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Ius Soli in un clima di razzismo 

In Italia il clima di razzismo cresce di giorno in giorno e nelle periferie e nelle zone degradate delle città, si tinge di vero e proprio odio razziale. Nel recente mese di agosto, già caldo di per sé è balzato alla ribalta della cronaca con episodi inquietanti, non solo nella Capitale, ma anche nel resto d’Italia. I recenti episodi del Tiburtino, con un raid punitivo di un gruppo di romani residenti, povera gente tra la povera gente, che ha tentato di farsi giustizia da sé; quello del parroco di Pistoia, che ha portato in piscina un gruppo di ragazzi ghanesi, Postandoli, poi, su Facebook e crocefisso dalla rete, dai leghisti di Salvini e dagli fascisti di Forza Nuova; lo sgombero, con l’uso della forza pubblica in schieramento antisommossa di uno stabile occupato da anni sempre a Roma non sono che l’iceberg di un fenomeno più vasto e diffuso, cui si aggiungono, ad aggravare la situazione di crescente intolleranza razziale, gli stupri di Rimini da parte di giovani immigrati e di una ottantunenne di Milano. Episodi che contribuiscono a creare un clima irrespirabile ed una minaccia alla sicurezza tale da far dire al ministro Minniti di aver temuto per “la tenuta sociale e democratica del nostro paese”.

Una politica di svolta è stata impressa dal ministro dell’interno, sulla problematica dell’immigrazione, complessa ed epocale, con il protocollo per le navi ONG, l’accordo con la Libia per il controllo delle coste e la creazione di centri di accoglienza per i rifugiati emigranti. Sono diminuite le partenze e conseguentemente io morti in mare e per gli scafisti la vita è divenuta più difficile. Il vertice di Parigi tra la Francia, la Germania, l’Italia e la Spagna ha accolto con favore la nuova strategia di Minniti e promesso un cambio della politica europea sull’immigrazione non lasciando più soli i paesi più esposti all’invasione via mare come l’Italia, la Spagna e la Grecia. La Merkel ha promesso di rivedere gli accordi di Dublino per una nuova distribuzione degli immigrati ed una svolta della politica europea sulla questione. La strategia di Minniti fa fare, indubbiamente, un passo avanti nella gestione di una problematica complessa ed epocale come l’immigrazione anche se ha ricevuto critiche da molti cattolici e uomini della sinistra. Non è ancora sufficiente senza uno sforzo comune dell’intera Europa ed un cambio totale della politica estera non solo dell’Europa mettendo fine allo sfruttamento dell’Africa impoverendola con le mani sul petrolio e fomentando divisioni e guerre tribali e vendendole le armi. Comunque qualcosa comincia a muoversi.

Questa lunga premessa per dire che il malessere, cavalcato senza scrupoli da personaggi impresentabili e beceri come Salvini, la Meloni, i fascisti di Forza Nuova e di quelli che siedono in Parlamento, ai quali si aggiungono – per mero calcolo elettorale- i berlusconiani di ogni ordine e grado, rendono oltremodo difficile, se non impossibile che il senato, all’apertura dei suoi lavori, possa approvare, in questo scorcio di legislatura, il D.d. L sullo Ius soli nella stessa stesura licenziata dalla Camera e farla diventare legge dello Stato. Sotto l’inferocirsi della folla, aizzata anche da trasmissioni irresponsabili tipo “Dalla vostra parte” di rete 4, manca la necessaria tranquillità per poter parlare di norme razionali e di civiltà come, appunto, quelle della legge dello Ius Soli. Eppure la legge disciplina concetti che sono già patrimonio di moderni e civili stati dentro e fuori dall’Europa.

Vediamone le caratteristiche principali. La legge si applicherebbe ai bambini nati in Italia da almeno un genitore residente da noi da più di 5 anni (ius soli); ai bambini venuti in Italia quando avevano meno di 12 anni che hanno sviluppato un percorso scolastico di almeno 5 anni; agli adolescenti venuti in Italia dai 12 ai 18 anni che possano far valere 6 anni di residenza nel nostro Paese ed abbiano fatto un intero ciclo scolastico. (ius culturae). In tutto i potenziali destinatari non supererebbero gli 800 mila bambini dei quali 600 mila nati in Italia e i rimanenti 200 mila residenti stabilmente che abbiano compiuto un ciclo scolastico intero. Sono ragazzi che parlano la nostra lingua, frequentano le nostre scuole, conoscono la nostra storia, le nostre tradizioni e la nostra cultura. Molti di loro vivono e socializzano con i nostri figli e nipoti e sono inseriti nelle nostre Comunità e ne vogliono far parte perché si sentono anche italiani. Dal 2016 ad oggi le cittadinanze concesse sono state oltre 200 mila e non hanno creato fratture o sommovimenti. Di questi solo uno su tre sarebbero di religione mussulmana e non necessariamente terroristi come dimostrano i milioni di mussulmani residenti nel nostro Paese. Tra di loro ci sono, romeni, albanesi, cinesi, indiani filippini, tunisini, n maggioranza di religione copta o ortodossa.

Purtroppo nel clima venutosi a creare in Italia sarà difficile che una buona legge di civiltà e di riconoscimento di fattispecie esistenti e consolidate il cui riconoscimento è di buon senso e che il diritto dovrebbe riconoscere, facilmente passerà.

di Nino Lanzetta edito dal Quotidiano del Sud

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