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Franza, Gambacorta, Zecchino e Capone: il Tricolle decisivo per il voto in Regione

Di Rodolfo Picariello.

Ariano – Un triello potrebbe avere come sfondo i tre colli arianesi, in vista delle Regionali. Franza, Gambacorta, Zecchino, in rigoroso ordine alfabetico, i tre sfidanti su cui sono poggiate le speranze e gli auspici delle componenti in corsa per un seggio.

La città di Ariano, quindi, prepara la sfida elettorale per il voto che dovrà rinnovare il Consiglio regionale e c’è una corte serrata ai nomi importanti che rappresentano partiti o schieramenti in lizza per un seggio nel Parlamentino campano.

La città del tricolle può vantare la presenza di chi ha già avuto esperienze nell’assemblea regionale, ma anche chi è stato amministratore della città e dell’Amministrazione Provinciale. Tre i nomi che si rincorrono più degli altri e ai quali le direzioni regionale e nazionale dei partiti rivolgono le attenzioni. In qualche caso si fa una corte serrata.

Un possibile ritorno potrebbe essere quello dell’ex consigliere regionale Ettore Zecchino. A lui sarebbe rivolto il pressing delle forze politiche di centro destra, peraltro Zecchino era all’interno della coalizione che ha governato la Campania, con il presidente Stefano Caldoro.
E anche in quell’occasione Zecchino non era il solo candidato ad Ariano, nella corsa per un seggio nell’assemblea regionale. La città del tricolle è feconda nel generare candidati, questa volta a contendere i voti a Zecchino ci potrebbero essere il sindaco Enrico Franza, con il Psi e nel campo del centro sinistra. Su di lui potrebbero convergere anche i consensi dei democrat locali, se non tutti, una parte consistente.

A meno che il Pd arianese non produca una propria candidatura. Altro papabile nella corsa alle Regionali è l’ex sindaco di Ariano ed ex presidente dell’Amministrazione Provinciale, Mimmo Gambacorta, che attrae e attira su di sé le attenzioni di molti elettori centristi e potrebbe sottrarre consensi ad entrambe le coalizioni, per dir così, maggiori.

Questo il triello che rievoca i momenti finali di un indimenticabile film western, di Sergio Leone, “Il buono, il brutto e il cattivo” con Clint Eastwood, Eli Wallach e Lee Van Cleef.

Una storia che si dipana attraverso vari colpi di scena con sullo sfondo la Guerra di secessione. Questo lo scenario se i vari partiti si dovessero affidare ai tre protagonisti della scena politica arianese. Ma altri, e sono diversi, i nomi che vengono sussurrati, e anche proferiti ad alta voce, da diverse forze politiche che vogliono essere protagoniste.

Dagli schieramenti si alzano soprattutto le voci del Pd, che appoggerebbe Franza in caso di candidatura unitaria ma sarebbe pronto anche a porre in campo una candidatura di bandiera.
Con nomi per così dire istituzionali. A cominciare dalle donne, la vice sindaca Grazia Vallone e la consigliera provinciale Laura Cervinaro. E naturalmente il tutto tenendo presente il peso specifico all’interno del partito delle varie componenti. Carmine Grasso, Michele Caso, Giovanni La Vita, Pasqualino Molinario, Antonio Ninfadoro. Tuttavia questi nomi andrebbero scelti in base alla presenza sullo scacchiere irpino dei referenti provinciali. Questo solo per il Pd, poi bisogna verificare cosa faranno i 5 Stelle, i quali appaiono ben disposti verso Franza.

I socialisti nel caso il sindaco di Ariano non dovesse partecipare alla competizione hanno pronte soluzioni alternative a partire dalla candidata di 5 anni fa, Maria Elena De Gruttola, Marco Riccio, come soluzioni istituzionali, per così dire. E poi ci sono i nomi che potrebbe proporre la sinistra, a partire da Floriana Mastandrea.

Nel campo opposto non mancano i nomi. Da Fratelli d’Italia, per esempio, veniva fuori il nome di Carmine Ruggiero che non è certamente tramontato. Ma si guarda anche a figure storiche del partito arianese, come l’ex presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mastandrea, il quale ha un seguito notevole e altrettanto carisma per calamitare consensi dall’intera area di centro destra. E poi si potrebbe pensare ad una soluzione anche in questo caso, istituzionale, il referente locale di Fd’I, Manfredi D’Amato.

Da Forza Italia si potrebbe rispondere con Giuliana Franciosa, già assessora al Comune di Ariano, ora presidente del Conservatorio Cimarosa, candidata alle Politiche scorse. Iscritti di Forza Italia parlano di Marco La Carità, capogruppo in Consiglio comunale e rappresentante del partito nell’esecutivo regionale di Anci Campania.

Ma sembra che questa ipotesi resti tale e solo nella mente dei militanti, molto meno in quella dell’indicato. Peraltro, come detto, ha un ruolo di rilievo che lo proietta già sullo scenario regionale. In corsa ci sarebbe anche il responsabile locale del partito, Giancarlo Giarnese.

Nel centro destra, per la sfida elettorale, ci potrebbero essere anche Marica Grande o Pasqualino Santoro.

Tra i centristi arianesi i nomi di papabili candidati vengono tenuti nel cassetto. L’eventuale presenza di Gambacorta sarebbe capace di raccogliere tutte le istanze. Ma c’è anche da ricordare come da qualche altra parte politica ci sarebbero state delle blindature di consensi, per dir così, e quindi tutto resta in sottofondo. Nomi eccellenti, tuttavia, potrebbero esserci nei Comuni vicini. Da Mirabella, e non da comprimaria, per esempio potrebbe arrivare una candidatura in rosa. Gira sempre, tra smentite e conferme, il nome dell’avvocata Cinzia Capone.
Andrebbe a rappresentare il campo del centro destra, e lo farebbe anche con notevole capacità aggregativa. Pure utilizzando l’influenza del marito, il sindaco di Mirabella Eclano, Giancarlo Ruggiero.

Ma anche in questo caso bisogna verificare il gioco delle appartenenze territoriali.
Altra candidatura forte e attesa, più dai tifosi che dal probabile candidato, è quella di Franco Di Cecilia, da Sturno e quindi dell’area ufitana e Baronia, ma anche arianese e valle del Calore. E tra alta Irpinia e Ufita si avanzano anche ipotesi relative al sindaco di Villamaina, Nicola Trunfio, sempre per il centro destra. Insomma i quattro candidati in lista devono rispondere alle esigenze di partito, di coalizione e non incrociare e, quindi, impedire ad altri candidati di raccogliere i consensi necessari per l’elezione. Tutto in fieri, dunque.

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