Lunedì, 28 Settembre 2026
03.33 (Roma)

Ultimi articoli

La storia che aiuta a ricostruire

di Virgilio Iandiorio

“Si chiede sì storia, ma a condizione che essa offra testimonianze utili alle proprie convinzioni, corrobori le proprie certezze…In realtà il nostro tempo che si definisce storicista non ama la storia e non vuole avere un passato” (Mario Del Treppo, La libertà della memoria, Roma 2006 p. 60).

Per fortuna, dalle nostre parti, ci sono stati e ci sono personaggi che hanno frugato e frugano con libertà di spirito la memoria delle loro comunità. E’ utile, o forse un dovere, di tanto in tanto ricordare questi protagonisti, che sono lontano dai riflettori, ma con tanta voglia di “liberare la memoria” del loro piccolo paese dal fiume Lete, quello della dimenticanza.

Giuseppe Pisano (Montefredane 27.6.1938-28.3.1998), è stato   giornalista attento alla realtà quotidiana, ma anche  fine poeta e studioso di patrie memorie. Ci sono suoi articoli che sono dei veri modelli di prosa giornalistica; e sue poesie che vibrano di umana sensibilità.

La ricerca storica, soprattutto quella che aveva come oggetto il suo paese, Montefredane, lo vide sempre impegnato. Nel 1991 dava alle stampe le “Memorie storiche e tradizioni” di Montefredane. Non era una seconda edizione della sua “Storia di Montefredane”, edita venti anni prima, ma qualcosa di più.

Già nel titolo Giuseppe Pisano indicava chiaramente che qualcosa era cambiato, anche nel fare storia di una piccola comunità. Egli sapeva bene che la validità di una storia locale trovava, e trova, conferma nella nostra esperienza quotidiana. Tra la prima e la seconda edizione del suo libro non c’era solo accrescimento di notizie, c’era stato un evento tragico: il terremoto del 1980.

Giuseppe Pisano aveva visto, raccontato e commentato le reazioni delle popolazioni delle aree terremotate e i tentativi di provocare esodi massicci degli abitanti dai paesi ridotti a mucchi di macerie.

Quei paesi disseminati in cima a montagne o lontani dalle grandi vie di traffico, spopolati degli abitanti più giovani, emigrati nelle città industriali del Nord della nostra penisola o in quelle europee, possono sembrare delle assurdità, e tali apparvero a molti osservatori esterni.

Negli anni immediatamente successivi al terremoto, le comunità irpine si sono dimostrate contrarie a qualsiasi chimera di efficientismo pubblico e privato. Alle radici di questa resistenza c’era la storia “locale” sedimentata in una vita culturale e religiosa, che resiste al dilagare di modelli consumistici e globali.

E Pisano si diede a raccogliere “usi e costumi in via di estinzione o già estinti, memorie di pietra e parole che il tempo va cancellando”. “Il terremoto ha dato –scrive nella prefazione- un colpo decisivo ad un’organizzazione sociale, ad una struttura urbana, ad un insieme irripetibile tradizioni, forme di vita e di civiltà”.

Illustri antropologi hanno richiamato l’attenzione sul fatto che il rischio della perdita di una “patria culturale” riguarda il mondo contemporaneo. Il disagio della nostra civiltà nasce anche dallo “spaesamento”, dalla perdita di “domesticità” (Ernesto De Martino 1977).

La consapevolezza, in Giuseppe Pisano, che lo “spaesamento” (mai neologismo è più appropriato per indicare questo venir fuori dal paese) può provocare perdita di identità gli fa dire:” Anche questo mio lavoro (la storia di Montefredane) può e deve servire a rinsaldare in tutti l’amore per le proprie radici e a stimolare la difesa di ciò che resta, per far sì che i nostri figli possano riconoscersi in quel che costruirono i nostri padri”.

Nel 1994 per il convegno su mons. Alfonso Maria Giordano vescovo di Calvi e Teano, ma originario di Montefredane, Giuseppe Pisano nella sua relazione, parlando della “casa del vescovo”, ritornava sul tema a lui caro, quello della storia del suo paese: “Oggi il castello è stato riscoperto e restaurato e presto le antiche mura ospiteranno manifestazioni di arte e cultura. Torna la vita nel centro storico, dopo anni di abbandono e di degrado. E vi torna proprio con la riscoperta del passato. Il culto di nuovi, falsi valori sembrava aver condannato ad un inesorabile tramonto il paese antico. L’inversione di tendenza è stata lenta ma sicura… La riconquista della chiesa del Carmine ha segnato il ritorno nella piazza grande della gente del paese”.

Non sembrino sproporzionate le parole, di tono quasi epico, usate da Pisano per “celebrare” la dimensione paesana ritrovata tra la piazza e i muri del castello. Dall’oblio, in cui sembra che tutta la nostra vita debba finire, Giuseppe Pisano fa rivivere i segni del passato, fatto di resti materiali ma soprattutto di parole; perché la nostra dopo tutto è una civiltà di parole.

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Un pomeriggio di paura nel Parco Regionale del Partenio si è concluso con un lieto fine grazie al pronto intervento…

I poliziotti del Commissariato di Polizia di Ariano Irpino hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un 29enne…

La prima udienza utile per il processo “Dolce Vita” è slittata al 13 ottobre per l’astensione dei penalisti. Sarà il…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

“Ciriaco De Mita, politico e statista”, recita la targa al centro della piazza di Montefredane. “È una scelta politica chiara ricordare i grandi del passato che hanno portato crescita e sviluppo a un territorio, che sono stati vicini alle comunità”, spiega Ciro Aquino, sindaco di Montefredane, aprendo l’iniziativa per l’intitolazione,...

È ripreso dal PalaDelMauro il cammino dell’Halley Campania Avellino Basket. Gli irpini hanno affrontato e battuto 87-69 all’esordio la formazione lombarda dell’Elachem Vigevano. Partita condotta dagli irpini sin dall’inizio, con la squadra di coach Di Carlo a giocare con grande intensità, per poi calare nella seconda parte. Miglior realizzatore dell’incontro...

di Vera Mocella Non sempre riconosciamo il talento e la bellezza che abbiamo vicino, che abbiamo accanto, perché la diamo per scontata, la cataloghiamo con superficialità, ma la categoria di vicinanza o di prossimità, non deve farci smarrire né misconoscere il valore ed il talento che fanno parte della nostra...

Un pomeriggio di paura nel Parco Regionale del Partenio si è concluso con un lieto fine grazie al pronto intervento dei soccorsi. Nel pomeriggio di sabato 26 settembre, due ragazzi di 14 e 15 anni hanno perso l’orientamento mentre camminavano sul Monte Mafariello, nel territorio comunale di San Martino Valle...

Ultimi articoli

Attualità

San Martino Valle Caudina – Ci sono momenti in cui inaugurare una piazza significa molto più che riconsegnare uno spazio…

Dal MIT con il PNRR 315 nuovi bus elettrici sono già in strada in Campania, tra Napoli e Avellino. Un…

AVELLINO- Arriva dall’Amministrazione comunale di Avellino una nota di chiarimento sul percorso avviato per il futuro della società partecipata del…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy