Lunedì, 17 Agosto 2026
17.51 (Roma)

Ultimi articoli

Le armi tacciono ma il conflitto resta

Una fragile tregua ha posto fine all’ennesima esplosione di violenza nel conflitto infinito che da quasi un secolo dilania il territorio dell’ex Mandato britannico della Palestina. Anche questa volta il sole sorge su un paesaggio di macerie, costellato di lutti che alimentano l’odio instillato nella carne viva dei due popoli da una lunga storia di abusi, di discriminazioni, di crimini contro l’umanità.  Il 17 maggio i segretari generali delle tre confederazioni sindacali, i presidenti di ANPI, ACLI, ARCI, LEGAMBIENTE e del Gruppo Abele-Libera, hanno indirizzato una lettera ai partiti (esclusi i sovranisti), esortando gli attori politici italiani a non voltarsi dall’altra parte e a prendere atto della natura, delle cause e della dimensione reale del conflitto. Esortazione tanto più necessaria dopo le acritiche manifestazioni di sostegno ad Israele espresse da tutto l’arco politico italiano quando sono cominciate le ostilità. La lettera denunzia: “il protrarsi di una situazione irrisolta, con un popolo che ha ottenuto il diritto di vivere in un proprio Stato sovrano ed indipendente, Israele, ed un altro popolo, che non ha uno Stato, e vive sotto occupazione, governato da un’autorità con poteri limitati e dipendente dalla forza occupante – osservando che – In queste condizioni i palestinesi, vivono quotidianamente ed in ogni momento della loro vita vessazioni, umiliazioni, discriminazioni, restrizioni delle libertà, demolizioni ed espropri”. Gli scriventi chiedono che si dia senso e sostanza all’impegno per la pace rompendo uno status quo intollerabile ed indicano come decisiva una grande iniziativa europea per il riconoscimento dello Stato di Palestina. Questa iniziativa, che accomuna le grandi organizzazioni sindacali, e le principali associazioni della società civile italiana custodi dei valori della Costituzione, è di grande importanza; tuttavia la proposta avanzata, anche se utile, è insufficiente. Attualmente sono 138 gli Stati che riconoscono lo Stato palestinese ma tutto questo non ha modificato in nulla la situazione sul campo. Le gravi e sistematiche violazioni del diritto internazionale da parte di Israele sono ampiamente documentate, così come è ampiamente documentato il terribile impatto in termini di sofferenza umana di tali violazioni. Sono 54 anni che Israele occupa illegalmente la Cisgiordania e Gerusalemme est. Il rapporto recentemente pubblicato da Human Rights Watch, documenta come, fin dall’inizio Israele ha progettato di mantenere per sempre il controllo dei territori occupati in seguito della guerra dei sei giorni. Nel c.d. piano Drobles (1980) si affermava testualmente: “non ci deve essere alcuna ombra di dubbio della nostra intenzione di mantenere per sempre il controllo di Giudea e Samaria attraverso l’installazione di insediamenti in queste aree”. Di conseguenza dal 1967 sono stati realizzati 280 insediamenti nella Cisgiordania, che hanno frammentato la popolazione palestinese, secondo B’Tselem, in 165 isole territoriali non contigue. Se consideriamo tendenzialmente perpetuo il controllo dello Stato di Israele sui territori occupati, allora diventa evidente che è stata creata una situazione di apartheid, simile a quella che a suo tempo fu contestata al Sudafrica, poiché in un medesimo territorio in cui convivono due gruppi etnici, uno dei due esercita una forma di dominio sull’altro, escludendolo dal godimento dei diritti di cui usufruiscono i membri del gruppo dominante. Nell’area che va dal Mediterraneo al fiume Giordano, vivono circa 6.8 milioni di ebrei israeliani e 6.8 milioni di palestinesi, in condizioni fortemente differenziate per gruppo etnico. La popolazione palestinese è soggetta a forme di discriminazione che variano d’intensità a seconda dei luoghi e della situazione, godendo di uno status diverso a seconda che abbiano la cittadinanza, siano residenti a Gerusalemme est, o nell’area A e B della Cisgiordania, o nell’area C, oppure a Gaza. In un rapporto pubblicato nel 2017 la Commissione Economica e Sociale delle Nazioni Unite per l’Asia Occidentale (ESCWA), alla luce delle informazioni raccolte nell’espletamento del suo mandato ha accertato come “Israele sia colpevole di applicare un regime di apartheid contro la popolazione palestinese.” Lo Stato di Israele non ha mai accettato alcuna delle numerose raccomandazioni che gli sono state fatte dal Consiglio dei Diritti umani dell’ONU e ne ha ostacolato l’attività, fino al punto che il 14/12/2008 il Relatore speciale incaricato di monitorare la situazione dei diritti umani dopo essere atterrato a Tel Aviv in visita ufficiale fu arrestato e deportato.  Il regime di apartheid in Sudafrica fu rovesciato e si giunse ad una soluzione pacifica, senza spargimento di sangue, grazie alle sanzioni della comunità internazionale. Con la stessa intransigenza si deve denunciare il regime di apartheid instaurato dallo Stato d’Israele se si vuole costruire una soluzione pacifica al conflitto.

di Domenico Gallo

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

I poliziotti del Commissariato di P.S. di Ariano Irpino nella serata di ieri sono intervenuti in via XXV Aprile dove…

Una perturbazione in transito sull’Europa centrale accentuerà fenomeni di instabilità su parte della dell’Italia, con rovesci e temporali anche intensi….

La Polizia di Stato mette in guardia i cittadini da una nuova e insidiosa truffa informatica. Attraverso false e-mail che…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Rosa Bianco C’è un gesto antico, semplice e profondamente simbolico, capace ancora oggi di parlare al futuro: seminare. Mettere un seme nella terra significa affidare alla natura una promessa, accettare il tempo della crescita, prendersi cura di ciò che ancora non si vede e, soprattutto, riconoscere che il benessere dell’uomo...

Grottaminarda – Come lo immagineremmo, oggi, Carlo Gesualdo, il principe dei musici? E i suoi madrigali, li comporrebbe con l’aiutino dell’intelligenza artificiale o darebbe uno sdegnato rifiuto? Certamente non lo possiamo sapere ma, a Grottaminarda, andrà in scena uno spettacolo, dedicato a Carlo Gesualdo: un genio che, per un momento,...

Ciro Aquino, sindaco di Montefredane e presidente della Lega in provincia di Avellino, Lorenzo Fontana e Massimiliano Romeo chiedono rinnovamento nel partito, imputando a Matteo Salvini la colpa della perdita di consenso del partito e accusando il Carroccio di essere diventato troppo “nazionale” e poco “nordista”: è d’accordo? “Le riflessioni...

La rassegna de “I Tramonti sul Tetto della Dogana” prosegue ed entra nel vivo, con un programma che ha riscosso un grande successo tra curiosi e appassionati. A partire dalle 16:00 di oggi, 17 agosto, sarà possibile prenotare l’accesso per le seguenti date: 20, 21, 22 e 23 agosto. Di...

Ultimi articoli

Attualità

DonatoriNati ha organizzato una raccolta straordinaria di sangue in sinergia con il Circolo Socio Culturale PetraStrumilia, presieduto dal Ministro dell’Interno,…

Mirabella Eclano – Una riflessione su quanto sta accadendo nella cittadina della media valle del Calore, a partire dall’incertezza che…

di Michele Zarrella Il Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus (C3S), uno dei programmi chiave dell’Unione Europea per monitorare…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy