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In caso di eruzione del Vesuvio gli sfollati andranno in 25 Comuni dell’Irpinia: firmato il patto

È stato firmato nella giornata di ieri il protocollo d’intesa per l’accoglienza che coinvolge 25 Comuni dell’Alta Irpinia, pronti a collaborare attivamente nell’ambito del piano di gestione del rischio Vesuvio. Anche se denominato Progetto Vesuvio, è l’Irpinia, l’Alta Irpinia, il fulcro della strategia regionale di prevenzione e sicurezza per i Comuni del Napoletano a rischio a causa del vulcano. Creato un sistema di accoglienza programmata che, in caso di emergenza, possa ospitare nei borghi irpini gli sfollati provenienti dalle falde del Vesuvio.

A sottolineare il valore del Progetto è stata la sindaca di Sant’Angelo dei Lombardi, Rosanna Repole, in qualità di presidente della Città dell’Alta Irpinia, nel corso del confronto con amministratori e promotori dell’iniziativa. A Repole, che da sindaca ha vissuto in prima persona la catastrofe del terremoto del 1980, spetta il compito di coordinare i Comuni irpini coinvolti.

Il progetto, l’esercitazione
Il risultato è frutto di anni di lavoro portati avanti dalla Fondazione Convivenza Vesuvio, rappresentata dal dott. Vincenzo Coronato, impegnata nella costruzione di un modello di prevenzione basato su pianificazione, responsabilità territoriale e cooperazione tra comunità. Un percorso che oggi si consolida anche grazie all’appoggio dell’Intergruppo parlamentare Vesuvio, che ha garantito continuità e forza istituzionale al progetto. Il protocollo è stato sottoscritto dalla sindaca Rosa Anna Repole, in rappresentanza dei 25 Comuni aderenti, grazie anche alla mediazione di Aldo Vella, ex sindaco di San Giorgio a Cremano. I Comuni hanno già definito la disponibilità all’accoglienza di cittadini per una prima esercitazione della durata di un giorno, con numeri assegnati a ciascun territorio, segnando l’avvio della fase operativa.

I comuni coinvolti
I Comuni coinvolti appartengono ai Sistemi Territoriali di Sviluppo Terminio Cervialto e Alta Irpinia e includono, tra gli altri, Bagnoli Irpino, Calabritto, Caposele, Montella, Nusco, Senerchia, Andretta, Aquilonia, Bisaccia, Calitri, Conza della Campania, Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi, Teora, Torella dei Lombardi e Villamaina. L’iniziativa assume un valore che va oltre l’aspetto organizzativo, rafforzando il senso di appartenenza tra territori campani e riaffermando il ruolo dell’area avellinese come parte attiva di una strategia condivisa di tutela e accoglienza.
Il protocollo ribadisce un principio chiaro: Vesuvio, Irpinia e Campania sono parti della stessa comunità territoriale. La sicurezza e la prevenzione riguardano tutti e non possono essere affrontate in modo frammentato. Per scelta condivisa tra i soggetti coinvolti, ulteriori dettagli saranno illustrati in un successivo momento istituzionale unitario. Intanto, il dato è concreto: l’accoglienza è pronta, le comunità sono coinvolte, il modello è operativo.

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