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La vertenza ArcelorMittal arriva in Prefettura. La rabbia dei lavoratori: “Cancellati impegno e sacrifici”

“Sono stati dimenticati in un attimo anni di lavoro e di sacrifici. Ancora una volta tocca a noi pagare il conto più salato”. Rabbia e sconforto si alternano negli occhi e nelle parole dei lavoratori che, stamane, si sono ritrovati sotto la sede della Prefettura in segno di protesta per la decisione della multinazionale indiana di chiudere lo stabilimento ArcelorMittal di Luogosano. “L’azienda ha deciso di chiudere e mandarci tutti a casa. Il nostro futuro? Sappiamo solo che siamo senza lavoro, difficile dire altro in questo momento”, sbottano altri due operai. “Siamo qui nella speranza che le istituzioni possano aiutarci a riaprire la vertenza, a trovare una soluzione alternativa ai licenziamenti”.

Al fianco dei lavoratori ci sono diversi sindaci e amministratori della provincia, l’onorevole Gianfranco Rotondi e i consiglieri regionali Maurizio Petracca, Vincenzo Alaia e Vincenzo Ciampi. Un fronte compatto che dovrebbe contribuire a tenere alta l’attenzione sulla vertenza e ad immaginare la prossima convocazione di un tavolo di confronto con l’azienda. In questo senso, mercoledì mattina alle 9.30, si terrà a Luogosano, davanti ai cancelli della fabbrica, una seduta straordinaria del consiglio provinciale fortemente voluta dal Presidente Rizieri Buonopane. In quella sede sarà approvato un documento che dovrebbe rimarcare e rilanciare l’impegno congiunto e condiviso delle istituzioni in una vertenza che rischia di cancellare 70 posti di lavori e far calare definitivamente il sipario su uno degli insediamenti industriali storici della nostra provincia.

Le segreterie di Fim, Fiom e Uilm proveranno a fermare la procedura, aperta dalle lettere di licenziamento ai 70 lavoratori partite pochi giorni. “Al Prefetto – precisa il segretario della Uilm Gaetano Altieri – chiederemo di farsi promotore di un incontro regionale, per poi immaginare un successivo step a livello ministeriale. Cercheremo in tutti i modi di mantenere la produzione in Irpinia, immaginando un collegamento con il vicino stabilimento di Taranto, o altre soluzioni al momento tutte da verificare”.

Difficile immaginare che l’azienda possa fare un passo indietro, e rivedere la decisione di chiudere lo stabilimento dell’area industriale di San Mango sul Calore, specializzato nella trasformazione di acciaio zincato in preverniciato per il mercato delle costruzioni ed elettrodomestico. Così come appare complicata l’ipotesi di una cessione e, quindi, del subentro di un altro imprenditore interessato ad investire in un’area industriale che presenta più di un problema di logistica e di collegamenti.

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