– di Aldo D’Andrea –
L’articolo 11 della nostra Costituzione recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
Ciò premesso, mai, si sottolinei il mai, può essere consentito ad un Governo che giura fedeltà alla Carta Costituzionale, compreso l’articolo 11 sopra citato, di inviare truppe militari armate in teatri di guerra, e non solo, senza approvazione del Parlamento e l’avallo del Presidente della Repubblica, cui la Carta Costituzionale conferisce l’onore e l’onere di capo delle Forze armate.
Orbene, d’improvviso si è sparsa notizia attraverso giornali e siti di informazione che dalla metà del marzo scorso, cioè da 4 mesi circa, 700 avieri, con annessi mezzi di attacco, sono su un terreno che è teatro di guerra, Arabia, Kuwait e Qatar, senza che né il Parlamento, né il popolo italiano ne ne abbia saputo.
È assolutamente scandaloso; l’Italia è in guerra, nella ignoranza del suo popolo!
Nemmeno il tragico regime fascista osò tanto, perché Mussolini, nella sua esasperata follia, la guerra la dichiarò a mezzo mondo, USA e URSS compresi, dopo comunicazione ad un Parlamento “bivacco di cavalli”, prima, e al popoli poi, dallo storico e tristo balcone di piazza Venezia.
Dunque, aumenti dei costi della vita, sottrazione di servizi essenziali, impoverimento dello stato sociale trovano spiegazione anche in questa scellerata scelta, ovvero si sono stretti i cordoni della borsa per fronteggiare i costi aggiuntivi che derivano da una economia di guerra.
È stringente e legittimo, allora, che il cittadino ponga a se stesso delle riflessioni:
1) chi e come ha deciso l’invio di soldati in un teatro di guerra, fino a rendersi partecipi dell’azione aggressiva USA contro l’Iran?
2) se, come ci sarebbe da aspettarsi, Trump avrebbe “consigliato” alla Presidente del Consiglio l’invio delle truppe e la partecipazione ad una guerra di aggressione, resterebbero sconosciuti poi altri motivi della irriverenza dello stesso Trump nei riguardi della Presidente del Consiglio e verso l’Italia. Che altro ci sarebbe?
3) il Presidente della Repubblica, capo delle Forze Armate ha avallato in assenza di comunicazione e discussione in Parlamento questa azione militare, ricoprendo Egli, come detto la funzione di Capo delle forze armate?
4) le forze che sostengono il Governo e quelle di opposizione hanno finto o davvero non ne sapevano? Esse hanno o non hanno il convincimento che sono state fatte scelte contro la Costituzione della repubblica italiana?
5) se malauguratamente dovessero esservi atti di guerra, per ritorsioni, contro l’Italia da parte dell’Iran, che si pensa di fare? È già preventivato che possa sapere, senza anticiparne le nefaste conseguenze al popolo?
È gravissimo per noi cittadini e per l’Italia, repubblica democratica, subire queste scelleratezze che un Governo, miope e tracotante, ci sta scaricando sulle spalle.
È un momento dove il destino del popolo italiano sembra che si avvii su un percorso orientato a scenari impensabili, non esclusi quelli disastrosi; la vita di tutti noi è sospesa nell’incerto, perché gravata da pericoli mai fino ad ora ipotizzati, perciò tanto incredibili, quanto sorprendenti. È come vivere in una dimensione parallela, irreale, quasi cinematografica. Essere su scenari di guerre senza condivisione dell’assemblea dell’ONU e, ancor più senza il voto favorevole del Parlamento italiano, è golpe!
È ora che le forze di opposizione, smettano il fioretto e impugnino la sciabola; che sia occupazione dell’Aula del Parlamento, richiesta di dimissioni del Governo, denuncia alla Suprema Corte per alto tradimento della Carta Costituzionale.
È nelle cose, nella volontà di riappropriarci di un futuro di pace e di rispetto dell’articolo 11 della Costituzione.
*Unità popolare


