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Minacce al teste del processo al Nuovo Clan Partenio: Freda assolto in Appello

Assolto “perché il fatto non sussiste”. Cosi’ i giudici della V Sezione Penale della Corte di Appello di Napoli hanno riformato la sentenza nei confronti del presunto affiliato al Nuovo Clan Partenio Renato Freda, condannato in primo grado a due anni, due mesi e venti giorni dal Gup del Tribunale di Napoli Gabriella Logozzo per intralcio alla giustizia aggravato dal metodo mafioso il 21 giugno del 2024. Condanna che andava ad aggiungersi a quella rimediata per il suo favoreggiamento al Nuovo Clan Partenio, 13 anni di reclusione (ridotta in Appello). Si è chiuso così il giudizio in secondo grado per le minacce al teste di accusa nel processo al Nuovo Clan Partenio, Alfonso Gnerre, per Freda difeso dall’avvocato Patrizio Dello Russo e Fernando letizia. Tra 90 giorni le motivazioni.

In primo grado
In primo grado il pubblico ministero della Dda di Napoli, Anna Frasca aveva chiesto la condanna a due anni e sei mesi di reclusione davanti al Gup Logozzo per Renato Freda e per un altro imputato, mandato assolto, entrambi accusati di intralcio alla giustizia aggravato dal metodo mafioso per la vicenda delle presunte minacce al testimone Alfonso Gnerre che avrebbe dovuto testimoniare in aula contro l’imputato Carlo Dello Russo.

Le accuse
Stando a quanto riferito da Gnerre in due distinte occasioni e in piena fase di istruttoria dibattimentale all’associazione criminale, Nuovo Clan Partenio, i due finiti a processo avrebbero avvicinato Gnerre, teste- vittima di usura, minacciandolo e imponendogli di non presentarsi in udienza qualora citato. Gli avrebbero suggerito di testimoniare il falso a favore degli imputati. Nella prima circostanza Gnerre era stato minacciato all’interno di un’area di servizio, dove sarebbe stato avvicinato dall’imputato mandato assolto in primo grado, la seconda da Freda in un eserciziocommerciale di Prata.

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