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Ecomafia in Campania, in tre decenni 117.919 illeciti ambientali

Un reato ogni 18 minuti per un totale di 902.356 illeciti ambientali. È quello che in Italia in tre decenni hanno compiuto le ecomafie con un attacco costante e incessante all’ambiente. Un ritmo impressionante contrassegnato anche da 727.771 persone denunciate e 224.485 i sequestri. Triste primato per la Campania, regione con più ecoreati nella Penisola e per illeciti nel ciclo del cemento e dei rifiuti. A mettere in fila questi numeri è Legambiente che oggi, a trent’anni dalla prima presentazione del rapporto Ecomafia avvenuta proprio il 5 dicembre del 1994, fa il punto della situazione con dati e un pacchetto di proposte in occasione della conferenza nazionale “Ambiente e legalità: insieme per il futuro” che ha promosso con l’Arma dei Carabinieri, presso la Scuola Ufficiali di Roma.

In questi tre decenni nella classifica nazionale per ecoreati svetta al primo posto la Campania con 117.919 illeciti, pari al 15% del totale nazionale, alla media di 10,7 reati al giorno con 98.587 persone denunciate e 33.960 sequestri effettuati Dopo la Campania troviamo la Calabria con 84.472 illeciti, Sicilia con 82.290 e Puglia con 73.773. Maglia nera anche per quanto riguarda i reati nel ciclo illegale del cemento: sono 30.177 i reati con 25.539 persone denunciate e arrestate e 9.386 sequestri. Sul fronte ciclo illegale dei rifiuti, la Campania è sempre in testa alla classifica con 22.400 reati,21.635 persone denunciate e arrestate con 10.252 sequestri effettuati seguita da Puglia (14.516), Calabria (10.810) e Lazio (9.989).

Trent’anni di lotta ai ladri di futuro. Trent’anni di ferite da sanare sui nostri territori ma anche trent’anni di successi. Quella che celebriamo oggi- commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- insieme all’Arma dei Carabinieri non è solo una ricorrenza: in questi 30 anni, anche grazie a questa straordinaria collaborazione e a quella sviluppata con tutte le forze dell’ordine e le Capitanerie di porto sono stati raggiunti risultati importanti, nell’interesse generale del Paese, come l’introduzione nel Codice penale dei delitti contro l’ambiente e di quelli a tutela del patrimonio culturale. La lotta all’ecomafia passa mettendo in campi un piano di politiche trasversali: dalle politiche industriali a quelle occupazionali, da quelle socio ambientali a quelle culturali. Bisogna ristabilire in Italia e in Campania la giustizia ambientale. Per questo chiediamo che vengano approvate quelle norme che ancora mancano all’appello in fatto di prevenzione e controllo, come i reati contro gli animali, le agromafie e agropirateria, chiedendo al tempo stesso allo Stato un impegno più forte nella lotta all’abusivismo edilizio. Siamo convinti – conclude il presidente di Legambiente Campana- che la scuola sia un luogo fondamentale dove educare alla legalità e alla tutela ambientale e per questo abbiamo promosso insieme all’Arma dei Carabinieri un concorso per le scuole. Riteniamo che il loro coinvolgimento oggi sia più che mai fondamentale perché, come ha ricordato più volte il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la lotta alla criminalità parte dai banchi di scuola”.

Vincitori concorso Ambiente e legalità: In occasione del trentennale di Ecomafia, Legambiente e l’Arma dei Carabinieri hanno premiato oggi i vincitori del concorso nazionale “Ambiente e legalità – Insieme per il futuro” rivolto alle scuole di I e II grado e dedicato al tema dell’educazione alla legalità ambientale. Tra le secondarie di primo grado, la prima classificata, nella sezione VIDEO: Scuola Secondaria di I grado G. Caporale di Acerra – NA – Corso BPer la proprietà, anche scientifica, del linguaggio utilizzato nella descrizione della pericolosità e delle conseguenze degli smaltimenti illegali di rifiuti e più in generale dell’inquinamento dell’ambiente (partendo dai problemi del territorio in cui si vive per allargare l’orizzonte ai temi globali) e per l’originalità del trattamento di video- animazione utilizzato.

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