Mostro Sacro lo chef Giovanni Arvonio di “Madremia”. Tre assaggi lo confermano e queste strofe sembrano fatte apposte per lo chef in questione. Nel locale di Sirignano (Av) impressiona sempre l’arte e la creatività incessante la crescita di questo affermato professionista uno e trino. Un po’ chef, un po’ pizzaiolo, un po’ pasticcere. Sa cavarsela egregiamente anche con le necessità del periodo e lo ha dimostrato.
La proposta pizze è sicuramente di profilo molto alto qualitativamente tra le pizze contemporanee, senza se né ma. Il talento di Arvonio non è novità di oggi, in occasione di una mia visita all’indirizzo del comune del Mandamento, all’epoca avevo scritto di “altissima qualità, con topping deliziosi e impasti ancor di più, tanto nella versione classica che in quelle speciali. E in verità non sono mancate le occasioni di poter coccolare il palato con le creazioni dello chef in altri eventi in Regione e fuori regione.E avevo giustamente esaltato anche la “semplice” Margherita. Giudizio della degustazione: “Semplicemente perfetta”. I tre assaggi recentissimi hanno confermato le ottime impressioni precedenti. Uno c’entra poco con il mondo della pizza, ma conferma l’eccellenza di Giovanni Arvonio, gran chef-piazzaiolo-pasticcere di cui si parla troppo poco: si trattava di una “bomba alla composta di agrumi”, nel nome e nei fatti, una grande bella scoperta che solo chi gestisce il -lievito madre- con la maestria di Arvonio può ottenere, una coccola a 360°.
“Bomba”
Lo chef Arvonio e il pizzaiolo Mariano Testa
Tutta la magia è rafforzata dalla new entry al “Madremia” del pizzaiolo Mariano Testa che ha saputo farsi ben notare.
E nonostante il momento , Madremia è riuscita a distinguersi e mantenendo le proprie priorità. Infatti, è possibile pranzare in loco, previa prenotazione oppure ordinare e passare a ritirare non vi è il servizio delivery.
Capitolina
Arriviamo all’assaggio pizze, ben tre: Capitolina, Capricciosa?e Mare d’inverno. La prima pizza, ovvero l’omaggio dello chef a Roma gioca molto sulla raffinatezza e la freschezza e non manca il momento scenografico che non vi racconterò più di tanto, perché è possibile solo dal vivo, viverlo, insomma una pizza elegantissima,bella da vedere, deliziosa da gustare.
Capricciosa?
La “capricciosa?” che capricciosa non è affatto è invece piena, muscolosa, solare, intensa. “Mare d’inverno” un piccolo capolavoro, complessa, equilibrata. Il topping, qui, contrappone in un abbraccio felice la dolcezza salata del totano seppur affumicato, carnoso, con la dolcezza lattica e grassa della stracciata fare da fusione e per il tocco finale il cuore della scarola riccia il tutto ben equilibrato dal ragù assolutamente non scontato, anzi…
Concludo con un giudizio per il fantastico incontro da “Madremia”,Tanti gli spunti aromatici, ma sanno trovare un bell’equilibrio tra di loro anche nel disequilibrio del morso, creando dipendenza. Inoltre Madremia è uno di quei luoghi vocati alla convivialità e al confronto, vere e proprie fucine creative, in cui dalla ricerca e dallo scambio prendono forma piatti che nascono da esperienze. E nell’attesa di nuove, come la prossima sede tutta nuova di Madremia, non perdetevi queste esperienze gastronomiche!
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