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Pizza debutta con le sue sei liste: “In questa città non funziona niente. Con noi ‘Tutta n’ata storia’”

Gremita la sala del Viva Hotel. Il candidato del centrosinistra racconta l’Avellino che vorrebbe: una comunità e un’amministrazione animate dal bene comune, soprattutto un governo cittadino all’insegna della trasparenza e della legalità, un’amministrazione attenta agli ultimi

Tutta n’ata storia. Cita Pino Daniele, Nello Pizza, candidato sindaco del campo largo, presentando la sua squadra, composta da ben sei liste, al Viva Hotel e illustrando la sua visione di città. Avellino sarà molto diversa da com’è oggi, assicura.

Sala gremita, musica a palla (“People Have The Power”).

Parlano prima i giovani, che raccontano la loro città reale e ideale. Sogni e delusioni. Ma c’è speranza. Pizza li ascolta e risponde.

E racconta la città che vorrebbe: una comunità e un’amministrazione animate dal bene comune, soprattutto un governo cittadino all’insegna della trasparenza – parola che ripete spesso – e della legalità, un’amministrazione attenta agli ultimi.

Pizza replica ai competitor Festa-Nargi. “Dicono che siamo litigiosi? E loro? Lo hanno dimostrato. La nostra è dialettica politica, alla fine la coalizione è riuscita a fare sintesi sul mio nome”. E ancora risponde agli avversari quando afferma: “Che non sarò un uomo solo al comando mi sembra evidente. Se litigheremo lo faremo per trovare soluzioni ai problemi, nell’interesse di tutti, e non per il potere”.

Per Pizza bisogna ripartire dalle piccole cose: “In questa città non funziona niente. Dobbiamo sistemare strade, marciapiedi, eliminare barriere architettoniche, creare spazi verdi. Dicono che c’è tanto verde? Ma non si vede, il verde bisogna vederlo. Dobbiamo ridare vivibilità alla città. Abbiamo ancora gli alloggi post-terremoto, sono una vergogna. Chiediamo scusa a queste persone, a cui dobbiamo ridare dignità. Dobbiamo ripartire dai bisogni, dalle politiche sociali che sono ferme. Saremo vicini ai deboli, nessuno resterà indietro. Lo faremo con procedure trasparenti e legalità. Che non sono concetti scontati”.

Continua parlando del commercio: “Le saracinesche si abbassano non solo per colpa dei tempi. In città è difficile parcheggiare, il parcheggio è un business, il trasporto pubblico va potenziato. La movida va bene ma va regolata. Ci vuole cultura per i giovani, il teatro Gesualdo deve tornare a essere un riferimento regionale”, afferma guardando Luca Cipriano.

Lo sviluppo passa, secondo Pizza, per le peculiarità del territorio. Ad esempio, per il turismo religioso, per iniziative come la Candelora, per il vino e altro ancora.

Pizza assicura che troverà una soluzione per salvare l’Acs e che tutta la macchina amministrativa tornerà efficiente.

Lo sviluppo passa inoltre per il collegamento ferroviario con Napoli e con Fisciano: “Avellino non diventa polo universitario costruendo alloggi per studenti”, osserva.

E sull’Isochimica: “Immagino in quel luogo qualcosa che possa omaggiare la memoria degli operai morti. E comunque la zona non è del Comune ma dell’Asi: c’è un contenzioso, lo risolveremo e poi decideremo insieme”.

Cambiare tutto, è il messaggio: una nuova storia per Avellino.

A margine dell’incontro Pizza risponde ai giornalisti: “Dai giovani ci aspettiamo tanto e per loro vorremmo fare tanto”.

Alle critiche di chi lo accusa di essere poco autonomo politicamente, Pizza replica: “Sono responsabile di quello che dico, non di quello che capiscono. Ho parlato di proposte concrete e di fatti concreti. Se non l’hanno capito, insisteremo”.

Sul campo largo: “Governa la Regione Campania, governa Napoli e governerà l’Italia. Non vedo perché ad Avellino debba essere qualcosa di diverso da ciò che funziona altrove”.

Replica a Gianluca Festa sul tema delle presunte fake news sulla città: “Le fake news a cui fa riferimento sono probabilmente la verità che percepiscono i cittadini avellinesi. Io vivo la città tutti i giorni: quella raccontata da Festa non la vedo. Oggi vedo una città desolata, triste e abbandonata, frutto di amministrazioni sbagliate del passato”.

A margine dell’incontro parla anche il capogruppo regionale del Pd Maurizio Petracca che rivendica innanzitutto il percorso avviato dalla coalizione: “Abbiamo fatto una prima parte della campagna elettorale in cui sono state presentate le singole liste della coalizione, tutte con un’identità politica precisa. Rappresentano tutte le forze progressiste che governano in Regione Campania e sono all’opposizione rispetto al governo centrale”, spiega Petracca.

Secondo il consigliere regionale, dopo la fase dedicata alla presentazione delle liste era necessario un momento unitario: “La campagna elettorale non parte oggi, è partita da tempo, ma questo è un momento per vederci e stare insieme. Ce ne saranno altri fino al giorno del voto”.

Petracca commenta anche i competitor di Nello Pizza, Gianluca Festa e Laura Nargi: “Ho grande rispetto per tutte le candidature, ma la nostra è una candidatura completamente diversa dalla loro, per origine e per vicenda politica. La nostra ha una connotazione politica ben definita; la loro ha una connotazione politica mascherata”, afferma.

E sul civismo: “È singolare che ci si debba mascherare. Sono diventate quasi barzellette alcune liste di certe coalizioni: ci sono fratelli, cugini e nipoti dei vari paesi dell’Unione. Noi proviamo a fare politica incontrando la gente e spiegando quello che vogliamo fare con serietà, cercando soprattutto di non dare spettacoli indegni”.

Incalza gli avversari: “Credo che anche loro possano riconoscere quanto indecente sia stato ciò che è accaduto negli ultimi anni: è inimmaginabile stare insieme e poi vedersi mandare a casa l’uno dall’altro”.

Sul voto provinciale: “È un’elezione anomala. Quella legge nasceva come una legge provvisoria e poi è diventata un’aberrazione giuridica, perché genera atti monocratici senza condivisione. Dovrebbe essere un ente amministrato da tutti gli amministratori dell’Irpinia. Si è provato, attraverso i segretari di partito, a trovare una linea di condivisione. Negli ultimi giorni però sono stato soprattutto a Napoli e ne ho perso un po’ le tracce”.

A sostegno di Pizza, il capogruppo di Casa Riformista, Enzo Alaia: “Siamo convinti di poter fare un buon risultato. Abbiamo ottimi candidati, professionisti, operai, rappresentanti di tutte le classi sociali. Possiamo dare una mano forte al campo largo e a Nello Pizza”.

Alaia non esclude neppure la possibilità di una vittoria al primo turno: “Ho una sensazione positiva, viva. Incontrando cittadini ed elettori, questa sensazione cresce”.

Per le elezioni provinciali, dove il campo largo resta diviso, Alaia lancia un appello all’unità degli amministratori: “Trattandosi di un ente di secondo livello, credo che i protagonisti dovrebbero essere proprio gli amministratori. Se questo appello sarà accolto, io sono più che favorevole”.

L’obiettivo sarebbe quello di arrivare a un candidato condiviso: “Sarebbe l’ideale per la nostra provincia, per dare ai sindaci e agli amministratori un riferimento comune”.

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