“Hanno parlato di 250-300 posti: già a occhio nudo questa ipotesi appare impossibile. Questo è lo spazio – spiega mostrando una foto dell’interno della Dogana –: ci sono le colonne. Vedete? Ovviamente da qui alla colonna, come comprenderete, non si può mettere nulla. Lo spazio dalla colonna fino alla fine è di 140 metri quadrati. Mettendo almeno un metro e mezzo di passaggio, rimangono circa 70 metri quadrati per la platea e per un palcoscenico. Considerando che a Borgo Ferrovia il Teatro Santa Chiara ha un palcoscenico di 35 metri quadrati e non è il Gesualdo, banalmente in 35 metri quadrati di spazio è immaginabile collocare 250-300 persone? Evidentemente – continua – no”.
Secondo Festa, da parte del centrosinistra di ridotto c’è solo la ridotta conoscenza della città da parte del Campo largo. “C’è l’assoluta mancanza di conoscenza della città, delle questioni e soprattutto il tentativo di abbindolare gli elettori con proposte irrealizzabili, che sono il frutto di ipotesi, improvvisazioni e propaganda elettorale e che non trovano riscontro nella realtà. Sono proposte quasi offensive per i cittadini. Ed è per questo che il candidato sindaco del centrosinistra fugge dal confronto: è inutile. Non si era mai visto prima”.
“Credo – è l’affondo di Festa – che sia irrispettoso. Non solo nei confronti nostri, ma nei confronti della città”.
Per Festa, la proposta di Pizza di realizzare un ridotto nella Dogana sarebbe “il quarto tranello”. Il primo è stato quello sui conti pubblici, poi gli eventi (“il Campo largo parla di candidare Salis a premier per un progetto costato 140 mila euro che ha richiamato 20mila persone; noi abbiamo portato ad Avellino Geolier, spendendo la metà e portando ad Avellino 30mila persone”), e la questione della gestione dei parcheggi.
“Il quinto tranello, che riguarda gli alloggi popolari – annuncia Festa – ve lo presento tra domani e dopodomani”.



