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NAPOLI. Fu vera gloria ? La vittoria sul Liverpool sembra essere l’unica prestazione da incorniciare per l’Ancelotti bis, stante le difficoltà che i partenopei stanno incontrando sia in campo europeo che nazionale. Insistere con le formazioni che annoverano Lozano e Insigne non sono il toccasana per un tifo esigente e per le mete che si erano prefissate, all’unisono, allenatore e presidente: occorre una rapida inversione di marcia, imponendo un modulo che sia affine alle caratteristiche dei calciatori a disposizione, iniziare a confermare un undici che abbia tutte le carte in regola per superare gli avversari sin dalla prima frazione di gioco, non attendendo gli avvicendamenti dell’ultima mezz’ora per sovvertire il risultato che non soddisfa. Domenica scorsa è sembrato di assistere a due gare, quella delle 18.00 che vedeva in campo il Napoli a Torino contro i granata e quella delle 20.45 tra Inter e Juventus , di uno spessore tecnico-tattico-agonistico dalla differenza abissale, eppure tre delle quattro squadre erano ai nastri di partenza indicate come le pretendenti al titolo. Quali le conferme? E’ stato sufficiente osservare la graduatoria per avere delle risposte che sanno quasi di sentenze, nonostante ci si trovi ad un quinto delle trentotto gare complessive, e che gridano complimenti ed ovazioni per i bianconeri, cui Sarri ha già inculcato i suoi princìpi vincenti e spettacolari, consensi e rassicurazioni per i nerazzurri, cui difetta solo una risicata rosa, e delusioni, incomprensioni, stanchezza che attanagliano gli azzurri, incapaci di offrire continuità nei risultati, tenuta atletica, ma abili solo a farsi distanziare in classifica di sei (Juve), cinque (Inter) punti e sistemandosi anche dietro all’Atalanta con tre punti di ritardo. La sosta per le qualificazioni al prossimo Campionato d’Europa per nazioni non deve rappresentare solo un recupero fisico per coloro che rimarranno ad allenarsi con l’allenatore, ma soprattutto un ravvedimento veloce e sostanziale nelle idee del trainer che dovrà decidere per quale schema di gioco optare, se per un 4-3-3 ed allora Insigne potrà essere sfruttato negli ultimi trenta metri, oppure per un 4-4-2, ed allora il Lorenzo non sarebbe utilizzabile stante lì enorme distanza dall’area di rigore avversaria. E Lozano ? Utilizzarlo a partita in corso come accadde a Torino contro la Juve, quando con l’utilizzo nel secondo tempo portò gli azzurri a recuperare tre reti agli avversari. Ancelotti, uomo avvisato mezzo salvato…

Adriano Mongiello

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