Grottaminarda – La cittadina ufitana, a partire dal prossimo 20 giugno, e per un mese, sarà un posto “FuoriLuogo”. Un laboratorio di comunità, associazioni e collettivi uniti che, fino al prossimo 18 luglio, daranno vita a incontri, cultura, aggregazione e partecipazione. Perché “il cambiamento si costruisce nello spazio del quotidiano”. E da qui che nasce FuoriLuogo, “casa è il luogo che abitiamo, ma abitare non significa semplicemente occupare uno spazio ma costruire relazioni, abitudini e modi di stare al mondo. È una creazione continua di sé e della comunità”.
“All’idea di una familiarità che immobilizza preferiamo una sottile estraneità che risveglia e incuriosisce. Un fuori-luogo, appunto: una piccola rottura che ci riconnette alle radici molteplici del territorio e ci permette di immaginare un’identità culturale in movimento, aperta al dialogo e al conflitto creativo.” Il manifesto, scritto a più mani da organizzatori e organizzatrici di FuoriLuogo, e’ un programma di incontri ed eventi e, allo stesso tempo, un laboratorio di autogestione dello spazio pubblico. Un esperimento, in fin dei conti, che prova a costruire un modo diverso di abitare Grottaminarda e l’Irpinia, ispirato alla partecipazione, alla vita comunitaria e alla cura condivisa.
Dal 20 giugno al 18 luglio, quindi, ogni giorno, il parco Frank Zappa di Grottaminarda diventerà il teatro un luogo vissuto dalla mattina alla sera, aperto a tutte le età e attraversato da attività culturali, formative e ricreative. Aula studio, spazio lettura, corsi, sport popolare, giochi, dibattiti, workshop, presentazioni, jam session e concerti: un programma basato su un’idea semplice ma radicale, che un luogo esiste davvero quando viene abitato.
“Immaginiamo una provincia capace di muoversi creativamente tra tradizione e modernità – scrivono ancora associazioni e collettivi di “FuoriLuogo” -, di discutere di diritti, produrre cultura e alimentare partecipazione civica: un luogo terzo, un luogo altro, un fuori-luogo. Crediamo che l’organizzazione dal basso generi possibilità reali per la vita delle nostre comunità. Nei margini, stare insieme diventa una forma di cura e organizzarsi una pratica di cambiamento.” Il progetto nasce dall’unione di esperienze di attivismo che hanno unito associazioni, collettivi, gruppi informali e singole persone attorno a progetti di cittadinanza attiva negli ultimi anni.
Attraverso di esse, si è costruita la consapevolezza che i piccoli centri appenninici non sono fuori dalla storia. Anche da qui si risponde alle politiche del saccheggio, della guerra e della devastazione di vite, memorie e territori, attraverso pratiche radicate nelle comunità locali e nella capacità di immaginare il futuro. Nei paesi ci si incontra ancora nelle piazze e negli spazi aperti. “Discutere, riconoscersi, mantenere viva l’attenzione, costruire speranza e alternative nel quotidiano: questa è la nostra idea di ricostruzione, di polis”.
Vivere uno spazio pubblico insieme ogni giorno può sembrare semplice. Farlo attorno a un progetto comune, a contenuti condivisi e a una visione collettiva, non lo è. Non resta che fare il conto alla rovescia e attendere il programma ufficiale di FuoriLuogo. È possibile seguire gli aggiornamenti sulle pagine social del progetto.


