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Le parole che finiscono in “ismo” assumono un significato degenerativo ed indicano una tendenza negativa al peggio: in politica spesso, i movimenti ed i partiti che finiscono in “ismo” sono caratterizzati da inconsistenza culturale, artificiosità, assenza di qualsiasi progetto per la società e labilità. In passato il nazismo, il fascismo e il comunismo sono stati infausti e deleteri ed hanno prodotto dittature, guerre e distruzioni. Quando, poi, i partiti di massa, fortemente ideologizzati si sono trasformati, personalizzandosi, si sono aggiunte altre due parola in “ismo”: il leaderismo e il populismo e la situazione politica si è radicalmente trasformata mettendo sempre più da parte il Parlamento, i valori della Costituzione e le stesse Istituzioni. In Italia al Berlusconismo si è aggiunto il Grillismo ed il Renzismo, ed infine, andando verso una deriva qualunquistica, il Salvinismo. La politica ha abbandonato i canali tradizionali della democrazia parlamentare, si è spettacolarizzata ed ha abusato fino all’inverosimile dell’uso spropositato del Web e dei Social. Mussolini controllava la comunicazione, praticava la censura, esercitava la propaganda e la repressione. Berlusconi controllava le televisioni con le quali “offriva” all’elettore “cliente” il prodotto “politica” sostituendo la qualità fordiana con i desiderata degli elettori ed utilizzando i sondaggi e le regole del mercating. Il populismo di Renzi, mitigato dalla guida del Governo è stato travolto dalla scoperta del Blog di Grillo. Con Salvini è improvvisamente cambiato tutto ed in peggio. Ha ereditato un partito, la Lega, al minimo storico, travolta da scandali che hanno coinvolto i vertici e Bossi in prima persona, ma che pur aveva un suo retroterra culturale teorizzato del prof. Miglio e precedenti locali come la Liga veneta. L’ha trasformata in un partito della destra estrema, sovranista, antieuropeo, anti euro, antiglobalizzazione, antisistema e “anti” tutti, esercitando e praticando, in modo spregiudicato e cinico un populismo senza freni e senza alcun aggancio alla storia, alla cultura alla verità. Fa politica su Twitter anche ora che fa il Ministro e dovrebbe proporre soluzioni invece di continuare a fare propaganda. Parla alla pancia della gente suscitando le loro peggiori pulsioni, le fobie, il razzismo, tenendoli inchiodati alle loro paure e distillando veleno, in un clima di odio indicando di volta in volta un capro espiatorio . Tutto a parole e spesso, come scrisse Carlo Levi – che era un ebreo- “Le parole sono pietre”. E’ un baro; è rozzo e culturalmente modesto, ignorante della Storia, della filosofia, della scienza politica. E’, al contrario, particolarmente dotato in cinismo, spregiudicatezza, scarso senso dello Stato e delle Istituzioni, una manifesta disonestà intellettuale; E’ politicamente scorretto, usa stereotipi negativi, pregiudizi, fa disinformazione sparandole grosse ad ogni piè sospinto. E’ un imprenditore della paura che ingigantisce e rilancia. Quanto a fatti, finora ancora niente: i migranti continuano ad arrivare anche dopo l’Aquarius e non si può pensare di chiudere le frontiere, che per tre/ quarti sono di mare né si possono far affondare i barconi. E’ riuscito ad isolare il nostro Paese dall’Europa non cavando un ragno dal buco invece di procedere sulla linea Minniti (80% di sbarchi in meno e alleanze per la revisione del trattato di Dublino). Per Oliviero toscani “La Lega è il trionfo dell’ignoranza: per batterla ci vuole la cultura”. Per Bartezzaghi (Rep. 21.6) il populismo di Salvini è senza popolo. Il popolo in quanto tale non esiste e la rete, il web ed i sondaggi rendono un’immagine virtuale ma non rappresentano la volontà popolare che è altra cosa” come sanno tutti coloro che masticano un po’ di scienza politica e di filosofia liberale. Per Saviano Salvini è il ministro della crudeltà e, tutto sommato, uno sbruffone. Salvini gli vuole togliere la scorta considerandola –altra fesseria planetaria- un privilegio. Chi lo fermerà? Dov’è l’opposizione? Il buono, dotto e giusto Rodotà si sta rivoltando nella tomba!

di Nino Lanzetta edito dal Quotidiano del Sud

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