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Gallo: i cittadini non smettano di far sentire la propria voce contro le guerre

Non smettere di far sentire la propria voce contro ogni guerra, ripartendo dai principi sanciti dalla Costituzione. E’ il senso del confronto sul saggio del magistrato Domenico Gallo “Guerre”, edito da Delta 3, presentato questo pomeriggio al Circolo della stampa. E’ il direttore del Corriere dell’Irpinia Gianni Festa a porre l’accento sull’orrore delle due guerre a noi più vicine, dal conflitto tra Russia e ucraina alla guerra in Medio Oriente, dove è in corso una carneficina che è sotto gli occhi di tutti, una carneficina  di cui si avvantaggiano i trafficanti di armi e le potenze imperialiste. Don Vitaliano Della Sala sottolinea come “La pace non può derivare dalla guerra, quello che colpisce è la reazione sproporzionata da parte di Israele per ciascun delitto commesso da Hamas, come se per combattere la camorra pensassimo di bombardare tutta Secondigliano.. Il risultato è che sono sempre gli innocenti, a partire dai bambini, a pagare per ogni guerra”. Don Vitaliano richiama l’articolo della Costituzione che sottolinea come l’Italia rifiuti ogni forma di guerra “Una Costituzione che deve rappresentare il riferimento per tutti ma che in tanti si ostinano a voler cambiare. Mi chiedo se si possa mettere in discussione quella che rappresenta il fondamento del paese”.

Spiega come uno dei meriti del volume di Gallo sia quello di andare al di là della polemica tra opposte tifoserie, ripercorrendo le origini della guerra e spiegando che il rischio di rivivere il passato è sempre in agguato “Ci vogliono convincere che la guerra si deve fare ma non è così. Malgrado ciò, non voglio smettere di sognare un mondo senza guerre. Non possiamo rinunciare a questa speranza. Dobbiamo ripartire da indignazione e coraggio per cambiare il mondo”, La psichiatra Maria Grazia Papa ricorda che è la storia a insegnarcu come non ci sia mai stato un mondo senza guerre “Il conflitto diventa una griglia per interpretare la storia e il nostro tempo. Il pericolo è quello di ridurre tutto a un pensiero binario che distingue tra aggredito e aggressore, che impedisca di comprendere la complessità della guerra”, Sottolinea il contributo che arriva dai giovani che “si sono mobilitati nelle piazze perchè non vogliono la guerra, quella guerra che è stata emblema del Novecento”. E ricorda come “la memoria della paura si conserva per generazioni, chi ha vissuto sulla propria pelle l’orrore della guerra non lo dimentica”

Il professore Giorgio Fontana si sofferma sulla capacità di Gallo di consegnare una cronaca dettagliata degli eventi, accompagnata da considerazioni morali e politiche “La guerra è figlia del militarismo, si cerca di rispondere alla crisi attraverso l’investimento nelle spese militari. Il dato che preoccupa è che l’Italia è uno dei paesi che spende di più per le armi” E pone l’accento sull’incapacità dei governi di ascoltare i cittadini, la voce dei rappresentati”. Beppe Sarno parla della necessità di ricostruire una sinistra che parta dal rifiuto di ogni forma di violenza “Il suo libro si fa denuncia, grido di dolore nei confronti di guerre che rischiano di non finire tanto presto”. Ricorda le responsabilità dell’Occidente e degli Usa che pretendono di essere gendarmi del mondo e imporre nuove regole “Ecco perchè l’unica risposta è riaprire il conflitto sociale riprendendo l’alleanza con i lavoratori in difesa della Costituzione”.

Il giudica Matteo Zarrella sottolinea come la guerra sia “madre di tutti gli assassinii e nelle decisioni sulle guerre non venga mai ascoltato il parere dei popoli. Sono i governanti a decidere senza consultare i cittadini, considerati alla stregua dei sudditi. Di qui il ruolo decisivo delle corti internazionali, di organismi sovranazionali che difendano la pace”. Quindi l’invito a continuare a gridare e a sventolare la Costituzione. A portare un contributo alla riflessione la professoressa del liceo Colletta Roberta De Maio che spiega il ruolo cruciale svolto dalle scuole nell’educare alla pace “E’ sempre una questione di integrità che deve essere introiettata. Gli insegnanti non devono fare alcuna forma di propaganda politica ma è chiaro che l’esistere è sempre politico. Da parte dei giovani la risposta è sempre positiva, ci fanno sperare bene per il futuro”. E’ quindi Gallo a chiudere l’incontro, impreziosito dalla presenza dell’editore Silvio Sallicandro e degli studenti del Colletta che leggono testi tratti dal libro, accompagnati da canzoni, ricordando come “Oggi è venuta meno la distinzione tra forze democratiche e forze di destra ma è proprio di fronte a questo orizzonte oscuro che si afferma con forza il valore del voto, diritto da esercitare”

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