La vertenza Fonderie Pisano torna in Regione Campania. Il piano di reindustrializzazione del sito ex ArcelorMittal di Luogosano proposto dalla Pico di Salerno sarà, venerdì 6 Febbraio alle 17, al centro di un confronto presso la sala “De Sanctis” a Palazzo Santa Lucia. La convocazione è arrivata a seguito della richiesta pervenuta in Regione dalle segreterie di Fiom, Fim, Uilm e Uglm Avellino che, nella nota inviata al Presidente Roberto Fico e agli Assessori allo Sviluppo, all’Ambiente e alla Formazione e per conoscenza al Prefetto di Avellino Rossana Riflesso, avevano rimarcato come l’ultimo incontro in Prefettura dello scorso 15 gennaio non avesse raggiunto l’obiettivo “di superare le criticità emerse nè ad individuare soluzioni condivise”. La reindustrializzazione dell’ex ArcelorMittal rappresenta il passaggio chiave della vertenza che, venerdì prossimo, sarà nuovamente al centro del confronto a Napoli.
In Regione del resto, lo scorso 21 Novembre, è stato ratificato l’accordo per l’ingresso del gruppo salernitano nel sito lasciato nel marzo dell’anno scorso dalla multinazionale indiana. Fonderie Pisano, che in Irpinia dovrebbe produrre manufatti in ghisa utilizzando scarti industriali, si è impegnata ad assumere i 32 lavoratori licenziati e ad investire sul sito oltre venti milioni di euro, attenendosi a tutte le prescrizioni di carattere ambientale. Un’operazione che, a regime, entro il 2027, dovrebbe garantire una cinquantina di nuove assunzioni. Garanzie che non sono servite a smussare la ferma e convinta contrapposizione dell’amministrazione comunale di Luogosano e del Comitato “ProteggiAmo la Valle del Calore” al quale hanno progressivamente aderito amministratori e imprenditori, ma anche tanti cittadini. Un coro di no che avrebbe scoraggiato lo stesso gruppo Pisano, che starebbe valutando altre ipotesi di investimento. Non è da escludere che a Napoli possano emergere novità e anticipazioni anche sull’esistenza di eventuali altri imprenditori interessati a investire in Irpinia. Il primo obiettivo è salvare i lavoratori, e la soluzione, qualunque essa sia, va trovata al più presto.



