E’ la storia di un’amicizia quella che consegna Enza Graziano nel suo romanzo “Faro”. Protagoniste una donna anziana, Iris, e un’adolescente, Rosanna, che si raccontano davanti a una fetta di dolce. A prendere forma altre vite e altre storie che si incrociano con quelle del presente. Sono storie irpine quelle che vengono raccontate da Iris, nonostante la narrazione sia ambientata ad Agropoli. Un confronto tra generazioni che ad ogni pagina ci insegna qualcosa. “In Faro – scrive l’autrice – c’è molto della vita di mia madre, ed è a lei che è dedicato il libro. L’idea centrale da cui nasce il romanzo è, dunque, proprio la sua storia. Tuttavia, molti aspetti, alcune vicende, i personaggi sono emersi man mano che scrivevo, proprio come è successo con Tolidà – La paura della felicità, il mio primo romanzo. Quando scrivo, infatti, sembra che la mia penna sia soltanto il tramite attraverso cui le storie e i personaggi vengono alla luce. Nessuna casa editrice alle mie spalle, il processo di pubblicazione, dalla correzione delle bozze, all’editing, all’impaginazione, alla grafica sono stati curati da me, personalmente o affidandomi a terzi. Dopo la sfida del crowdfunding per la pubblicazione di Tolidà, non ho esitato a buttarmi in questa nuova avventura”. “La donna porta la tazza calda alle labbra e prende un sorso di tisana. La assapora e solo dopo risponde: «Dicevo che alla tua età, la vita era già stata molto esigente con me, tanto che avevo abbandonato la scuola per la necessità di lavorare e contribuire al sostentamento della mia famiglia». «Davvero, signora Iris?» domanda Rosanna, sorpresa. «Chiamami pure Iris, cara – la prega, in uno slancio di tenerezza – che di Signore ce n’è uno solo – e alza gli occhi al cielo – come dice una mia cara amica. Per tornare alla tua domanda: sì, davvero – continua, diventando seria. – Dimmi, precisamente, quanti anni hai?» «Dodici anni e mezzo» risponde Rosanna, tenendo a precisare quel mezzo anno che la fa sentire più grande e che, secondo lei, fa la differenza”. A snodarsi i ricordi “Iris ricorda perfettamente quella volta che in seconda elementare non riusciva a leggere la parola scritta alla lavagna. Non ci volle poi tanto perché la maestra perdesse la pazienza e come da prassi le mollò un ceffone, talmente forte da lasciarle il segno delle dita sulla guancia morbida. Gli altri bambini erano stati testimoni dell’accaduto, ma non si erano sconvolti, dato che questo tipo di interazione era all’ordine del giorno. Tuttavia, Iris era tornata a casa visibilmente turbata. Camminava insieme alle compagne con la testa abbassata, guardandosi le scarpe rotte. Svoltato l’angolo, vide la mamma che con la scopa di brusca puliva le scalette di ingresso alla casa e tutta l’area immediatamente circostante. La donna attendeva l’arrivo della primogenita, Iris, in compagnia del figlio minore che, seduto sul marciapiede, giocava con delle foglie”. Enza Graziano, classe 1983, irpina doc, è psicologa e Dottore di Ricerca in Scienze della Mente, con interessi nell’ambito della comunicazione. Appassionata di scrittura, cura il blog “Leggi e Viaggia”, sul quale racconta di libri e di storie, sia immaginate che reali. Nel 2019 è stato pubblicato il suo primo romanzo dal titolo “Tolidà – La paura della felicità” dalla casa editrice bookabook.
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