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Don Merola: basta con i falsi idoli, ragazzi svegliatevi

“Basta con i falsi idoli e i cattivi maestri, svegliatevi. E’ finita l’ora della ricreazione”. E’ l’appello lanciato da don Luigi Merola, parroco in prima linea nella lotta anticamorra, agli studenti dell’istituto comprensivo Aurigemma di Monteforte nel corso del confronto dedicato alla legalità “Ricordatevi che la vita è diversa da quella che vi consegnano le fiction, basti pensare a ‘Mare fuori”, racconta Nisida come uno spazio in cui è possibile crescere, innamorarsi, avere amici, sembra più un albergo che una prigione ma sappiamo bene che non è così, Nisida è l’inferno in terra come la maggior parte delle carceri italiane. Il 70% dei detenuti, una volta uscito, torna a delinquere. Ecco perchè dico a voi ragazzi di studiare se volete cambiare la società, c’è bisogno di persone preparate, ci sono già troppi ‘ciucci’ in giro”.

Spiega come “Abbiamo delegato l’istruzione ai social e alla dad e questi sono i risultati, in passato ci si formava negli oratori, oggi contano solo i like su Facebook o Tik o Tok su cui si comunica tutto tranne che i valori. Ci troviamo di fronte a un vuoto educativo che chiama in causa innanzitutto il ruolo dei genitori, anche loro hanno bisogno di essere aiutati. Mancano buoni maestri per i nostri ragazzi, che devono acquisire anche competenze non cognitive, devono essere educati ai sentimenti, devono imparare a chiedere aiuto quando soffrono”.  Sottolinea come un “minore è sempre un treno in corsa, quando deraglia c’è bisogno di qualcuno che lo rimetta sul giusto binario, ma non sempre i nostri ragazzi incontrano persone in grado di rimetterli in corsa. Con la fondazione ‘A voce d’e creature’, ospitata in quella che era la villa del boss Brancaccio, abbiamo aiutato in 15 anni 1300 ragazzi, l’80% si è salvato, chi è diventato pizzaiolo, chi ceramista, anche grazie ai nostri laboratori. Non è vero che chi nasce a Forcella o in un determinato ambiente è destinato ad essere criminale. Siete voi che scegliete cosa fare della vostra vita. L’amarezza è che una fondazione come la nostra non sia stata riconosciuta come comunità educante e non abbia mai goduto di fondi da parte dello Stato. Noi andiamo avanti grazie alle donazioni e ai proventi del libro che ho scritto ‘Oltre la speranza’”. Ricorda come “Ognuno è chiamato a fare la sua parte, dobbiamo tornare a fare i cittadini, senza chiedere che siano sempre gli altri a far rispettare le leggi”

Non nasconde l’amarezza per uno Stato che non sempre ha sentito al proprio fianco “Troppo spesso mi sono dovuto difendere dalle istituzioni più che dalla camorra. Nel 2018, mi è stata revocata la scorta, l’unica su 586, in seguito a una riunione del comitato sicurezza. E’ vero che il mio caposcorta è Gesù Cristo, ma è evidente che se lo Stato crede in alcuni personaggi li deve difendere. Oggi ho ancora un agente di sicurezza che mi accompagna, ma sentire l’abbandono delle istituzioni quando avresti bisogno di una mano sulla spalla fa male. In questo modo non si incentivano le persone a collaborare con la giustizia, lo Stato non può permettersi simili defaillance”

Non ha dubbi Merola “Bisogna tenere le porte delle chiese aperte, la porta è un segno di presenza e disponibilità, a Napoli ci sono 286 parrocchie, basterebbe tenerle tutte aperte per salvare tanti ragazzi se i preti fanno i preti e tornano ad essere pescatori di uomini. Troppo spesso siamo chiamati ad essere anche assistenti sociali. La Chiesa può fare di più,  Gesù stesso ci chiederà conto di ciò che abbiamo fatto per salvare delle vite. La ricetta per vincere il bubbone della camorra ce l’abbiamo, mettiamola in pratica”.  Sottolinea la necessità di una presenza più forte da parte dello Stato “La sera tutti i lampeggianti delle auto della polizia dovrebbero restare accese per ribadire che il territorio è controllato dallo stato e scoraggiare dal perpetrare crimini. E’ importante che lo Stato sia più presente e investa su forze di polizia e magistratura che possono svolgere una funzione di prevenzione”

Spiega come la scuola ha bisogno di testimoni “Troppo spesso nelle aree a rischio come Forcella vengono inviati docenti appena assunti mentre a quelle aree dovrebbero essere assegnati i migliori. Il risultato è che dopo un anno chiedono il trasferimento. Senza continuità didattica non si può vincere la partita contro la dispersione scolastica. Inoltre, si finisce per chiudere gli istituti quando diminuiscono le iscrizioni come fossero aziende mentre proprio nei territori più a rischio le scuole devono restare aperte. A Forcella abbiamo cercato di vincere la dispersione grazie a una dirigente scolastica illuminata che mi ha consentito una maggiore flessibilità nella gestione delle presenze dei ragazzi. Ho trasformato la chiesa di Forcella in uno spazio in cui i ragazzi potevano ritrovarsi e stare insieme. Inizialmente ci consideravano dei pazzi”.

Si sofferma sull’emergenza migrazioni “E’ mai possibile che l’Europa che è una potenza mondiale non sia riuscita a risolvere il problema migranti? Le migrazioni sono un mare in tempesta, non si possono fermare. Dobbiamo trovare un modo per aiutarli, sostendoli nel loro paese se possibile, o smistando i flussi tra tutta Europa”. Infine, una battuta sul Napoli “Vincerà il campionato perchè è ormai una grande squadra, non ha bisogno di solisti, conta il collettivo”

Ad accogliere Don Merola la preside  Filomena Colella, il sindaco Costantino Giordano, il parroco don Fabio Mauriello, il tenente della Guardia di finanza Gabriele Cerrato, la comandante della polizia municipale di Monteforte Lucilla Andolfi, il vicecomandante della stazione dei carabinieri di Monteforte Stefano Sofia, gli assessori Lia Vitale, Giulia Valentino e Martino Santulli. A moderare il dibattito il giornalista Alfredo Picariello

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