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Finalmente anche in Campania e in provincia di Avellino si cominciano ad accendere i riflettori dell’opinione pubblica (finora solo alcune meritorie iniziative della magistratura lo avevano fatto!) sul vaso di Pandora della gestione dei migranti. Un sistema opaco a livello generale, ancora più opacamente gestito a livello territoriale da abili sfruttatori degli ingenti guadagni garantiti da questa nuova corsa all’oro (Buzzi di Mafia Capitale docet!). Nei giorni scorsi il delegato vescovile per il clero della Diocesi di S. Angelo dei Lombardi ha fatto sentire la sua voce su "fantomatiche cooperative senza rapporti con il territorio e senza coscienza, che trasportano queste persone quasi come fossero merce di scambio, sulla pelle delle quali fare profitti..E’ logico che ci si debba ribellare contro chi permette che ciò avvenga". Opportuno richiamo a vigilare. Tuttavia, anche alcune di quelle "del territorio" non sempre garantiscono le indispensabili condizioni di dignità nè agli ospiti nè ai lavoratori. Inoltre, alcune cooperative sono "troppo" vicine ai partiti politici o a singoli esponenti. E diversi politici e amministratori locali appaiono troppo "vicini" ad alcune cooperative. Dietro di esse, è visibile il loro interesse clientelare, cioè i voti alle elezioni. Tuttavia, si moltiplicano anche voci e sospetti su legami di vario genere più o meno sotterranei, con conseguenze pericolose per la credibilità delle istituzioni. In un quadro di questo tipo, anche le proteste per qualche immigrato che non ha seguito i consueti canali appaiono dettate più da una guerra da pollaio per interessi economici che non da una nobile gara per ospitarne un numero maggiore e a migliori condizioni! Infine, ci sono Comuni che hanno impegnato somme ragguardevolissime per l’accoglienza. Senza però una adeguata informazione dei cittadini, nonostante proprio su di essi ricadano oneri pesantissimi. In alcuni casi destinati a diventare, forse, addirittura insostenibili!
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In pochi anni, il nostro schizofrenico Paese è passato dall’ignominiosa legge Bossi-Fini (che aveva reso addirittura reato penale il soccorso in mare, annullando secoli di civiltà del mare!) all’accoglienza di chiunque ne abbia bisogno. Gli italiani – colpiti dalle riprese tv delle morti, della disperazione e del coraggio di tanti uomini, donne e bambini – hanno dato un rilevante contributo per la salvezza di centinaia di migliaia di queste persone. Pensavamo che, dietro l’imponente macchina organizzativa, tutti avessero condiviso questo slancio di umana solidarietà. Da tempo siamo stati costretti a un brutale risveglio. Senza nulla togliere al genuino spirito umanitario che pervade l’operato di tante organizzazioni e di tanti volontari, i fatti, le inchieste e i reportage televisivi ci hanno rivelato anche una realtà molto diversa. E cioè che, da Mafia Capitale in poi, dietro il comodo e ampio paravento della solidarietà e della cosiddetta accoglienza, si nascondono delle reti ben organizzate e capillari di sfruttamento delle pubbliche risorse.
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Alla luce di tutto questo, anche le spaventose inefficienze del sistema appaiono forse meno inspiegabili. E, se non volute, molto benevolmente tollerate. A cominciare dalla risposte alle richieste di asilo, che arrivano dopo un tempo interminabile. Con i migranti eternamente parcheggiati nel nulla a far nulla (se non qualche sporadica attività loro affidata dai Comuni più attivi o dalle parrocchie) se non a far guadagnare gli speculatori! Il tutto aggravato da condizioni generali non sempre rispettose della dignità, che hanno provocato problemi igienici e perfino fughe! Del resto, una quasi- prova della opacità quasi programmata del sistema è questa: un Parlamento che approva disegni di legge perfino su minuzie, come mai non ha sentito il bisogno di approvarne uno, organico, per disciplinare uno dei più grandi fenomeni del nostro tempo? Pare che a regolarlo sia una vecchia legge sull’emergenza in Puglia. Che guarda caso non imporrebbe, alle cooperative interessate, neppure di presentare una contabilità dettagliata! E’ così che vengono spesi milioni di euro? Se questa è la realtà, non basta che la sola magistratura continui a fare il suo dovere, nello scovare comportamenti penalmente rilevanti. Dobbiamo anche, da cittadini, essere vigili. E denunciare ad alta voce comportamenti di malcostume politico, soprattutto quando strumentalizzano – a fini privatistici – sentimenti genuini della nostra popolazione!
edito dal Quotidiano del Sud

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