Lunedì, 30 Marzo 2026
09.12 (Roma)

Ultimi articoli

Negli anni sessanta fu coniato l’appellativo di “rieccolo” per Amintore Fanfani, uno dei due cavalli di razza della DC (l’altro era Aldo Moro), estensore del primo articolo della Costituzione, più volte capo del governo, ministro, Presidente del Senato, per la sua abilità di ritornare sulla scena politica dopo cocenti sconfitte. Nel 1959, a seguito della scissione della sua corrente e alla nascita dei “dorotei, contrari all’apertura a sinistra, fu costretto a dimettersi da Presidente del Governo e da segretario del partito.

Tornò alla grande l’anno successivo ottenendo un grande successo nel congresso del partito e fu incaricato di formare il suo terzo governo. Ne avrebbe formato in seguito altri quattro. Il “rieccolo” gli calzava, quindi, a pennello. La similitudine con Berlusconi appare evidente dopo che la più insulsa e deleteria, oltre ché cinica, legge elettorale lo ha fatto tornare in ballo. A Berlusconi non è apparso vero che avrebbero potuto fargli una legge a sua misura essendo note a tutti le sue scarse attitudini di statista ma le sue immense capacità di affabulatore, di federatore e di inventore della politica prodotto commerciale da piazzare sul mercato con la tecnica del marketing. Riuscì a mettere insieme, con i trucchi del prestigiatore, Bossi e Fini, ed ora si accinge a fare lo stesso con Salvini e Meloni, dai quali è lontano mille miglia: “quisquilie” avrebbe detto Silvio Gava, un altro grande (!?) della prima Repubblica nel modo in cui si intende e di analizza la politica oggi. Conseguenza di tanta insipienza in una legge elettorale che prevede coalizioni fasulle è che ci accingiamo a fare una campagna elettorale all’insegna del populismo e di chi le spara più grosse: dentiere agli anziani, pensioni di mille euro al mese, cure veterinarie per i barboncini, tassa unica, estensione degli 80 euro a tutti, reddito di cittadinanza di mille euro al mese (superiore al salario medio dei precari!), ponte sullo stretto e chi più ne ha più ne metta. L’Italia, checché ne dicano i politici che maneggiano a loro piacimento i dati statistici che gli fanno comodo con la complicità o l’indifferenza di giornalisti, opinionisti o conduttori televisivi, si è avviata da tempo verso una crisi che sembra irreversibile e ad uscire dai paesi ricchi, svendendo le sue industrie, e da quelli civili, abolendo lo stato sociale e rinunciando alla solidarietà e ad una equa redistribuzione della ricchezza, e marcia speditamente verso il sottosviluppo e l’emarginazione. Gli ultimi dati statistici sull’ aumento della povertà confermano la deriva: 10,5 milioni di poveri su 75 milioni di abitanti, e 18 milioni sulla soglia della povertà. La povertà assoluta si è triplicata negli ultimi 10 anni passando dal 2,9% del 2006 al 7,9% del 2016). Il reddito di inclusione è un pannicello caldo che copre meno di un quinto dei poveri esistenti. Se non si inverte il senso di uno sviluppo equo e di nuova valorizzazione del lavoro e delle persone, non si va da nessuna parte. Di queste cose si dovrebbe parlare nella campagna elettorale invece delle solite fanfaronate, possibili solo perché gli elettori sono stati scippati del diritto di scegliersi i loro rappresentanti al Parlamento, anch’esso scippato (vedi, da ultimo, le otto fiducie al Rosatellum) della funzione di legiferare. Siamo, invece, ancora a magnificare Berlusconi, pregiudicato per reati contro lo Stato, che è stato costretto dall’Europa e dai mercati e non, invece, da una rivolta popolare, ad abbandonare palazzo Chigi dalla porta di servizio e che si appresta ancora a dare le carte. Peraltro è in buona compagnia di un Salvini, una Meloni, un Di Maio che, nella prima repubblica, avrebbero al massimo occupato poltrone di quarta, quinta fila. Renzi al loro confronto sembra un gigante anche se è lontano mille miglia dal poter essere considerato uno statista. Ma di “rieccoli” ne stanno venendo fuori altri, detriti della prima Repubblica, da Mastella a De Mita, a Cirino Pomicino, a Casini. Siamo messi davvero male se un Salvini fa proseliti perfino in Irpinia e Mastella continua a considerare il sud come una proprietà (sua e del centro destra!). Sarà una campagna elettorale deprimente!

di Nino Lanzetta edito dal Quotidinano del Sud

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Nell’ambito del contrasto del fenomeno delle truffe alle persone anziane, la Polizia di Stato in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri,…

I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Salerno, nell’ambito di una mirata strategia di controllo volta alla tutela della…

Arsenale nascosto tra i boschi in Alta Irpinia: I giudici della Dodicesima Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli hanno…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

“La poesia è ragionamento, costruzione del pensiero, non può essere semplice trasposizione di un’emozione, è chiamata ad evocare più che a rivelare. Per me è sempre parola marchiata a fuoco sulla carne viva, che nasce dall’espwrienza vissuta”. Spiega così Assunta Sanzari Panza l’idea da cui nasce la sua raccolta “La...

Il fascino senza tempo dello Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi nella cornice suggestiva della Cattedrale dell’Assunta di Avellino, dove si è svolto il concerto inserito nel progetto “Soni Terrae – Aequinotia et Solstitia”, ideato e diretto da Carmine Santaniello. L’esecuzione ha restituito con forza il carattere intimo e doloroso...

È un messaggio di ritorsione di Israele contro il cardinale Pierbattista Pizzaballa, al quale sarebbe stato vietato di entrare ieri nel Santo Sepolcro in occasione della Domenica delle Palme? Una provocazione, considerando come in passato l’alto prelato abbia manifestato il proprio dissenso – e quello dei cattolici – rispetto alle...

L’Irpinia dell’emigrazione e degli emigranti: uno sguardo rivolto al passato, con l’obiettivo di arginare un fenomeno sociale ancora attuale. Confronto a più voci, nella sala consiliare di Montefusco, sul progetto di ricerca sociale “Noi emigranti…Radici: legami e ferite che gli emigranti portano nel cuore” che rientra nell’iniziativa “2 V.I.TE.” che...

Ultimi articoli

Attualità

E’ stata l’occasione per ribadire la necessità di difendere il diritto alla salute dei cittadini contro ogni forma di disuguaglianza…

E’ una lettera sincera e accorata quella scritta al vescovo di Avellino Arturo Aiello da Apple Pie Arcigay Avellino, associazione…

Un piccolo pensiero in occasione delle festività di Pasqua 2026. Un uovo di cioccolato per gli ospiti dell’Istituto psicopedagogico ‘Maria…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy