La Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno ha chiesto ed ottenuto il decreto di giudizio immediato per il gruppo guidato dal ventiseienne montorese Mario D’Angelo, sgominato da un’operazione condotta dai militari del Gico della Guardia di Finanza di Salerno tra le province di Avellino, Salerno e Napoli. Il Gip Benedetta Rossella Setta ha infatti accolto la richiesta di giudizio immediato firmata dal pm antimafia Elena Guarino, il magistrato che ha coordinato le indagini delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Salerno. Cosi per undici dei dodici indagati per cui era stata avanzata l’istanza ci sarà’ il processo senza passare al vaglio del Gup. A partire dallo stesso Mario D’Angelo, che a soli ventisei anni, avrebbe guidato il gruppo che riforniva le piazze di spaccio nell’Agro Nocerino- Sarnese processo per l’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio e alcuni episodi di detenzione ai fini dello spaccio partirà il 16 settembre davanti alla I Sezione Penale del Tribunale di Nocera Inferiore.
La Dda di Salerno, guidata dal Procuratore Raffele Cantone, ha contestato nuovamente i reati di associazione dedita allo spaccio e detenzione ai fini dello spaccio, anche se proprio il primo capo di imputazione differisce da quello provvisoriamente contestato agli indagati al momento dell’esecuzione della misura cautelare. Nel senso che viene ritenuto che esiste dal marzo 2025 una stabile organizzazione criminale, capace “di detenere., cedere o vendere sostanze stupefacenti del tipo cocaina. hashish e metantetamine in buona parte cadute in sequestro”, ma viene anche perimetrato l’ambito e il rapporto che esiste con l’organizzazione camorristica salernitana. Infatti in un passaggio della imputazione definitiva contestata agli indagati dal pm antimafia Guarino, si legge che si tratta di : “un’associazione promossa e diretta da D’Angelo Mario che agiva in simbiosi con il clan Fezza/De Vivo di Pagani. …utilizzando sistemi di comunicazione evolutı attraverso l’impiego di apparecchi”criptati”” ed autovetture dotate di “doppiofondo’ gestiva una rete di approvvigionamento e distribuzione di ingenti partite di droga rifornendo le piazze di spaccio di Pagani. oltre che nell’hinterland scafatese, casertano ed avellinese, mantenendo stretti contatti con i propri referenti”. Ora bisognerà attendere le scelte degli undici indagati, tra cui quella di Gianluca alfieri, balzato alle cronache nazionali e giudiziarie perché amministratore unico del gruppo Alfieri svp, con sede in via Montenapoleone a Milano e per cui la sua difesa presenterà anche al gip del tribunale di Salerno la richiesta dell’attenuazione della misura cautelare.


