Grottaminarda – Cosa intende fare, l’amministrazione comunale della cittadina ufitana, del futuro anche urbanistico di Grottaminarda. E questo che è stato spiegato nella assemblea pubblica di palazzo Portoghesi, in cui si è parlato di preliminare di Piano Urbanistico Comuale. Uno sguardo al futuro gettato attraverso un percorso per condividere, insieme ai tecnici, professionisti, ma anche ai cittadini, associazioni e portatori di interesse, lo sviluppo di una comunità. Lo sviluppo urbanistico di Grottaminarda, va di pari passo con quello della valle dell’Ufita. E perciò “Grottaminarda guarda al futuro – Progettiamo la nostra città”, è stato un momento fondamentale e importante del percorso lungo la strada di uno sviluppo, veramente, diverso.
All’incontro sono intervenuti il sindaco Marcantonio Spera, la Consigliera delegata all’Urbanistica, Marilisa Grillo, il Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, Rocco Uva, il Progettista del Piano, Pio Castiello, la Docente del DIARC – Università degli Studi di Napoli Federico II, Adelina Picone.
Queste le linee da seguire per un futuro più a misura d’uomo. Ovviamente tracciate per definire uno strumento urbanistico, quasi, da stravolgere. Perché i tempi sono cambiati. Così come le esigenze dei cittadini. Naturalmente senza mettere da parte quello che, il nostro territorio, conserva e che non deve assolutamente essere toccato. Cominciando dal principio di sostenibilità. E quindi a migliorare l’ambiente, elemento centrale di ogni discorso futuro. Posto di rilievo lo occupa la comunità, la cui partecipazione è essenziale, come l’ascolto che potrà costituire un elemento decisivo per costruire insieme la città di domani.
Un altro elemento che fa la differenza è quello della qualità: e cioè la realizzazione di spazi, servizi e infrastrutture per una città più bella e funzionale. Lo sviluppo, che serve a creare nuove opportunità per il lavoro, il turismo e l’economia locale. Ultimo, ma non per questo meno importante, l’identità: chi siamo, e cosa vogliamo diventare Perché ciò accada occorre valorizzare le radici del paesaggio e il patrimonio culturale della comunità. “L’Irpinia deve recuperare sé stessa – ha detto l’architetto Castiello -, le proprie radici e una sua autonomia di pensiero. Oggi vedo con piacere che che c’è grande rinascita e movimento. “È una fase che stiamo attraversando – aggiunge -dopo aver perso i grandi interpreti (l’architetto si riferisce alla classe politica che ora non c’è piu’)”. Oggi viviamo in un’altra realtà: quella dell’intelligenza artificiale, ma anche della grande tecnologia e della crisi demografica. Niente è paragonabile a prima. Dobbiamo creare nuove maniere di procedere ma lo sviluppo è fondamentale se c’è la sostenibilità ambientale. Dobbiamo ripristinare l’amore tra l’uomo e la natura”. Il futuro, spiega l’architetto, è anche quello dei piccoli Comuni. “Se non li facciamo diventare solo coacervo di pale eoliche e di energia alternativa, cose che pure servono. Ma non in quella misura”. Grottaminarda è anche la valle dell’Ufita. Perché comprendono uno sviluppo che si rivolge verso la stessa direzione. “Qui è il centro del futuro. Quella che la Regione chiama area target. Tra qualche anno non sarà come oggi. Sta nascendo, in pratica, la Città dell’Ufita con la Stazione Hirpinia, i collegamenti con l’autostrada, la Lioni-Contursi-Grottaminarda (questa è la nota stonata, ndr), tutti i progetti del passato oggi si stanno concretizzando. Sta a noi dare risposte di sostenibilità ambientale e di qualità”. Insomma, il futuro non solo di questa parte ma dell’intera provincia, Castiello lo vede “grandissimo. Ma gli uomini, chi amministra, dovranno gestirlo con accortezza. In gioco ci sono grandi cose. Non è più il tempo del terremoto, dei soldi che arrivavano. Sta a noi stessi – conclude l’architetto – creare valore. E non pensare che altri possano decidere per noi. Questo territorio è il sangue della comunità. Non dobbiamo delegare con una firma e…buonanotte al secchio. Ci sono tante energie, intelligenze di cui è favolosamemente piena l’Irpinia. Bisogna farle soltanto emergere”. E non è poco.



