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De Feo: fare la rivoluzione partendo dai piccoli. Sulla città: più spazi pensati per i bambini e si applichi il piano del verde pubblico

“Fare la rivoluzione partendo dai piccoli”. Lo sottolinea con forza il professore Giovanni De Feo, docente di inegneria ambientale all’Università di Salerno nell’illustrare il suo libro “Tuttu-cia” al Circolo della stampa nell’ambito dell’incontro promosso dall’associazione “Insieme per Avellino e l’Irpinia” guidata da Pasquale Luca Nacca.

“Parlare con i grandi – spiega De Feo – è tempo perso. Sono convinto, invece, che i bambini possano prendere per mano i loro genitori. I piccoli sono nativi digitali, noi siamo ferri arrugginiti, di qui la volontà di scommettere sulla loro formazione. L’idea che porto avanti attraverso il metodo Greenopoli è quella di “ludendo docere”, di insegnare divertendo. In questo modo diventa possibile, persino, provare a cambiare il mondo. Facendo un rendiconto delle attività promosse nell’ambito del mio dipartimento, mi sono reso conto che viaggio con una media di una o due iniziative a settimana. E’ quasi un doping. Sono arrivato persino in Bangladesh, è stato un incontro meraviglioso, ho toccato con mano come la lingua stessa non possa essere un limite”. Strumenti di questa rivoluzione possibile sono musica e video.

“Ho persino cominciato a tradurre i rap in inglese – prosegue De Feo – basta trovare per ciascuno la “mascatura”, la chiave che apra la serratura. Ogni volta che mi confronto con i bambini cerco sempre di farli sorridere, ecco perchè ho chiamato il mio metodo ‘Green smiling revolution”, una rivoluzione verde del sorriso.  Il titolo richiama i Queen e la loro idea in ‘We wil rock you’ di un ritmo che potesse coinvolgere gli spettatori. Ho avuto maestri straordinari come don Ferdinando Renzulli e il vescovo Antonio Forte. Il mio riferimento morale è Peppino Moscati, il medico santo. I modelli a cui guardo sono Luciano De Crescenzo, Peppino De Filippo, Totò e Troisi, i contenuti sono quelli universitari ma proposti attraverso un cibo che possa risultare saporito”. E sulla difficoltà da parte di tanti adulti di applicare nel quotidiano i principi legati alla salvaguardia ambientale “Chi ha più di 30 anni non ha mai ricevuto un’educazione ambientale. I giovani sono distratti, presi dallo studio o da altri passatempi. Il pubblico migliore sono i bambini di età compresa tra i 3 e gli 11 anni. Insegno loro, ad esempio, l’importanza di attraversare sulle strisce. Sono convinto che il giorno in cui vedremo tutti attraversare sulle strisce avremo vinto la battaglia ambientale. Lo ricordo ai bambini con un rap semplice come questo ‘Se passi sulle strisce sei uno che capisce…” il meccanismo è simile a quello delle preghiere che abbiamo imparato da bambini. La società è basata sul rispetto delle regole, se non le rispetto privo un’altra persona di un suo diritto. Non ha senso parlare di salvaguardia del pianeta, gli uomini sono una specie tra le tante, il nostro impegno deve essere quello di proteggere tutte le specie.  E’ bello constatare che alcuni dei miei primi allievi sono oggi dei docenti nelle scuole”.

Spiega come “uno dei miei riferimenti è il professore Luongo che girava per le strade di Avellino con la scritta ‘E’ colpa tua se i tuoi figli non ti ascoltano’, non si preoccupava che lo prendessero in giro ma portava avanti la sua battaglia. A volte mi sento come lui, come Forrest Gump che a un certo punto, dopo aver corso tanto, si gira e capisce di essere un po stanco”. Anche se ammette che sono in tanti a correre al suo fianco. Chiarisce di non essersi mai preoccupato di promuovere il suo libro “poichè questo volume racconta semplicemente le battaglie che porto avanti da dieci anni ma difficilmente dico di no a chi mi invita a partecipare a un incontro. Anche in Bangaldesh pensavano che non sarei andato”. E sullo stato di salute della città, in fatto di sostenibilità “C’è tanto da fare, ricordo spesso che Avellino città giardino fa rima con bambino ma gli spazi pensati per i piccoli sono pochi. Penso a un luogo incantato come l’Angolo delle storie, sarebbe bello che affidassimo a una donna come Consiglia, che dedica la sua vita ai piccoli, uno spazio immenso. Al tempo stesso noto a livello culturale tanti segnali positivi. Ad esempio, ho appreso con gioia che in contemporanea a quest’incontro ci fosse la presentazione di una raccolta di poesia. Da questo punto di vista sono ottimista”.

Ribadisce la necessità di partire dall’educazione dei cittadini “Dovremmo imparare a non voler entrare con l’auto nei negozi, sono arrivato a piedi da piazza Macello al Circolo della stampa. Sarebbe bello che si cercasse di non usare l’auto per ogni spostamento. Le limitazioni infastrutturali ci sono ma molto dipende dal nostro comportamento. Lo spazio in una città come Avellino c’è ma lo usiamo male. Quanto all’inquinamento atmosferico, è un problema che esiste ma per risolverlo dovremmo cambiare il sistema di riscaldamento mentre tutti vogliono avere il caminetto o il pellet e le polveri, lo sappiamo, accorciano la vita”. Chiarisce che “l’amministrazione è ormai a fine mandato, sarà la nuova giunta a dover affrontare i problemi della città. Sarebbe facile oggi parlare degli errori commessi ma bisogna pure dare atto a chi governa dei miglioramenti. Qualche passo in avanti nella raccolta dei rifiuti è stato fatto con la società Grande anche se non può bastare. Dobbiamo ricominciare a dare fiducia ma oggi è un’abitudine che abbiamo perso”. E sul verde pubblico “Esiste un bellissimo piano legato al verde pubblico mai realizzato. Se mi dovesse essere chiesto di mettere le mie competenze al servizio della città  e di occuparmi dell’ambiente ad Avellino, sarebbe la prima cosa che metterei in pratica”. Ammette di aver rifiutato la proposta di candidarsi a sindaco “Mi era stato chiesto ma ho detto no per impegni e per inesperienza, per fare il sindaco c’è bisogno di una preparazione adeguata. Mentre rivestirei con piacere la carica di assessore all’ambiente perchè potrei continuare a fare ciò che faccio e dare una mano alla città”. Ribadisce più volte come “è necessario oggi ripensare lo sviluppo dei territori, altrimenti non ci sarà futuro per i nostri piccoli comuni, sempre più a rischio spopolamento e non offriremo ai giovani la possibilità di restare”

E sono davvero tante le testimonianze che si alternando nel corso dell’incontro, a ribadire la necessità di creare una rete per difendere il territorio. “Vinciamo questa battaglia – spiega Antonio Dello Iaco di Legambiente – solo se riusciamo a coinvolgere la popolazione, se responsabilizziamo i cittadini. Il nostro impegno deve essere quello di restituire il pianeta Terra come ci è stato consegnato”. Franco Mazza, medico in prima linea nelle battaglie ambientali portate avanti con il comitato ‘Salviamo la Valle del Sabato’, pone l’accento sulla determinazione che guida De Feo nel suo impegno “L’ho incontrato per la prima volta in occasione delle assemblee organizzate per protestare contro la discarica del Formicoso. Mi colpì per il modo in cui esponeva le sue idee. Fare rete è l’unica arma che abbiamo per favorire la presa di coscienza della comunità e smuovere le istituzioni. Lo dimostra il progetto Aura, concretizzatosi nell’installazione di centraline e nella promozione di confronti tra persone che cercano di sollecitare le amministrazioni ad agire”. L’avvocato Rita Cesta, anche lei attivista che da tempo chiede la realizzazione di piste ciclabili “De Feo incarna l’idea dalla politica come attenzione alla polis, come capacità di andare al di là del proprio tornaconto personale. E’ evidente che in una città come Avellino manca la cultura del rispetto degli spazi verdi. Se sono stati recuperati parchi cittadini lo dobbiamo all’impegno del vescovo. Di qui la necessità per il capoluogo di rispettare la propria storia”. E’ quindi Luca Nacca a ricordare come da tempo si attenda la realizzazione del progetto del Parco del Fenestrelle che potrebbe rappresentare un polmone per la città. Tocca, infine, a Virginiano Spiniello raccontare i progetti de “L’albero Vagabondo” e “La rivolta delle pecore” portati per sensibilizzare i piccoli e ripulire i boschi dai rifiuti, progetti a cui si affianca il suo impegno di musicista che racconta in musica le proprie battaglie.

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