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L’ordine degli avvocati rende omaggio ad Emilio D’Amore: tensione morale e ricerca costante del dialogo. Rotondi: ha anticipato le scelte della destra italiana

Con uno speciale incontro-tributo alla sua memoria l’ordine degli Avvocati di Avellino, guidato dal presidente Fabio Benigni, ha voluto rendere omaggio,oggi presso il tribunale  dI Avellino,ad Emilio d’Amore, volto storico della destra in Irpinia, ricordato come uno dei pochi in cui la continuità della traiettoria parlamentare è stata espressione di coerenza con i suoi ideali.

Ex parlamentare per tre legislature con il Partito Nazionale Monarchico, quindi con il Partito Democratico italiano di Unità Monarchica, Emilio D’Amore è stato un grande uomo di diritto, una penna finissima. Grande oratore forense, è stato anche giornalista e scrittore. Lucido fino alla fine, è stato un riferimento per tutti, uomo di grande cultura e di straordinaria tensione morale, ma anche di dialogo e di confronto. All’incontro, moderato dal presidente degli ordine degli avvocati di Avellino Fabio Benigni, hanno preso parte il parlamentare Gianfranco Rotondi, il giudice Michele Rescigno, il giornalista Franco Genzale e il procuratore della Repubblica  di Avellino Domenico Airoma. In platea l’ex consigliere regionale Franco D’Ercole e i familiari dell’ex parlamentare monarchico, tra cui il notaio Pellegrino D’Amore.

A consegnare il suo ricordo anche il direttore  del Corriere dell’Irpinia Gianni Festa, un omaggio affidato a un messaggio letto nella sala Livatino dal presidente Benigni.” La sua è stata testimonianza del senso del dovere, della profonda umanità, di un protagonista, che con sorriso invitava alla profondità mani per non restare imbrigliati nei cerchi meschini della mediocrità dilagante. Due le considerazioni straordinarie, a mio avviso, del suo impegno – scrive Festa – riguardano la preoccupazione costante, che egli rivolge al futuro riservato alle nuove generazioni: il fenomeno del distacco dei giovani della vita politica rientra nella più vasta differenza reale e mondo politico. I popoli si governano con le leggi positive e si educano con l’esempio”. L’altra considerazione sulla città. “Su questo tema D’Amore non fu affatto indulgente. mostrò tutta la sua indignazione per lo stato in cui versava la città. E lo fece a modo suo, parlando della manutenzione delle strade, del servizio dei trasporti urbani, delle conseguenze ancora aperte del terremoto, della sicurezza in città”. Mentre ik direttore Genzale ha sottolineato il grande spessore politico di D’Amore, che insieme a Covelli ha rappresentato “un esempio democratico della destra”. L’ex presidente del tribunale Rescigno ha evidenziato invece  la “grande preparazione e competenza non solo politica, ma soprattutto giuridica di D’Amore, facendosi interprete sublime dell’evoluzione del settore giuridico”.

Ampia e dettagliata nella ricostruzione storica la testimonianza del parlamentare irpino Gianfranco Rotondi. “Questa iniziativa restituisce un pezzo di memoria condivisa della storia città e della politica perchè erano i tempi in cui l’ osmosi tra procura legale, esercizio dell’attività forense e impegno politico era assoluta e trasversale, perchè toccava tutte le forze politiche. La storia di Emilio D Amore non è-  sottolinea Rotondi – la retorica della commemorazione, anche perchè con una battuta, che lui gradirebbe, ha avuto il privilegio di ascoltare la commemorazione da vivo. Era centenario e lucido. E ha ascoltato quello che gli amici hanno voluto dire in quell’occasione e che rimane attuale . Senza indugiare nella noia della retorica, Emilio d’Amore va oltre il prototipo dell’avvocato che fa politica, del principe del foro che diventa parlamentare per tre legislature che nella destra italiana significano tanto. Nella destra italiana non c’era la stabilità di navigazione parlamentare della democrazia cristiana, perchè la DC aveva un consenso che stabilizzava la rappresentanza. Nella destra bisognava guadagnarsela ed era una destra che si faceva faticosamente spazio in Campania e in Irpinia, dove la DC, ma anche il partito comunista presentava presenze di assoluto prestigio. Nella democrazia cristiana vi erano personalità che sono arrivate al governo del paese, da Salvatore Scoca, Alfredo Amatucci, a Fiorentino Sullo, Ciriaco De Mita, Salverino De Vito. Insomma per D’Amore non era facile la campagna elettorale. E lui non è un protagonista marginale, ma personaggio rilevantissimo della storia della destra italiana”.

Per il parlamentare  avellinese D’amore è stato un precursore del centrodestra . “Dobbiamo pensare a lui come una figura, che ha anticipato le scelte della destra italiana. E’la destra nazionale, che è arrivata a un punto da cui D’Amore era partito in tempi molto lontani. Lui non viene dalla nostalgia fascista, non è la destra sociale, ma rappresenta la destra monarchica. Conoscevo la sua storia, perchè avevo letto delle sue battaglie con Sullo che era il suo grande avversario politico più che De Mita e i basisti.C on  loro D’Amore- racconta  Rotondi –  cui aveva stretto un rapporto di cordialità, perchè avevano fatto la pelle al  suo nemico storico. Sullo mi  diceva  che erano lontani dalle nostre idee, main fondo  democratici. D’Amore apparteneva a quella destra monarchica, a cui si poteva rimproverare la nostalgia e di non sintonizzarsi col tempo che era cambiato, ma non di appartenere a  ideologie di regime e di non essere democratica. E mi riferisco  a quella monarchica con Alfredo Covelli altro grande irpino che insieme a D’Amore avevano dato vita alla destra storica.”

Di spessore il ricordo del presidente  dell’ordine degli avvocati  Benigni:”E’un esempio di uomo, di avvocato e di politico. Ritengo che in un momento storico, caratterizzato da un profondo degrado, sia opportuno esaltare queste figure, affinchè possano costituire un esempio per le nuove generazioni e quelle future. Emilio d’Amore lascia un’eredita notevole all’Irpinia in termini morali e spirituali”.

Infine il Procuratore della repubblica di Avellino  Airoma si è soffermato sulla grande arte oratoria dell’ex parlamentare . “Non lo conoscevo personalmente e ho ascoltato su Radio Radicale un suo intervento alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ho scoperto un eloquio affascinante, con un tono baritonale. Un incedere e con le pause di un fine retore. Le sue parole mi hanno dato la percezione di temi scolpiti nella pietra, con nettezza, sicurezza e padronanza. Credo che queste occasioni sono di straordinaria importanza, perchè contribuiscono a fondare la memoria. Noi non abbiamo più memoria, non abbiamo più ricordi, facciamo tantissime foto con gli smartphone, ma non le possediamo più. Non siamo in grado di ripercorrere i nostri ricordi. E allora queste occasioni rappresentano in qualche modo un momento per ricordare, anche per una comunità per fare memoria di quelli che sono stati i propri padri. Non esistono solo padri biologici, ma anche culturali e spirituali. Ed’è importante che si faccia questo sforzo, che si parli e si ricordi e si faccia storia. Magari sarò fuori tempo e forse anche D’Amore era un uomo fuori tempo e, ma con il coraggio delle idee. Non ho avuto la percezione di un uomo nostalgico dedito a maledire il tempo presente, ma che desiderava che da quel tempo nascesse qualcosa di realmente nuovo, di avvincente di vero e di serio. Forse in questo senso nostalgico e cioè del futuro e non del passato”.

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