abbia una guerra civile. Gli stessi francesi vogliono una terra che sia dipendente dalla Francia. Quanto ai feudatari, alcuni sono col re, altri si schiereranno con i repubblicani, a loro si affianca una borghesia rapace, che non si preoccupa delle istanze popolari. La stessa città di Avellino sarà saccheggiata più volte nel 1799. Del resto, se il gruppo di governo è minoritario, l’unico modo per salvaguardare il potere è sempre rappresentato dalla violenza. E’ evidente che i processi riformisti che abortiscono finiscono per determinare situazioni peggiori di quelli iniziali. Il dato di fatto è che il Regno non farà mai i conti con una rivoluzione piena ma sempre con una compresenza di vecchio e nuovo”. Numerosi gli interventi, da quelli della professoressa Teresa Colamarco sulla realtà di Montoro alla riflessione del giudice Matteo Zarrella sul valore del diritto, che solo può garantire giustizia.
Pubblicato da Il Terebinto Edizioni, ivolume di Annibale Cogliano offre un’approfondita ricostruzione storica degli eventi del 1799 nel Principato Ultra, una provincia interna del Regno di Napoli. Il libro, frutto di oltre vent’anni di ricerche documentarie innovative, si distingue per l’ampiezza e la profondità delle fonti utilizzate, molte delle quali inedite. L’autore esplora la complessità degli avvenimenti che segnarono l’insorgenza popolare e il terrore repubblicano, con particolare attenzione alle città di Avellino, Atripalda, Solofra e Ariano, oltre alle zone rurali della provincia.
Secondo Cogliano, il Principato Ultra rappresentava un microcosmo delle dinamiche che attraversarono l’intero Regno di Napoli, rendendo questa ricerca di fondamentale importanza non solo a livello provinciale ma anche per comprendere il quadro generale del Mezzogiorno in quell’epoca.

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Floriana Guerriero

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