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Comitato Acqua Bene Comune: Alto Calore, no ad una società mista che unisca pubblico e privato

Arriva dal Comitato Acqua Bene Comune una nota in cui si denuncia con forza il pericolo di una privatizzazione dell’Alto Calore. “Dalla stampa locale – si legge nel comunicato – apprendiamo la notizia che i nostri politici locali e regionali ad un convegno sull’acqua tenutosi di recente, si sono espressi riguardo al futuro dell’Alto Calore parlando di una possibile società mista pubblico privata. Riteniamo questa questa soluzione inaccettabile e offensiva per i cittadini irpini, perché questi stessi politici si sono impegnati a mantenere pubblica la gestione della risorsa più importante del nostro territorio. A questo fine pur di salvare Alto Calore abbiamo accettato come irpini grandi sacrifici: il primo quello di cedere alla regione Campania i gioielli dell’Alto Calore ovvero la sorgente di Cassano e l’Acquedotto della Normalizzazione, poi la gestione di parte della rete della provincia di Benevento. Tutto ciò con la promessa della stessa Regione di ripagare parte dei debiti dell’ente come previsto dal concordato stabilito dal tribunale. A tutt’oggi non sappiamo se la Regione ha onorato il suo impegno ma sappiamo che le nostre sorgenti andranno a una società mista pubblico privato denominata GRIC creata dalla regione Campania, così come lo sarà la rete della provincia di Benevento. Sappiamo però che i fondi per gli impianti delle sorgenti di Cassano sono arrivati solo dopo che è stata inserita nella GRIC”.

Si ribadisce come “Il quadro del saccheggio della nostra risorsa si completa con la privatizzazione della diga di Conza e degli altri invasi gestiti dall’ex Eipli, che andranno anch’essi a una società mista pubblica privato “Acque del Sud” voluta dal Governo. Non possiamo non vedere che ACS è stata smembrata e depotenziata, è ancora pieno di debiti e adesso ci dicono che è pronta per essere privatizzata anch’essa. La motivazione dei nostri politici regionali è sempre la stessa, il privato assicura più efficienza del servizio, dimenticando che ai nostri confini abbiamo delle ottime aziende pubbliche efficienti e con reti in uno stato migliore delle nostre che sono ABC di Napoli e l’Acquedotto Pugliese. Si dimenticano anche di dire che laddove in Campania esistono già aziende miste pubblico private, come la Gori nell’area Vesuviana, ci sono le tariffe più alte della regione e tra le più alte in Italia. Dimenticano di dire che se il socio privato dovesse fare degli investimenti li vorrà essere ripagati sulla bolletta, quindi saremo comunque sempre noi cittadini a pagare oltre i debiti di Alto Calore e la ristrutturazione delle reti, anche i profitti che andranno al privato. Sono in arrivo le elezioni regionali vediamo se avranno il coraggio di annunciare apertamente i loro propositi”,

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