AVELLINO – Fermare l’esternalizzazione di attività strategiche di Alto Calore Servizi e aprire un confronto sul futuro dell’azienda, sulla tutela dell’occupazione e sul mantenimento della gestione pubblica del servizio idrico. È la richiesta della Cgil di Avellino, che contesta la procedura di gara da oltre 11 milioni di euro e sollecita un intervento della Regione Campania per bloccare l’operazione.
E’ la segretaria generale della Cgil Avellino, Italia D’Acierno, a esprimere preoccupazione per le possibili conseguenze dell’appalto sulle professionalità interne e sulle condizioni dei lavoratori. Con la delibera numero 69 del 16 ottobre, l’amministratore unico di Alto Calore, Alfonsina De Felice, ha affidato al Comune di Albanella il compito di individuare il contraente.
«Non accettiamo – spiega D’Acierno – che si continui a percorrere la strada degli appalti per attività che possono e devono essere svolte direttamente dalla società». Il timore è che il ricorso alle esternalizzazioni possa tradursi in una riduzione dei costi a scapito dei diritti e delle tutele occupazionali. «Dietro le esternalizzazioni si nasconde troppo spesso una logica che conosciamo bene: abbassare il costo del lavoro, ridurre i diritti e creare disparità tra lavoratori che svolgono le stesse mansioni», sottolinea la segretaria generale.
La vertenza si inserisce in un quadro più ampio di mobilitazione sulle difficoltà economiche che investono lavoratori, famiglie e pensionati. La Cgil esprime solidarietà anche alle proteste degli autotrasportatori e degli agricoltori, individuando nel caro vita, nell’aumento dei prezzi e nella perdita del potere d’acquisto problemi comuni a diverse categorie produttive e sociali. E annuncia la prosecuzione della protesta con lo sciopero generale previsto per il 20 novembre.
Sul futuro di Alto Calore, la Cgil chiede un intervento del governatore Roberto Fico e dell’assessore regionale Pecoraro, affinché la procedura venga fermata e si apra un confronto istituzionale sulle prospettive della società, sulla salvaguardia dei posti di lavoro e sulla permanenza delle attività strategiche all’interno della gestione pubblica. D’Acierno ribadisce il valore del servizio idrico come bene essenziale e la necessità che il gestore pubblico garantisca qualità del servizio, occupazione stabile e sviluppo del territorio.
«L’acqua è un bene universale», ribadisce D’Acierno, richiamando la responsabilità di Alto Calore quale presidio pubblico per le comunità servite. E chiarisce che «Non si rilancia una società pubblica svuotandola delle sue funzioni. Si rilancia investendo sul lavoro, sulle professionalità interne e sulla gestione pubblica».

