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Gli invisibili del regista Di Cicilia: il calcio, i paesi e il sogno di riscatto

“Una storia in cui è facile riconoscersi, che avevo voglia di raccontare da tempo. L’adolescenza che vive il protagonista è, in fondo, quella che ho vissuto anche io e che ha caratterizzato l’esperienza di tanti miei coetanei nei borghi d’Irpinia”.  E’ “Invisibili” del regista Federico Di Cicilia, originario di Villamaina ma frigentino di adozione, allievo di Giuseppe De Santis, Florestano Vancini, Ugo Pirro, Franco Di Giacomo, Giuseppe Ferrara, Gianfranco Pannone, Leo Benvenuti. Sarà proiettato questa sera, alle 21, al cinema Partenio, nell’ambito della rassegna dello Zia Lidia, ieri proposto in anteprima al Carmen di Mirabella.  Protagonista è Peppino, appena maggiorenne, soprannominato “Platini” fin da bambino. Cresce in un paesino del Sud con il padre Gerardo, camionista che ha puntato tutto sulla sua carriera. I debiti del padre con don Antonio, le difficoltà nelle squadre giovanili della capitale, e un infortunio, riporteranno Peppino alla realtà.  “Un’adolescenza, quella che racconto – prosegue il regista – certamente diversa da quella dei ragazzi di oggi, in un tempo in cui i cellulari e Internet non esistevano. Le uniche speranze di riscatto erano affidate al calcio, per noi era tutto. Chi sapeva giocare a calcio era un privilegiato ma il mondo dello sport era anche un universo difficile in cui era facile bruciarsi ed essere poi costretti a fare i conti con il reale.  Il calcio diventa così il mezzo per smettere di sentirsi invisibili. Ma la sconfitta finisce con l’essere dietro l’angolo. La cornice è un paese dell’Irpinia che si fa simbolo di tutti i borghi della provincia. Il film è stato girato tra Frigento, Villamaina e Sant’Angelo”. Di Cicilia sottolinea come “il cinema non vive un momento semplice, ancora di più per i registi che sono al di fuori dei grandi circuiti, la gente fa fatica a tornare nelle sale preferisce guardare una pellicola nel salotto di casa. Eppure, malgrado ciò, il dato è che si girano più film, sono aumentate le produzioni. Da parte mia continuo a credere che l’importante sia arrivare al pubblico”.  Spiega come “rassegne come lo Zia Lidia sono ossigeno per chi fa questo lavoro, poiché promuovono cinema ma garantiscono anche spazi di crescita e socializzazione”. Protagonisti della storia, presentata in anteprima al festival di Los Angeles, sono l’attore Massimiliano Gallo, nei panni del padre Gerardo, e Gerardo De Blasio, in quelli del figlio Peppino. Accanto a loro recitano alcuni mostri sacri del cinema italiano, come Renato Carpentieri e Nello Mascia.

 

 

 

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