La giunta è pronta, ha detto Nello Pizza. Sarà un esecutivo politico, ha aggiunto. In realtà nulla è ancora deciso: siamo appena all’inizio delle consultazioni. La giunta sarà presentata quando ci sarà la proclamazione degli eletti, nella seconda metà di giugno. C’è tempo. Il neosindaco Pizza comunque avrebbe intenzione di indicare tre assessori dem e un assessore per ogni lista dell’alleanza: Stiamo con Nello Pizza, Avellino Città Pubblica, M5S, Casa Riformista, Noi di Centro. Al bilancio ci sarebbe un tecnico.
Ma non è così semplice. Ad esempio, nel Pd ci sono consiglieri che hanno incassato un bel po’ di preferenze, ma il Pd è composto da diverse anime. E serve comunque una donna dem in giunta. Il Pd rivendica pure la presidenza del Consiglio comunale.
Stiamo con Nello Pizza è la lista del sindaco: per consenso la seconda compagine elettorale del centrosinistra. Il M5S è la terza lista del Campo largo, ma il secondo partito dell’alleanza. Inoltre i 5S irpini sono supportati dal vicepresidente nazionale del partito, il deputato Michele Gubitosa, e la Regione è guidata dal presidente M5S Roberto Fico.
In Avellino Città Pubblica ci sono consiglieri di Alleanza Verdi Sinistra, dell’associazione Avellino Prende Parte e di Si Può. Casa Riformista ha fatto la sua parte e fa capo al capogruppo regionale dei renziani, l’irpino Enzo Alaia. Il risultato di Noi di Centro non è eccezionale ma comunque determinante. E poi i mastelliani possono contare sull’unico assessore regionale irpino presente nella giunta Fico, Maria Teresa Serluca.
Puzzle complicato. Una certezza: il vicesindaco sarà del Movimento 5 Stelle. C’è l’accordo con il deputato Michele Gubitosa, vicepresidente nazionale del M5S. Lo ha confermato la coordinatrice provinciale del M5S, Maura Sarno, che ha dichiarato che al suo partito “è stata prospettata la possibilità di esprimere il vicesindaco con delega all’Ambiente” e che “il sindaco Nello Pizza ha manifestato la volontà di valutare esclusivamente persone che abbiano partecipato direttamente alla competizione elettorale, mettendoci la faccia e raccogliendo il consenso dei cittadini”.
Sarno ha spiegato che “il Movimento 5 Stelle ha pertanto indicato il nome di Antonio Aquino. Successivamente, il sindaco Pizza ha legittimamente chiesto anche la disponibilità di una figura femminile. In tal senso, il Movimento ha proposto il nome di Anna D’Aliasi, risultata la candidata donna più votata della nostra lista”.
Perché il neosindaco ha bisogno di raggiungere la quota rosa: servono quattro donne in giunta. E se D’Aliasi diventasse vicesindaca, avrebbe già ottenuto un primo risultato. Ma se D’Aliasi ha incassato un ottimo risultato, Aquino non solo è stato il più votato ma è un riferimento storico, nonostante la giovane età del M5S: eletto consigliere comunale di Avellino nel 2018 e nuovamente nel luglio 2024, ricoprendo il ruolo di capogruppo del M5S e di vicepresidente del Consiglio comunale. È un ingegnere ambientale. Insomma, è il profilo indicato da Sarno: preferenze, competenza e militanza. Che sono requisiti imprescindibili per ogni assessore. E allora perché no Aquino? Il problema è la quota rosa?
La questione rischia di diventare un caso, il primo vero banco di prova della tenuta dell’alleanza (sul modello regionale) e della capacità di sintesi dell’amministrazione Pizza. Una decisione che segnerà il metodo del nuovo sindaco nelle scelte politico-amministrative dei prossimi mesi.


