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A meno di venti giorni dalla presentazione delle liste per la elezione del sindaco di Avellino e del consiglio comunale sono i giochi sporchi e le ambiguità a farla da padrone. Il timore è che vecchi poteri, alleati di falsi rinnovatori, possano compromettere quell’istanza di rinascita della città, tornata alla ribalta dopo la fallimentare esperienza dei pentastellati. Mai come in questa fase gli schemi della vecchia politica, disegnati da appartenenti alla leva dei morti, da mediocri faccendieri, da squali del cemento e da soggetti del malaffare, tentano di imporre alla guida della città discutibili personaggi. Per molti casi, sono gli stessi che hanno distrutto e fatto degradare Avellino. Un ruolo rilevante è svolto dal Pd regionale e irpino e dai popolari dei De Mita, con una possibile riproposizione del “patto di Marano” che consentì all’ex sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca di diventare governatore della Campania. Stavolta il beneficiario potrebbe essere, se mai avesse il consenso, un personaggio di secondo piano scelto tra vecchi galoppini, già amministratore della città. L’operazione avrebbe il sostegno di ciò che resta della sinistra carrierista in Irpinia e di una parte degli aderenti all’associazione Controvento. Senza giri di parole. Qualche esponente del Pd, occulto manovratore di fede decariana, ha fatto circolare per candidato a sindaco il nome di un vecchio amministratore che potrebbe contare su questa ambigua coalizione. Non si esclude la candidatura di qualche esponente di Controvento, anche se tra gli impegni assunti con la città l’associazione ha escluso la candidatura di un proprio associato. Ma in politica vale il detto: mai dire mai. Un dato è certo: il vero papabile, Gennaro Bellizzi, sebbene autorevolmente sollecitato, ha chiarito, con coerenza, le sue intenzioni di non essere della partita. Questa operazione trasformistica avrebbe una precisa regia che porterebbe ad un compromesso tra De Caro e De Mita che sino ad ieri se le sono date di santa ragione.
Si tratta, ovviamente, di indiscrezioni che circolano in ambienti molto vicini ai Popolari. I quali, usciti dal Pd, e gestori attualmente di un ruolo marginale, si sforzano da tempo di riavere un ruolo nella politica irpina. Questa operazione, però, non sarebbe gradita né alla presidente del Consiglio regionale Rosetta D’Amelio, né a Maurizio Petracca, presidente della commissione regionale per l’agricoltura. Quest’ultimo, fatto eleggere in Regione da Ciriaco De Mita, sarebbe in rotta con il leader di Nusco. Da qualche tempo Petracca ha dato vita ad una associazione di amministratori legati ai Gal, beneficiari dei finanziamenti regionali per l’agricoltura, che avrebbe vita autonoma con l’obiettivo di preparare la rielezione di Petracca alla Regione. In realtà, l’ex assessore comunale nella giunta Galasso sarebbe diventato ingombrante per la pattuglia demitiana e, comunque, di ostacolo a mire nepotistiche. Non pochi, però, ritengono che lo scontro sia solo un’operazione di facciata, mentre, in realtà, nessuna mina farebbe esplodere il sodalizio tra i due. Una conferma è giunta dall’atteggiamento assunto dal presidente della Commissione agricoltura qualche sera fa nel corso dell’incontro di centrosinistra convocato nella sede del Pd. In quella occasione demitiani doc assicuravano la piena fedeltà di Petracca al leader di Nusco. Presente, Petracca non smentiva. In realtà nel corso di questa vicenda delle elezioni del sindaco di Avellino egli non ha mai chiarito la sua posizione, anche se ha fatto trapelare una sua simpatia per Luca Cipriano, candidato sindaco per il Movimento “Mai più”. C’è chi, però, ritiene che questa ambiguità sia dettata da un possibile colpo di scena preparato dall’ala integralista demitiana che, con l’accordo del governatore De Luca, del quale Petracca e un fedelissimo, e con il tacito consenso del segretario regionale del Pd Annunziata, possa lanciare Petracca come sindaco della città. Ciò consentirebbe il rientro di qualche familiare in Consiglio regionale per sostituirlo. Spetta a Petracca, se mai lo dovesse ritenere, uscire allo scoperto e mettere la propria faccia per onorare la verità. Perchè, il cittadino si chiede, tanti giochi non sempre limpidi e così inquietanti? Il bersaglio è Luca Cipriano, che non è gradito ai demitiani e che, pur di neutralizzarlo, sembra siano pronti a tutto. Altro ruolo non meno importante per il voto cittadino è svolto, in questa fase, dal governatore della Campania Vincenzo De Luca, sempre più presente in queste ultime settimane nella realtà irpina e, soprattutto, in città. Egli ha necessità di recuperare consensi in vista delle prossime elezioni regionali, se mai dovesse avere il placet per la candidatura da Nicola Zingaretti. In questa logica ha assicurato un ruolo al suo fedelissimo Francesco Todisco, estromesso dal Consiglio dopo il reingresso di Carlo Iannace. Todisco, in realtà, ha lavorato molto per De Luca in Irpinia e in un primo momento era sembrato che potesse essere il candidato del centrosinistra a sindaco di Avellino. Ma la mediazione di Lucio Fierro, a cui Todisco è da sempre legato, avrebbe fatto saltare l’accordo. C’è chi ritiene che il governatore della Campania per ora si sarebbe posizionato sulla finestra, aspettando di capire bene e meglio gli eventi. Di certo appare improbabile un sostegno a Gianluca Festa la cui candidatura a sindaco è stata sponsorizzata da Umberto Del Basso De Caro. Ma tra De Luca governatore e il parlamentare sannita non scorre buon sangue e, dunque sembra improbabile una deposizione delle armi. E il Pd? L’ex senatore Enzo De Luca, che si rapporta con il segretario nazionale Zingaretti e alla responsabile per gli enti locali del partito Valeria Sereni è in queste ore impegnato con il segretario De Guglielmo e la presidente D’Amelio a ricompattare il partito per addivenire a scelte credibili e di sicura fede dem. In questa direzione il sostegno potrebbe andare a Luca Cipriano, già esponente del Pd e costretto poi a fare scelte diverse. Cipriano ha dalla sua parte un notevole consenso ottenuto nel precedente turno amministrativo, capacità manageriali ampiamente dimostrate alla guida del teatro Gesualdo sia pure con qualche incidente di percorso rivelatosi, almeno fino ad ora, non proprio rilevante. Per la segreteria del Pd la scelta del candidato credibile è davvero un’impresa. Un lavoro difficile visto che la componente decariana ha scelto di andare per proprio conto sostenendo come sindaco Gianluca Festa che conta anche sull’incondizionato appoggio dell’imprenditore di Montefalcione Angelo D’Agostino e di alcuni esponenti del passato Consiglio comunale ai quali viene addebitato il degrado a cui è giunta la città. I giochi che si intrecciano potrebbero comunque penalizzare il centrosinistra e dare la stura alla risorta coalizione di centrodestra. Anche qui i dissidi, però, non sono pochi. L’unità intorno alla candidatura di Costantino Preziosi è allo stato messa in crisi dallo scontro che si registra in Forza Italia, mentre la Lega che continua a fare breccia anche in città non sembra accettare un ruolo di secondo piano. Potrei continuare in questa analisi che solo apparentemente sembra classificarsi come retrologia. In realtà, purtroppo, di questo si discute mentre la città travolta da una inesorabile agonia si avvita sulle tante emergenze irrisolte, Esse sono figlie di sporchi giochi e infinite ambiguità.

di Gianni Festa

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