Il Tar non concede la sospensiva al decreto con cui la Provincia di Avellino ha fissato al 6 giugno la data per il rinnovo della presidenza di Palazzo Caracciolo. Il ricorso presentato contro la convocazione delle elezioni provinciali per iniziativa di numerosi amministratori locali irpini, sindaci, consiglieri comunali e provinciali che hanno chiesto l’annullamento dell’atto del presidente Rino Buonopane. Il tribunale amministrativo si pronuncerà nel merito il 10 giugno.
Il ricorso, presentato attraverso l’avvocato Marcello Fortunato, punta all’annullamento – previa sospensione urgente – del decreto presidenziale numero 131 del 27 aprile 2026, con il quale sono stati indetti i comizi elettorali per il 6 giugno, fissando inoltre al 16 e 17 maggio la presentazione delle candidature.
C’è poi un rilievo di carattere procedurale. Una circolare ministeriale del 2014 indica in quaranta giorni il termine minimo tra l’indizione dei comizi e il giorno del voto. Tra il 27 aprile e il 6 giugno, secondo i ricorrenti, intercorrono invece soltanto trentanove giorni utili. Richiesta di sospensiva urgente al Tribunale amministrativo I ricorrenti chiedono al Tar di intervenire in tempi rapidi, anche con decreto monocratico, per bloccare il procedimento prima che si esaurisca la fase della presentazione delle candidature, fissata per il 16 e 17 maggio. Secondo i legali, il mancato intervento del tribunale renderebbe la situazione di fatto irreversibile nel giro di poche ore.
A promuovere l’iniziativa sono Franco Archidiacono, sindaco di Vallesaccarda; Luca Cafasso, consigliere comunale di Pratola Serra; Ivo Capone, sindaco di Summonte; Antonio Cardillo, sindaco di Torre Le Nocelle; Alfredo Cozza, consigliere comunale di Greci; Luigi De Angelis, consigliere provinciale; Carmine De Fazio, sindaco di Sant’Angelo a Scala; Aurelio De Mattia, consigliere comunale di San Michele di Serino; Pasquale De Santis, sindaco di Contrada; Franca Filarmonico, consigliere comunale di Serino; Sebastiano Gaeta, sindaco di Aiello del Sabato; Nicola Luigi Norcia, sindaco di Greci; Annamaria Oliviero, sindaco di Torrioni; Carmine Panza, vicesindaco di Montefusco; Vito Pelosi, sindaco di Serino; Francesco Pepe, sindaco di Montecalvo Irpino; Salvatore Santangelo, sindaco di Montefusco; Marcantonio Spera, sindaco di Grottaminarda e Fabio Squadritti, consigliere comunale di Summonte. Al centro del ricorso vi è la questione della rappresentatività del corpo elettorale. Le elezioni provinciali, disciplinate dalla legge Delrio, sono infatti elezioni di secondo livello: a votare sono esclusivamente sindaci e consiglieri comunali della provincia, con un sistema di voto ponderato in base alla popolazione dei Comuni rappresentati. Secondo i ricorrenti, la consultazione del 6 giugno sarebbe viziata dall’esclusione di numerosi enti locali commissariati oppure prossimi al rinnovo dei rispettivi consigli comunali. Una circostanza che, a loro giudizio, altererebbe in maniera significativa il peso complessivo del corpo elettorale. Nel dettaglio, risultano esclusi Comuni rilevanti come Avellino, Ariano Irpino, Cervinara e Calitri, oltre ad altri centri come Castelfranci, Guardia dei Lombardi, Prata Principato Ultra, Quindici, Andretta, Luogosano, Sorbo Serpico, Quadrelle e San Mango sul Calore. Nel ricorso viene evidenziato come il solo Comune di Avellino esprima 13.200 voti ponderati, mentre Ariano Irpino ne rappresenta 4.267, Cervinara e Calitri 1.937 ciascuno. Complessivamente, i Comuni esclusi inciderebbero per 24.218 voti ponderati su un totale di 100.203, pari a circa il 25% del corpo elettorale. Secondo i firmatari del ricorso, questa situazione comprometterebbe la piena rappresentatività della consultazione elettorale provinciale, rendendo illegittima la convocazione delle elezioni nelle date fissate dalla Provincia.


