Ha preso il via a Melfi “Esperienze Teatrali nel Vulture”, un progetto performativo nato per raccontare la figura di San Guglielmo da Vercelli e valorizzare il percorso storico e spirituale a lui intitolato. L’iniziativa rientra nel più ampio programma Fantastico Medioevo, promosso dalla Presidenza della Giunta regionale della Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, in collaborazione con la Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa e l’Arcidiocesi di Acerenza.
Il progetto mette al centro la vita del Santo pellegrino ed eremita vissuto tra l’XI e il XII secolo che, secondo le fonti storiche, trascorse a Melfi gran parte della giovinezza prima di ritirarsi tra i monti dell’Irpinia, del Vulture e delle Dolomiti Lucane. Il Cammino di Guglielmo si snoda oggi attraverso 15 tappe tra Basilicata, Campania e Puglia, coinvolgendo oltre 30 comuni e 3 parchi regionali.
La call per selezionare i 25 interpreti-narratori ha registrato un forte riscontro, con oltre 100 candidature giunte da diverse regioni (Basilicata, Puglia, Campania, e città come Milano, Roma, Bari e Foggia) e un’età dei partecipanti compresa tra i 20 e i 70 anni.
Il percorso formativo di 30 ore, curato dal Teatro 99 Posti nelle persone di Maurizio Picariello e Paolo Capozzo, a Melfi tra fine agosto e inizio settembre, ha visto un intenso lavoro sull’ascolto, sulla voce, sul movimento e sulla coralità. L’esperienza ha unito generazioni e provenienze diverse, rispecchiando nello spirito del gruppo la stessa dimensione di viaggio e ricerca spirituale della storia di Guglielmo.
Lo spettacolo conclusivo Diretto da Gianni Di Nardo, si basa su un testo originale firmato dallo stesso Di Nardo insieme ad EldaMartino. La drammaturgia adotta un linguaggio ricco, immaginifico e popolare che richiama il gusto narrativo e la musicalità di Giambattista Basile.
La messinscena punta su una scenografia essenziale e rituale: al centro un grande libro aperto — simbolo di memoria e narrazione — circondato da un centinaio di candele che creano un’atmosfera intima e sospesa nel tempo. La storia è affidata alla forza del gruppo e articolata attraverso trii di interpreti, nei quali le singole voci si fondono in un racconto corale e polifonico.
La fase finale del progetto prevede la realizzazione di nove repliche nei comuni lucani attraversati dal Cammino di Guglielmo, accompagnate da percorsi di visita ed esperienze di turismo locale. Attraverso il teatro, la memoria del Santo diventa così un’occasione viva di incontro e promozione culturale per l’intero territorio.



