“Ha fatto bene il nostro candidato a Sindaco Nello Pizza a richiamare – inizia così la riflessione di Mirella Giova per il passato operatrice come assessore ai Servizi Sociali di questa città – la necessità di un modello innovativo di welfare territoriale. La Consulta d’Argento può diventare non solo l’antenna territoriale della fragilità, ma un autentico riferimento territoriale con uno sportello fisso, sul modello del “Telefono Argento”, per raccogliere segnalazioni di solitudine, disagio e abbandono, e attivando risposte rapide a stretto contatto con i servizi sociali.” Da decenni – vorrei inoltre ricordare – sempre più giovani lasciano il Sud, e quindi la nostra città, per emigrare in cerca di lavoro. Questi giovani sono figli che lasciano a casa i propri genitori, i quali ultimi, invecchiando, molto spesso percepiscono pensioni miserevoli. Specie le donne che non hanno trovato lavoro o gli uomini che hanno lavorato “in nero”. Quando poi muore uno dei coniugi, l’altro rimane solo; e con la vecchiaia spesso arrivano malanni e malattie bisognose di cure, a volte costose, per cui si rinuncia a curarsi. Ecco allora che gli anziani, specie se poveri, soli e/o bisognosi di cure sono diventati una emergenza di assoluta priorità. Hanno bisogno potersi curare e mangiare il giusto, ma anche di potersi riscaldare d’inverno e proteggersi dal troppo calore in estate. Saranno questi papà e mamma i concittadini ai quali bisogna stare vicino per primi. Le demenze senili e l’Alzheimer rendono necessarie forme di assistenza ininterrotte; è necessario fornire un qualche sostegno a chi se ne prende cura, consentendogli di avere almeno alcuni momenti di tregua, ovvero di vita personale. Così come è necessario, in accordo con l’Azienda sanitaria, fornire servizi di sostegno a chi ha in casa un disabile grave, quale purtroppo può essere un figlio autistico o un malato psichiatrico. Ovviamente, non potendo disporre di risorse adeguate ai troppo numerosi e gravi bisogni, è assolutamente necessario coinvolgere il prezioso mondo dell’associazionismo e del volontariato, consapevoli che ogni euro erogato a favore di queste realtà centuplica i propri effetti positivi. Allo stesso tempo si rende necessario interloquire in maniera positiva con l’Azienda sanitaria, sollecitandone l’intervento e promuovendo forme efficaci di collaborazione, specie sui temi del disagio, delle tossicodipendenze e dell’alcolismo dei più giovani. Le povertà dei disoccupati e dei lavoratori “in nero” o sottopagati, o del coniuge separato non vanno ignorate, ma al pari di ogni altro emergenziale problema sociale, bisogna sempre ben presente e saper individuare le priorità, facendo i conti con le risorse a disposizione.



