Duecento metri quadrati che si snodano attraverso pannelli dipinti e raccontano la lezione di carità e fede di Sant’Alfonso, capace di parlare al nostro tempo. E’ l’olio su tela realizzato nella cupola della chiesa di Sant’Alfonso dei Liguori, a San Tommaso, dal pittore Raffaele Della Fera, fortemente voluto dal parroco don Antonio Proietto. “Sono complessivamente 300 tavole, 25 per ogni pannello – spiega Della Fera – Ho scelto di raccontare episodi cruciali nella vita del santo, dalla benedizione da parte di Padre Francesco De Gironimo alla scelta di dedicarsi all’avvocatura, tanto da diventare un vero principe del Foro. In uno dei pannelli Sant’Alfonso appare disperato per aver perso una causa, ma mentre gli altri avvocati lo deridono, un angelo gli indica il cielo mentre Cristo lo accarezza e gli offre il Vangelo. Alla fine il santo farà cadere il codice e smetterà la toga. I colori sono luminosi, ispirati alle virtù cardinali e teologali, in ambienti all’aperti che richiamano la bellezza della natura. Sant’Alfonso sceglierà di seguire il Vangelo, a partire dal magistero di San Francesco, andando incontro agli artigiani, scendendo tra la gente, predicando il Vangelo al di là della chiesa. E sarà lui ad accettare di scrivere la regola per il nuovo ordine dei redentoristi. Fino al quinto pannello che raffigura la salita al cielo del santo”. Spiega come “non è la prima volta che mi dedico all’arte sacra, mie opere dedicate a San Tommaso e San Sebastiano sono conservate presso la sede di Confindustria e le chiese della provincia”. Non ha dubbi Della Fera, poeta oltre che artista “La forza dell’arte sacra è nella capacità di trasmettere speranza”. Una produzione, quella dedicata all’arte sacra, che rappresenta solo un aspetto del suo percorso di ricerca artistico e spirituale, capace di abbracciare linguaggi differenti. “La pittura – si legge nelle note critiche di Stefania Marotti – rende omaggio al Creato, la poesia ai meandri più reconditi dell’interiorità, la drammaturgia al sacro fuoco della spiritualità ed alla conversione, sempre con quella magia che ha il potere di trasformare in humus nuovo anche i retaggi più dolorosi. Su tutto spicca l’amore nelle sue diverse forme, ideale, carnale, intellettuale, in un processo di continua espressione di un sentimentalismo puro ed ispiratore di nuovi itinerari introspettivi”



