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Il giovane Enrico, l’uomo che ebbe il coraggio delle scelte

di Floriana Mastandrea

“Mario Berlinguer si trova a Villa Guariglia, una dimora elegante immersa nel verde rigoglioso di Vietri sul mare a un passo da Salerno. La villa, con le sue ampie terrazze affacciate su un mare blu cobalto, è un rifugio quasi irreale in un’Italia segnata dalla guerra. Il profumo agrumato dei limoni pervade l’aria, mescolandosi al fresco respiro della primavera che si fa strada tra le colline costiere. […] Nel periodo successivo alla svolta di Salerno dell’aprile 1944, con la composizione di un governo transitorio che includeva i rappresentanti del CLN nel secondo governo Badoglio, Mario Berlinguer, sta per ricevere un incarico di grande responsabilità. Il governo lo nominerà Commissario aggiunto per l’Epurazione, un ruolo che lo porterà a imprimere una direzione decisiva per la riapertura del processo per il delitto Matteotti. Sarà lui a rappresentare l’accusa nei processi contro Mario Roatta per l’omicidio dei fratelli Rosselli e contro Pietro Caruso”. Stralci tratti dal capitolo L’odore dei limoni, dal romanzo-verità Il giovane Enrico, scritto da Andrea De Simone e Tonino Scala. Mario è in attesa di suo figlio Enrico, in arrivo dalla Sardegna, dove dal gennaio 1944 era stato detenuto per cento giorni nel carcere di San Sebastiano di Sassari, con l’accusa di essere tra i promotori dei moti del pane, ma in seguito prosciolto, insieme alla maggior parte dei suoi compagni. Dalla prigione Enrico era uscito segnato e più consapevole del suo destino, decidendo di abbandonare l’università per dedicarsi totalmente al partito e diventare un rivoluzionario a tempo pieno. Suo padre Mario, – narrano efficacemente gli Autori, è stato un feroce oppositore del fascismo, candidato alla Camera dei deputati nel 1924 e ritiratosi a vita privata dopo la soppressione dei partiti. Ha dedicato la sua vita alla lotta per la libertà e la giustizia, cercando di trasmettere quei valori ai suoi figli. Enrico gli ha preannunciato il suo arrivo con una lettera, nella quale gli parla anche della sua scelta e del suo entusiasmo di incontrare Togliatti, che nel marzo del 1944 “era sbarcato a Napoli dopo un discorso al Modernissimo e da lì aveva proposto la sua famosa svolta, cercando un compromesso tra i partiti antifascisti, la monarchia e Badoglio”. Togliatti si avvicina all’amico proprio mentre è assorto nei suoi pensieri e gli chiede cosa lo preoccupi. Mario gli rivela che Enrico ha fatto la sua scelta, preferendo proprio lui al padre. “Allora fammelo conoscere, dice Togliatti, con una luce scherzosa negli occhi, ma con la serietà di chi capisce l’importanza di quel giovane che ha deciso di seguire una strada di impegno politico, ispirato proprio da quegli ideali, che anche lui, Palmiro, ha fatto suoi”.                                                                                                                                                                                          Il romanzo, in 27 brevi capitoli, è un viaggio nel tempo e un “atto di memoria” e ruota intorno alla formazione, ai primi passi politici di Enrico Berlinguer, che, mosso da ideali di uguaglianza, diritti, solidarietà, aveva già una visione chiara della società in cui, riprendendo la postfazione di Gianfranco Nappi: “non vi fossero più sfruttati e sfruttatori, il potere dei Paesi ricchi su quelli poveri, il dominio dell’uomo sulla donna, lo sfruttamento della natura. Perché l’impegno della sinistra per questi ideali di giustizia e di liberazione umana può mutare le sue forme, può cambiare le sue modalità di ricerca, può vedere trasformare le sue stesse figure sociali, ma non può mai venire meno come proprio tratto distintivo, pena per la sinistra, lo smarrire se stessa”. Leader carismatici di grande spessore umano e morale come Enrico Berlinguer in grado di restituire alla politica etica e dignità, è ciò di cui, in un mondo in crisi di valori e di perdita di umanità, si avverte forte l’esigenza. Tutti dovrebbero conoscere la figura straordinaria e rigorosa dell’uomo, troppo presto scomparso (11 giugno 1984), che coraggiosamente sottolineò l’autonomia del PCI (eurocomunismo) dall’URSS e propose il compromesso storico nella politica italiana. Peccato che ad opporsi a Berlinguer e al democristiano Aldo Moro (fino al rapimento e all’uccisione di quest’ultimo, il 9 maggio 1978) ci fossero la destra democristiana, la destra italiana, il Vaticano, gli “amici” americani. Fu proprio Berlinguer nel 1981 a denunciare la questione morale, accusando la classe politica di corruzione, attraverso l’occupazione dei partiti delle strutture dello Stato, delle istituzioni, dei centri di cultura, delle università e della Rai, prevedendo che la rabbia dei cittadini si sarebbe trasformata in rifiuto della politica: l’attuale triste realtà.

Gli autori                                                                                                                                                   

Andrea De Simone (Montoro Inferiore, AV – 1954), è sociologo e politico. È stato funzionario del PCI e responsabile organizzazione della Federazione di Salerno, consigliere regionale della Campania, presidente della Provincia di Salerno, deputato al Parlamento italiano, e a quello europeo e senatore. Appassionato di tradizioni locali, cucina e prodotti tipici, ha pubblicato 6 libri.

Tonino Scala (Krefeld, Germania, 1974) è scrittore, sceneggiatore, giornalista e politico. Collabora con varie testate ed è fondatore di Sinistra e Mezzogiorno. Già presidente della Commissione Speciale Regionale Anticamorra, ha scritto saggi, romanzi e libri per ragazzi. Da Felicissime condoglianze, è stato tratto un lungometraggio con Sandra Milo. Il suo libro Ed è subito sera, dedicato a Dario Scherillo, vittima innocente di camorra, è diventato un film con Franco Nero. Tra i suoi ultimi lavori: Lo sparatrappo (MEA Edizioni) e 1944-Una falce, un martello, una città (Infinitimondi).

Andrea De Simone   Tonino Scala

IL GIOVANE ENRICO
Ed. INFINITIMONDI Pagg. 149  € 15

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