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De Sanctis e lo spirito della nazione

Masullo: un innovatore sul piano dell’estetica, ripartire dai suoi insegnamenti per ricostruire il paese

Masullo: un innovatore sul piano dell’estetica, ripartire dai suoi insegnamenti per ricostruire il paese

 

Ripartire dalle idee De Sanctis per rafforzare le fondamenta di una nazione, perchè diventi finalmente comunità. Lo sottolineano con forza il filosofo Aldo Masullo e Massimiliano Marotta, presidente dell’Istituto italiano di studi filosofici, nel corso della  cerimonia di insediamento del comitato provinciale per le celebrazioni del bicentenario della nascita al Carcere Borbonico. Masullo pone l’accento sullo spessore umano e civile di una personalità come quella di De Sanctis  «Non esitò a gettarsi nella mischia per testimoniare la forza di un’idea e i bisogni di una nazione che si andava ricostruendo. In un momento di frantumazione civile e culturale, diventa fondamentale fecondare i semi degli insegnamenti di Francesco De Sanctis per ricostruire un sistema di formazione ideale del paese».  Una personalità «capace – prosegue Masullo – di affrontare con coraggio la vita, di trasformare le difficoltà in occasioni di crescita, come accadde durante gli anni del carcere che furono per lui tempo di studio e formazione, di spalancare gli orizzonti dei giovani». Un anticipatore, dunque, poiché «De Sanctis – spiega Masullo – ha rappresentato la chiave della cultura innovatrice europea, primo grande critico letterario italiano ed europeo, capace di rileggere l’estetica hegeliana e di comprenderne l’essenza, ponendo le basi di una idea dell’arte che sarà fondamentale anche per la visione di Croce».  Un’estetica, quella di De Sanctis che non può non partire dal rapporto tra forma e contenuto, «dalla capacità dei grandi letterati di trasfigurare la passione, che riempie di sé la vita di ogni essere umano, in forme di carattere universale, comprensibili in ogni luogo e in ogni tempo. I grandi italiani sono coloro che hanno saputo esprimere i diversi aspetti dello spirito nazionale, dalla razionalità vissuta di Dante alla sapienza di Boccaccio. E’ questo il principio su cui si fonda la “Storia della letteratura italiana”, nata dalla volontà di trasformare la moltitudine in un popolo, troppo spesso esposto alla strumentalizzazione di altri poteri, ma che può essere trasfigurato in una potenza spirituale».  Marotta pone l’accento, invece, sul De Sanctis rivoluzionario, capace di calare nella realtà le sue idee politiche, instancabile animatore culturale: «Quando sarà nominato ministro, all’indomani dell’Unità, manderà a casa accademici e trasformerà l’Università napoletana in un laboratorio d’avanguardia della cultura europea, chiamando a insegnare gli esuli. Saprà dare voce alla parte più sana della nazione». Inevitabile il ricordo del padre, l’avvocato Gerardo Marotta, legato fortemente al De Sanctis «particolarmente attento a ravvivare il pensiero degli umanisti partenopei, a creare scuole di formazione. Ecco perché mi piacerebbe donare alla Biblioteca Provinciale una collana del nostro istituto».  A introdurre i lavori il presidente della Provincia Domenico Gambacorta che sottolinea l’importanza di un comitato provinciale dedicato alle celebrazioni con un ciclo di incontri che farà tappa nei comuni del “Viaggio Elettorale” «per restituire a De Sanctis un ruolo centrale nel dibattito nazionale, a partire da quelli che l’autore del "Viaggio elettorale" aveva già individuato come emergenze del Sud, come il diritto all’’istruzione. De Sanctis aveva particolarmente a cuore che ogni comune avesse una sua scuola, nella convinzione di una sinergia tra cultura e politica». Quindi ricorda come proprio De Sanctis fu governatore della Provincia, oggi bersaglio di attacchi, ma capace di svolgere ancora una ruolo centrale a sostegno dei territori. «E proprio ai giovani – prosegue Gambacorta – abbiamo scelto di rivolgerci con queste celebrazioni, di qui l’idea di istituire quattro borse per laureati irpini nel nome di De Sanctis e Mancini». A sottolineare la necessità di coinvolgere le scuole anche la dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Avellino Rosa Grano  mentre Sergio De Piano, componente del comitato provinciale ribadisce come la sfida sia quella di avvicinare la gente comune alle idee del De Sanctis, anche attraverso la realizzazione di un film a lui dedicato. A caratterizzare l’incontro anche le note del professore Biagio De Giovanni, componente del comitato e impossibilitato a partecipare all’incontro che sottolinea il contributo che può arrivare dalle celebrazioni per una presa di coscienza nazionale e dal presidente della Regione Rosa D’Amelio mentre Giuseppe Gargani, presidente del Comitato provinciale, ricorda come il paese abbia bisogno oggi più che mai di riferimenti culturali, da questo punto di vista personaggi come De Sanctis e Mancini, protagonisti della rivoluzione del Risorgimento sono un esempio di impegno, «fiduciosi nell’idea di una politica al servizio del bene comune, convinti che l’educazione sia il presupposto della politica». A prendere la parola anche il sindaco di Morra Pietro Mariani che pone l’accento su come l’unificazione rappresenti un obiettivo ancora da raggiungere, come testimonia il divario ancora esistente tra Nord e Sud «Il percorso è ancora lungo da compiere – spiega – si tratta di porre le basi di una coscienza nuova». Presenti in sala anche Nicola Mancino e numerosi sindaci del territorio.

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