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Due condanne emesse a “sua insaputa”, tutto da rifare: atti da Bari a La Spezia per un imprenditore solofrano

Il processo a carico di Fernando Guarino, 75 anni, imprenditore originario di Solofra e presunto trafficante internazionale di droga, dovrà essere celebrato di nuovo.  Dopo che, grazie ad un incidente di esecuzione sulla condanna in Appello aveva ottenuto l’annullamento della condanna di primo grado, grazie alla tesi del penalista Dario Cierzo, che gli aveva evitato il carcere perché condannato “a sua insaputa”, anche il processo ottenuto dalla DDA  di Bari, come disposto dai magistrati della Corte di Appello di Bari ,dopo aver azzerato due gradi di giudizio e la condanna inflitta al settantenne, ora dovrà cambiare sede. Infatti il Tribunale ha deciso, sulla base di una eccezione di incompetenza territoriale riproposta dal suo difensore,  che gli atti dovranno passare a La Spezia. Per cui tutto da rifare.
L’Antimafia  di Bari gli aveva notificato a gennaio scorso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per l’ipotesi di traffico internazionale di cocaina. Davanti al Gup del Tribunale di Bari Giovanni Rinaldi la richiesta del pm antimafia Ettore Cardinali, che aveva firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti del settantacinquenne per due ipotesi di traffico di sostanze stupefacenti di ingente quantità ne ha anche chiesto il rinvio a giudizio. Il primo episodio relativo al trasferimento dal Brasile, nel febbraio 2002, di un chilo di cocaina. Il secondo episodio, quello più grave, riguarda il presunto coinvolgimento dell’imprenditore di Solofra nel trasferimento dal Brasile di 380 chili di cocaina che attraverso La Spezia erano poi giunti a Bari. Tutto avvenuto nell’agosto 2002. Quindi a distanza di ventitré anni ci doveva essere un processo bis.
L’imprenditore solofrano era stato  condannato nel 2001 alla pena di 13 anni di reclusione per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.  Colpito da un ordine di esecuzione emesso dalla Procura della Repubblica di Bari, gli investigatori del Comando Provinciale di Avellino erano riusciti a scovarlo e seguirne le tracce, grazie ad attività tecniche ed alla cooperazione con la Polizia Federale assicurata dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e lo avevano bloccato nelle strade di San Paolo in Brasile. La difesa di Guarino,  assunta dopo l’estradizione dal  penalista irpino  Cierzo, è riuscito a dimostrare che in realtà l’imprenditore non sapesse nulla del processo. In effetti Guarino, come hanno riconosciuto sia i giudici dell’incidente di esecuzione e poi quelli della Corte di Appello di Bari nel giudizio di secondo grado bis, dal 1995 non risiedeva più a Solofra, bensì in Brasile. Proprio per questo anche il tentativo di notifica effettuato dai Carabinieri all’epoca e tutte le altre altre seguite, non erano note all’imprenditore. Motivo dei vari annullamenti e anche stesso status di latitante. Da qui la nuova imputazione.

 

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Arte partecipativa, architettura, vitivinicoltura e cooperazione internazionale si incontrano in Irpinia. Tra le antiche pietre di Montefusco, Santa Paolina e Torrioni, l’Università degli Studi di Napoli Federico II porta un progetto di ricerca che guarda al futuro dei territori interni: due giorni di convegno internazionale, laboratorio tessile, inaugurazione di una mostra e Living Lab dedicato al paesaggio del Greco di Tufo. Il progetto 2 V.I.T.E. – Visioni per la Valorizzazione strategica Innovativa e per la rigenerazione culturale e sociale del Territorio di Montefusco e dei suoi Casali – Santa Paolina e Torrioni – è un progetto PNRR, Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Component 3 – Cultura 4.0 (1C3), Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi storici”. Il 2VITE Festival (coordinato dal Centro di Ricerca LUPT dell’Università Federico II) vede la confluenza di ADART (Atelier Diffuso delle Arti- DiARC UNINA) e del LIVING LAB VITE ( CRISP UNINA insieme al MAVV Wine Art Museum) Attraverso un approccio interdisciplinare che intreccia composizione architettonica, design, economia agraria e scienze sociali, 2 V.I.T.E. indaga le possibilità di rigenerazione di tre paesi dell’Irpinia accomunati dalla vocazione vitivinicola e dall’identità culturale legata al Greco di Tufo, vino DOCG simbolo di questo angolo di Campania. Il programma: due giorni di cultura, ricerca e comunità Sabato 13 giugno 2026 La giornata si apre alle ore 9:30 con “Legati a Te”, laboratorio di arte partecipativa presso la Chiesa di San Francesco a Montefusco. A cura di Rita Fischer (PhD Student, ADART -DiARC UNINA) con la consulenza storico-artistica di Emilia Dente, il laboratorio coinvolge giovani e artigiane pizzillare nella creazione di un’opera tessile collettiva: una mappa di comunità fatta di fili, nodi e racconti, che tratteggia il legame vivo con i territori. Nel pomeriggio, alle ore 16:00, si tiene il Convegno Internazionale 2VITE – Costellazione di Futuri, introdotto e moderato dalla prof.ssa Adelina Picone (Dipartimento di Architettura, UniNA Federico II). Relazionano la prof.ssa Carla Langella (DiARC, UniNA Federico II) e il prof. Antonio Roberto Miranda de Oliveira (Universidade Federal de Campina Grande, Brasile), a testimoniare la dimensione globale di una riflessione che parte dall’Irpinia. La serata si chiude alle ore 18:30 con l’inaugurazione della mostra 2VITE – COSTELLAZIONE DI FUTURI presso il Carcere Borbonico di Montefusco. La mostra, curata da Carla Langella e Adelina Picone, racconta per immagini e installazioni il percorso di ricerca e le visioni progettuali per il territorio. Domenica 14 giugno 2026 La seconda giornata del Festival 2 V.I.T.E. sarà dedicata all’International Living Lab, promosso dal CRISP – Università degli Studi di Napoli Federico II e dal MAVV Wine Art Museum, che prenderà il via alle ore 11.00 presso la Chiesa di San Francesco di Montefusco. L’incontro avrà come focus “Il Paesaggio del Greco di Tufo. Vino, comunità e nuove forme di accoglienza tra Montefusco, Santa Paolina e Torrioni”, con la presentazione ufficiale del volume realizzato nell’ambito del progetto 2 V.I.T.E., che raccoglie i risultati delle attività di ricerca, analisi territoriale e progettazione strategica sviluppate nel corso dell’iniziativa. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Salvatore Santangelo, Sindaco di Montefusco, Annamaria Oliviero, Sindaco di Torrioni, Rino Ricciardelli, Sindaco di Santa Paolina, e Angelo Basile, Dirigente di Ricerca del CNR e membro del Consiglio di Gestione del CRISP. La presentazione del volume del progetto 2 V.I.T.E. sarà affidata a Adelina Picone, Professoressa Associata di Composizione Architettonica e Urbana presso il DiARC dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e membro del CRISP; Gianni Cicia, Professore Ordinario di Economia Agraria, Alimentare ed Estimo Rurale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e membro del CRISP; Riccardo Vecchio, Professore Associato di Economia Agraria, Alimentare ed Estimo Rurale presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e membro del CRISP; Enrico Di Taranto, Ricercatore in Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II; ed Emilia Di Girolamo, Direttore del MAVV Wine Art Museum e Co-founder di Elysium Srl. Tra gli ospiti della mattinata interverrà inoltre il Dott. Dario Squarzanti, Direttore di Wine Expo Poland, che illustrerà opportunità e prospettive di internazionalizzazione per le imprese vitivinicole del territorio. La presenza dei Sindaci dei tre Comuni coinvolti testimonia il valore di un percorso che mette in dialogo università, istituzioni, imprese e comunità locali, nella convinzione che la valorizzazione del patrimonio vitivinicolo e culturale possa rappresentare una concreta opportunità di sviluppo per le aree interne del Mezzogiorno. La mattinata si concluderà alle ore 13.00 con un momento conviviale e un banco d’assaggio delle cantine del territorio, ospitato presso l’Oratorio di San Giacomo, occasione di incontro tra produttori, operatori, ricercatori e visitatori per condividere l’identità e le eccellenze del paesaggio del Greco di Tufo.

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