Un percorso professionalizzante e abilitante che oggi rappresenta un’opportunità anche per i giovani irpini grazie alla sede di Avellino. E’ quello della laurea triennale L-P01 in Professioni in tecniche per l’edilizia e il territorio offerto dall’Università di Salerno con sede ad Avellino. Il corso punta a creare un collegamento diretto tra formazione accademica e attività professionale, attraverso lezioni, laboratori, stage e tirocini presso studi, imprese ed enti pubblici. Un percorso rivolto ai giovani che vogliono costruire il proprio futuro nel settore tecnico, ma anche ai geometri già iscritti all’Albo che intendono ampliare e aggiornare la propria preparazione.
E’ il Geom. Antonio Santosuosso, Presidente del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Avellino, a illustrare le opportunità offerte dalla laurea L-P01
È un’opportunità concreta per costruire il proprio futuro professionale. La laurea triennale L-P01, nella classe delle Professioni tecniche per l’edilizia e il territorio, unisce la preparazione universitaria all’esperienza pratica. Forma tecnici capaci di conoscere gli edifici, leggere il territorio, utilizzare le nuove tecnologie e affrontare le attività della professione. Permette ai ragazzi di studiare e, durante gli studi, iniziare a conoscere da vicino il mondo del lavoro.
Dove si svolge il corso?
La sede è ad Avellino, presso la sede del Comune. Questo consente ai giovani del nostro territorio di accedere a un percorso universitario vicino a casa e di sviluppare competenze che potranno mettere al servizio dell’Irpinia, ma anche utilizzare in altri contesti professionali.
Che cosa è una laurea “professionalizzante”?
Significa che la formazione è orientata all’esercizio concreto della professione. Alle lezioni si affiancano attività pratiche, laboratori e tirocini: lo studente non si limita ad apprendere una materia, ma impara a utilizzare quelle conoscenze per affrontare problemi e situazioni reali. L’obiettivo è acquisire un metodo di lavoro: osservare, rilevare, interpretare i documenti, valutare le possibili soluzioni e operare con precisione e responsabilità.
Il percorso, inoltre, comprende la formazione e le verifiche necessarie per l’abilitazione professionale. Una volta completate tutte le attività previste e conseguita la laurea con la prova finale, il giovane potrà chiedere direttamente l’iscrizione all’Albo dei Geometri e Geometri Laureati, senza sostenere un successivo e separato esame di Stato. La laurea rappresenta quindi sia un titolo universitario sia l’accesso alla professione,
attraverso l’iscrizione all’Albo.
Quando comincia il contatto con il mondo del lavoro?
A partire dal secondo anno accademico, con stage e tirocini presso aziende, imprese, studi professionali ed enti pubblici. I ragazzi entrano negli ambienti di lavoro, conoscono le attività quotidiane dei tecnici e comprendono come si passa dalla teoria alla pratica. Possono osservare l’organizzazione di uno studio, il funzionamento di un ufficio tecnico o le diverse fasi dell’attività di un’impresa.
Perché considera i tirocini un elemento così interessante?
Perché aiutano a capire la professione mentre la si sta imparando. Lo studente incontra professionisti, si confronta con esigenze reali e comincia a riconoscere i propri interessi e le proprie capacità. Questa esperienza può creare contatti utili per il futuro. Non significa avere un posto di lavoro garantito, ma arrivare alla laurea con una conoscenza concreta del settore e una maggiore consapevolezza delle opportunità da cercare.
Quali ambiti professionali potranno conoscere i ragazzi?
Il panorama è ampio: edilizia e recupero del patrimonio esistente, rilievo topografico e degli edifici, catasto, valutazioni immobiliari, attività tecniche connesse all’urbanistica e gestione del territorio. A questi ambiti si affiancano gli strumenti digitali per il rilievo e la rappresentazione, la gestione delle informazioni tecniche e i temi della sostenibilità, dell’efficienza energetica e della sicurezza. Le attività professionali saranno esercitate nei limiti delle competenze del geometra e con le eventuali ulteriori qualificazioni richieste per gli incarichi specifici.
Che rapporto ha questa formazione con la conoscenza del territorio?
Un rapporto molto stretto. Per lavorare bene bisogna conoscere i luoghi, le caratteristiche degli immobili, il paesaggio, le infrastrutture e le esigenze delle comunità. L’esperienza presso imprese, studi ed enti pubblici permette ai ragazzi di incontrare questi aspetti direttamente. In Irpinia abbiamo un patrimonio edilizio da recuperare, centri storici da valorizzare, aree rurali e territori che richiedono attenzione e competenza. La formazione tecnica può contribuire ad affrontare queste necessità.
Quali possibilità si aprono dopo la laurea?
Il giovane potrà orientarsi verso la libera professione, collaborare con studi tecnici, lavorare nelle imprese e nelle aziende del settore oppure partecipare alle selezioni e ai concorsi degli enti pubblici, secondo i requisiti previsti dai singoli bandi. Le esperienze svolte durante il corso lo aiuteranno a scegliere con maggiore consapevolezza l’ambito nel quale sviluppare la propria attività.
A chi consiglierebbe questo percorso?
Ai ragazzi che desiderano una formazione universitaria collegata alla pratica, che sono curiosi di capire come si costruisce, come si recupera un edificio e come si conosce e si gestisce un territorio. È una possibilità particolarmente interessante per chi proviene dagli istituti tecnici del settore, ma può essere valutata anche dai giovani di altri indirizzi scolastici che abbiano interesse per queste materie, nel rispetto dei requisiti di ammissione.
Questo percorso è aperto anche ai geometri già iscritti all’Albo?
Certamente. È un’opportunità che invito a considerare anche i colleghi che già esercitano la professione. Conseguire una laurea significa integrare l’esperienza acquisita sul campo con una preparazione universitaria, aggiornare le proprie conoscenze e rafforzare il proprio profilo professionale.

