Arriva da Giovanni Esposito del Mid la denuncia relativa ad episodi di commercializzazione, attraverso la rete internet, di presidi e ausili sanitari destinati all’assistenza di persone con disabilità, anziani e soggetti fragili, che risultano essere stati forniti agli aventi diritto nell’ambito di programmi di assistenza pubblica e solidaristica.
“Carrozzine, scooter elettrici per la mobilità, pannoloni e altri dispositivi e materiali destinati all’assistenza personale sarebbero oggetto – scrive Esposito – di annunci di vendita su piattaforme e siti online, nonostante tali beni, in diversi casi, siano stati messi a disposizione degli utenti attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, mediante le ASL, in regime di comodato d’uso gratuito e, dunque, senza trasferimento della proprietà al beneficiario.
Analoga attenzione merita la possibile vendita di ausili e presidi provenienti da enti del Terzo Settore, associazioni e organizzazioni solidaristiche, che li affidano alle persone bisognose dietro il versamento di una cauzione, con l’obbligo di restituzione al termine dell’utilizzo o al venir meno delle condizioni che ne avevano giustificato l’assegnazione.
Se tali circostanze fossero confermate, ci troveremmo di fronte a una situazione estremamente preoccupante, che richiede verifiche puntuali per accertare la provenienza dei beni, le modalità con cui sono entrati nella disponibilità dei venditori e l’eventuale sussistenza di violazioni degli obblighi di restituzione e delle condizioni di assegnazione.
Non si tratta di beni commerciali ordinari, ma di strumenti essenziali per la mobilità, l’autonomia personale, l’igiene e la dignità di persone che vivono condizioni di fragilità, spesso sostenuti con risorse pubbliche o messi a disposizione grazie alla generosità e all’impegno del volontariato.
La loro eventuale alienazione illecita rappresenterebbe non soltanto un possibile danno economico per la collettività e per gli enti erogatori, ma anche un grave pregiudizio per le finalità sociali e assistenziali per le quali questi presidi sanitari vengono acquistati, assegnati e distribuiti.
Per queste ragioni chiediamo:
- alle ASL e alle autorità sanitarie competenti, di verificare la possibile presenza sul mercato online di ausili e presidi provenienti dalle dotazioni del Servizio Sanitario Nazionale;
- agli enti del Terzo Settore e alle associazioni che distribuiscono ausili in comodato o dietro cauzione, di effettuare verifiche sulla corretta restituzione e destinazione dei beni affidati, nonché sulla trasparenza delle procedure di disponibilità e assegnazione all’utenza;
- alle autorità di pubblica sicurezza e agli organi di controllo competenti, di valutare gli eventuali annunci di vendita segnalati e accertare la provenienza dei dispositivi messi in commercio;
- alle piattaforme di compravendita online, di collaborare con le autorità, verificando le segnalazioni e adottando le misure previste dai propri regolamenti e dalla normativa vigente, compresi i franchising adibiti alla vendita dell’usato.
La solidarietà non può trasformarsi in un’occasione di lucro e le risorse destinate alle persone più fragili non possono diventare oggetto di un mercato parallelo, anche da parte dell’associazionismo.
È necessario fare chiarezza, tutelare il patrimonio pubblico e solidaristico e garantire che ogni ausilio sanitario continui a essere destinato esclusivamente alle finalità assistenziali per cui è stato messo a disposizione.
La presente denuncia intende sollecitare accertamenti e verifiche, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza e senza attribuire responsabilità individuali prima degli opportuni riscontri”

