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Di Vincenzo Fiore

«La vita consiste in rari momenti singoli di altissimo significato e in innumerevoli intervalli in cui nel miglior caso ci si aggirano intorno le ombre di quei momenti. L’amore, la primavera, ogni bella melodia, la montagna, la luna, il mare – tutto parla una sola volta veramente al cuore: seppure giunge mai a parlare. Giacché molti uomini non hanno affatto quei momenti e sono essi stessi intervalli e pause nella sinfonia della vita reale», così scriveva Friedrich Nietzsche in «Umano, troppo umano» nel 1878. In molti hanno provato a raccontare le vette e gli abissi di quello che è stato uno dei più grandi pensatori della storia, tuttavia nessuno ancora aveva provato a tradurre la biografia di Nietzsche in fumetto. È questa l’operazione straordinariamente riuscita partorita dalla matita di Maximilien Le Roy e dalla mente di Michel Onfray, e ora pubblicata in Italia grazie alle edizioni Ferrogallico (prefazione di A. Scianca).

Non manca alcun evento fondamentale della vita del pensatore tedesco, nemmeno dell’infanzia, dalla morte prematura del padre, Carl Ludwig, pastore protestante vicino a posizioni monarchiche, al rifiuto di prendere i voti, destino che gli era stato prescritto da una lunga tradizione familiare. I primi studi di Nietzsche verteranno verso l’opera di Schopenhauer, del quale egli apprezzerà il sacrificio della felicità in nome della verità. Il mondo: dalla foglia di un albero, alla struttura dei pianeti, passando per gli uomini non è altro che la somma di una forza cieca, una volontà di potenza che attraversa ogni cosa. Non c’è libertà, solo necessità. Niente libero arbitrio solo determinismo. Persino l’amore, avverte il filosofo, non è altro che un’astuzia della natura per la prosecuzione della specie. Nonostante questa consapevolezza però, egli stesso si lasciò ingannare da tale illusione, illusione che portava il nome di Lou von Salomé. Non manca certo di essere raffigurato il soggiorno a Sils-Maria, «6000 piedi al di là dell’uomo e del tempo», dove Nietzsche rimase folgorato dalla visione dell’enigma, dal pensiero dell’eterno ritorno dell’identico: «L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere». Le Roy si spinge oltre la narrazione, cerca di far prendere forma ai sogni e ai tormenti di Nietzsche, scava negli occhi del filosofo fino a cercare il principio del suo crollo mentale, che avverrà il 3 gennaio del 1899. Prima però, ci sarà la discesa di Zarathustra e l’annuncio della morte di Dio. Nietzsche constata il decesso del cristianesimo, ma dinanzi al capezzale della più grande bugia, non trova uomini e donne liberati, ma soltanto una folla che ancora  incapace di comprendere.

 

 

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